Il tema: "Diritto di scelta, testamento biologico fine vita e morte volontaria assistita”

1PERUGIA – Il giorno 13 aprile a partire dalla ore 14,30 presso il Palazzo della Provincia di Perugia nella sala Falcone e Borsellino, si svolgerà il primo congresso regionale sui temi del: diritto di scelta, fine vita e testamento biologico. L’evento organizzato da Exit- italia Umbria con il patrocinio della Provincia di Perugia e la collaborazione di Cesvol SaluteinForma, è sostenuto dall’UAAR di Perugia, nonché dall’associazione Luca Coscioni e dal partito Radicale di Perugia. Inoltre, vista l’importanza dei temi giuridici trattati, la partecipazione comporterà l’attribuzione dei crediti per gli iscritti all’albo degli avvocati di Perugia.

Tra i numerosi interventi previsti, segnaliamo: l’assessore regionale alle riforme, Prof. Antonio Bartolini, il presidente di Exit – Italia Dr. Emilio Coveri, la consigliera provinciale Erika Borghesi, la Prof.ssa Alessandra Pioggia Università Degli studi di Perugia e il Dr. Tommaso Ciacca direttore SC Anestesia e Rianimazione presso l’ospedale di Orvieto. L’iniziativa verrà moderata dall’Avv. Roberta E. Crisci responsabile regionale di Exit-Italia Umbria e dalla Dott.ssa Nicoletta Bernardi referente UAAR per la provincia di Perugia.

Il testamento biologico e le normative riguardanti il diritto di scelta sul fine vita, hanno ripreso, con l’ultimo ed eclatante caso del D.J. Fabo, la centralità nel dibattito politico e sociale nazionale (ricordiamo anche i casi di Eluana Englaro e di Luca Coscioni). Segnaliamo che la maggior parte dei paesi occidentali evoluti, hanno normative precise sul testamento biologico e diversi paesi prevedono: o l’eutanasia, o il suicidio volontariamente e medicalmente assistito.

In Italia, invece, la materia non è in alcun modo disciplinata, anzi le uniche norme presenti nel nostro ordinamento, sono contenute nel codice penale “Rocco” di epoca fascista che regolano la materia, ragion per cui essa è assimilabile all’omicidio volontario (art. 575 c.p.). Nel caso si riesca a dimostrare il consenso del malato, le pene sono previste dall’art. 579 c.p. (omicidio del consenziente) e vanno comunque dai sei ai quindici anni.

Anche il suicidio assistito è considerato un reato, ai sensi dell’articolo 580 c.p.

Nell’ultimo sondaggio a disposizione ( Eurispes 2016) il campione rappresentativo degli italiani ha risposto di essere favorevole: all’eutanasia per il 59,9%, al testamento biologico per  il 71,6%  e al suicidio assistito per il 29,9%. Da sottolineare che le percentuali dei favorevoli sono in progressiva crescita per tutte e tre le tipologie, segno che l’argomento è quanto mai sentito da una popolazione, quella italiana, che sta uscendo da schemi e steccati ideologici e che vuole consapevolmente avere il diritto di scelta, per il proprio fine vita. (103)

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Written by Gilberto Scalabrini