Il 24 aprile, alle ore 21, sarà presentato il film “Lo sguardo di Michelangelo” , nella monumentale Chiesa di San Francesco. Saranno presenti il produttore e fotografo di scena Maurizio Dell’Orco e il consulente storico Antonio Forcellino

1TREVI – Trevi ricorda il concittadino Michelangelo Antonioni, uno dei maggiori registi della storia del cinema, a dieci anni dalla sua scomparsa, avvenuta a Roma il 30 luglio 2007. Antonioni era di casa, in senso letterale, poiché  a Bovara di Trevi, un edifico del Cinquecento, che restaurò, divenne la sua abitazione. Tanti sono gli episodi in vari anni di presenza nella città umbra dell’illustre Maestro, il quale partecipava, quando richiesto, anche alle vicende spicciole della vita di paese. Partecipò come membro di giuria al concorso cinematografico a passo ridotto sui temi legati alle bellezze storiche artistiche dell’Umbria. Nel 1999 il Comune di Trevi partecipò all’istituzione del premio Michelangelo Antonioni per le arti.

Ora, a celebrare uno dei padri della modernità cinematografica sarà la proiezione del film “Lo sguardo di Michelangelo” di Michelangelo Antonioni. E’ l’ultima creazione filmica del regista, girato nel momento massimo della sua incapacità di comunicare con la voce. E’ un omaggio di Antonioni a Michelangelo Buonarroti, che vede il regista anche nelle vesti di attore, in un’opera senza sonoro dove Antonioni ammira il Mosè di Michelangelo. Fotografia e luce danno la voce a questo confronto muto.

L’evento avrà luogo il 24 aprile alle ore 21 nella monumentale Chiesa di San Francesco di Trevi, in occasione dell’appuntamento primaverile, denominato Pic-nic ed è stato voluto dalla Sistema Museo. Interverranno alla presentazione la moglie Enrica Antonioni, il produttore e fotografo di scena Massimo Dell’Orco e Antonio Forcellino, che ha curato il complesso progetto di restauro, manutenzione e illuminazione del celebre monumento funebre. Spiega infatti il restauratore “Per la Tomba di Giulio II, Michelangelo che era scultore di luce e di marmo, scelse come collocazione San Pietro in Vincoli per le sue condizioni di luminosità”.

Dalla critica:

“Lo sguardo del titolo è quello del regista, che dopo essere rispettosamente entrato nella penombra della chiesa di S.Pietro in Vincoli a Roma, si arresta e rimane immobile di fronte a due colossali sculture di Buonarroti.

La contemplazione scruta i particolari del Mosé soffermandosi sullo sguardo del profeta, rimanendo soggiogato e quasi sopraffatta dalla potenza che esprimono quei due occhi di fuoco.

Il marmo non è “muto” perché comunica a modo suo il complesso dei sentimenti che lo scultore gli ha infuso: chi rimane senza parole è, invece, il regista dopo la sua grave malattia. Ogni tanto egli muove delicatamente un braccio, sfiora – esplora – accarezza con sua mano la fredda pietra michelangiolesca, alla quale lo scultore ha donato la vita.

L’uscita del regista dalla porta della chiesa, accompagnato da un misterioso coro di Palestrina, fa ritornare l’autore del documentario verso la luce del sole che all’esterno trionfa sovrana”

 

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Written by Gilberto Scalabrini