Migliaia di vacanzieri pasquali in visita alla mostra -mercato del Dop

1MONTELEONE DI SPOLETO – La metafora ‘del tempo della semina’ – riferendosi alla mostra-mercato del farro Dop, che si è tenutanelle due giornate di Pasqua e Pasquetta a Monteleone di Spoleto – si è rivelata quanto mai convincente. Marisa Angelini, sindaca del piccolo borgo umbro ai confini con il Lazio circondato da lussureggianti vallate, ha voluto così celebrare la ripartenza di questo territorio colpito dal sisma del 24 agosto e seguenti. Sono state due giornate di festa per Monteleone con migliaia turisti e molta gente provenienti dai territori vicini che nuovamente ha scelto questa parte dell’Umbria, facendo rivivere il paese.

2“Con la mostra-mercato del farro dop – ha detto Angelini – abbiamo fatto promozione del territorio, grazie ai prodotti che offre: dalla terra alla tavola. Una promozione a tutto tondo, anche a livello ambientale, rurale e culturale”. La sindaca ha fatto poi riferimento ai ‘gioielli culturali’ in esso presenti che “sono stati feriti – ha aggiunto – ma ci siamo subito attivati per metterli in sicurezza per non perdere questo patrimonio che fa parte dell’Umbria cosiddetta ‘minore’ ma che costituiscono ugualmente tasselli importanti”.

3La manifestazione è stata anche “un esempio positivo di simbiosi tra pubblico e privato che conduce a una sinergia che unisce la sapienza del produttore, che ne costituisce la parte privata e la possibilità di fare promozione, attinente alla sfera pubblica”. Si sono scelte queste due giornate poiché “il tempo della semina del farro, per essere etichettato ‘dop’ (secondo un disciplinare molto rigido) deve avvenire obbligatoriamente nel mese di aprile per esaltarne l’assoluta eccellenza e abbiamo così unito a questo momento la mostra-mercato per far ripartire il nostro territorio, per richiamare quel target di persone attente alla qualità del cibo che viene servito sulle nostre tavole”.

“Monteleone di Spoleto non è solo farro – ha concluso la sindaca -, ma anche formaggi, grazie ai suoi pascoli eccellenti e qualità delle carni. Senza dimenticare che qui vive la ‘capra facciuta della Valnerina’, una razza particolare grazie alla quale si può produrre una serie di prodotti di altissimo pregio”.

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Written by Gilberto Scalabrini