Al Teatro di Morlacchi, martedì 28 marzo, ore 20.30.L’animo fragile e indifeso chiuso nel corpo da gigante dell’artista umbro, si muove a passi di danza con il Laboratorio Danzidea

0PERUGIA – Torna anche quest’anno Leggere… per Ballare progetto speciale promosso da FNASD Federazione Nazionale Scuole di Danza e Fondazione Nazionale della danza con il patrocinio del Ministero dell’Istruzione dell’Università e Ricerca e di Agiscuola, realizzato dall’Associazione Laboratorio Danzidea Perugia e dal Comune di Perugia. Ad andare in scena al Teatro di Morlacchi di Perugia, martedì 28 marzo alle ore 20.30, sarà il balletto Le Serenate del Ciclone, omaggio all’artista umbro Mario Petri liberamente tratto dall’omonimo libro a lui dedicato dalla figlia Romana Petri (2015, edito da Neri Pozza). Regia di Arturo Cannistrà, ideazione artistica di Bianca Belvederi Bonino, Arturo Cannistrà e Francesco Germini, percorso scenografico e scelta testi a cura di Bianca Belvederi Bonino, musiche scelte da Francesco Germini, anche autore di composizioni inedite, voce narrante di Elina Nanna, costumi di Angela Zanfino, coreografie di Arturo Cannistrà e coreografe delle scuole associate a FNASD.

Il ricavato della serata sarà devoluto all’associazione Libertas Margot che si occupa di violenza di genere e della tutela dei diritti umani e la sicurezza delle persone (www.margotproject.org). QUI per il promo video: https://www.facebook.com/progetto.danza.37/videos/825699244249164/

Le Serenate del Ciclone – Nota della professoressa Bianca Belvederi Bonino

02Ho letto questo romanzo, o meglio, biografia romanzata, vissuta ed intensa, durante una splendida crociera negli “ellenici” mari; non conoscevo questa autrice, ma fin dalle prime pagine, sono stata trasportata nel mondo nostalgico della mia giovinezza, nel mio passato di figlia legata, come Romana, da una complicità irripetibile al proprio padre. È un passato che assume i contorni classici del mito e della leggenda, così come un mito è questo padre per l’autrice: il mito vive anche dopo la morte, per sempre, non solo nel nostro cuore, ma in ogni realtà culturale ed artistica. Grande e possente nel fisico, grande e possente nell’animo, lontana nel tempo la nascita di Mario Pezzetti e la sua adolescenza nella campagna perugina, dove, come gli eroi greci predestinati figli di dei, incontra il suo destino in un piccolo grammofono che gli dona il padre. Scopre il canto, diventa per tutti “il Ciclone”, che, forte e bello, ammalia con serenate e con una voce potente, le giovani del luogo. Sfrutta la sua forza fisica per sostenere gli studi di canto, diventando pugile sul ring: il Perugino; nel contempo l’audizione alla Scala, ma rientra sempre a Cenerente, il suo paese, dove aveva formato la “banda” di cui era il capo indiscusso, legato da vincoli di amicizia fortissimi, soprattutto con “il Kid”, bello e forte come lui, un mito.

3Impersonando Creonte dell’Edipo Re alla Scala, Mario Pezzetta diventa Mario Petri, Mario la Roccia. Mito, epica, arte caratterizzano la sua vita di cantante basso-baritono, soprattutto con l’incontro con Lena, ballerina classica. La sua vita è un palcoscenico continuo, in cui mette sempre in evidenza il suo animo puro, passionale e la sua lealtà; la storia con Giulietta Simionato e il leale sacrificio conseguente ne sono la dimostrazione. La fama viene con il Don Giovanni diretto da Karajan, a Vienna, un Don Giovanni mitico, giovane, bello, bravissimo e italiano, come commentano i quotidiani; è la gloria, sono le scritture, ma, purtroppo, dovrà pagare personalmente con l’allontanamento dalla scene quando lascerà Giulietta, per sposare Lena, il suo vero amore. Il sogno di diventare cantante si scontra con la dura realtà, con gli intrighi del retropalco, ma un altro sogno diventa realizzabile: belli e splendenti come due divinità Mario e Lena vanno incontro alla vita tenendosi per mano.

Continua il mito, tra epos e realtà: i personaggi dei film mitologici, quelli di cappa e spada, la collaborazione agli spaghetti western, tanto cari all’amata figlia Romana. È nella Petride, l’epopea di Romana Petri, però, che Mario si identifica negli eroi omerici raccontati alla giovane figlia, alunna di Zeus adunatore di nembi: diventa Aiace possente, Achille massacratore cuor di leone, è Ettore dall’elmo scintillante, Odisseo il luminoso, o il solito Dio Nettuno. Attraverso la cultura e la memoria di Romana, ci immergiamo in un mondo lontano, ma vivo, caratterizzato da lealtà, amore, rispetto, sincerità, senso dell’amicizia, quello dell’epos, quello del cuore di Mario; siamo sempre sul palcoscenico, in teatro, dove le azioni degli attori sono mosse da fili invisibili, dagli dèi. La famiglia si ritrova intorno al mito di Odisseo, con Penelope e Telemaco; sogna destini propizi, stagioni favorevoli, ma gli dèi stanno tramando un destino avverso: Mario, dopo il grande successo del Macbeth al Maggio Musicale Fiorentino, viene abbandonato da chi doveva credere nella sua rinascita; l’annuncio del ritiro dalle scene è conseguente all’amarezza ed alla delusione per un tradimento, che ha lacerato il suo cuore di fanciullino pascoliano.

Muore prematuramente all’età di 63 anni, eternamente giovane nel cuore e nel pensiero di Romana, come i figli degli dèi, gli eroi, trasfigurato ed onnipresente nelle voci della natura. Mito, sogno, realtà: tre termini chiave in questo bel romanzo di Romana Petri, di questa figlia ancora legata ad un padre unico, indimenticabile, leggendario, in un sogno che ha superato la realtà quotidiana, trasportandola nel mondo epico ed eterno degli Eroi. E se il mito è il filo conduttore della sua memoria, esso può diventare sogno, aiutando a trasformare la difficoltosa realtà, rendendo l’esistenza umana sempre viva ed entusiasmante. (351)

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Written by Gilberto Scalabrini