Articolo a cura di GILBERTO SCALABRINI

1ASSISI – E’ morto Pino Antonelli. Aveva 61 anni. Un male incurabile lo ha minato per oltre un anno. I funerali si svolgeranno domani, lunedì, alle ore 16, nella cattedrale di san Rufino. Pino era un amico e svolgeva con passione il suo lavoro. La comunicazione attraverso l’immagine era la mia attività. Scriveva nel suo blog: ”Non mi stanco mai di imparare, sperimentare nuovi mezzi di comunicazione, spaziando dall’illustrazione al fumetto, dalla grafica alla fotografia, attraverso le tecnologie digitali, il webdesign e la multimedialità in genere. Attraverso il fumetto ho scoperto la fotografia, attraverso la fotografia, l’illustrazione e la grafica”.

L’ultima volta che l’ho incontrato è stato il 13 maggio in occasione della mostra fotografica dal titolo  “La luce dei tuoi occhi”, allestita presso Hosterianova Baccanale Cafè. Era sulla sedia a rotelle, sorridente, ma visibilmente dimagrito e con un tenue filo di voce. Capii subito che stava andando incontro alla morte, che lo salutavo forse per l’ultima volta. Purtroppo, è stato così.

Adesso, mi chiedo: che cosa si agiti nel cuore e nella mente di un uomo che muore? Nessuno può dirlo veramente. E forse bisognerebbe aggiungere: nessuno dovrebbe dirlo. Varcare quella soglia è un gesto che sa di violenza e di profanazione. Nella morte infatti ciascuno di noi è restituito alla terribile serietà della vita. Né è questione di fede religiosa o di ateismo.

In quel momento estremo ci è dato di fare i conti, da “solo a solo”, come ha detto un grande filosofo antico, col mistero che ogni esistenza porta dentro di sé. Come arrogarci il diritto di chiedere, sapere, indagare, magari per soddisfare non si sa bene quale curiosità metafisica? Accade sempre in occasione della morte di un amico, di un parente, di una persona cara e stimata. Mai nessuno, però, è riuscito a sapere cosa nella mente di un uomo che muore. Forse, avevano ragione i filosofi greci: è come se il destino che ha dato tanto si riprende tutto di colpo. In realtà, davanti alla morte nessuno è mai riuscito a capirne le regole.

Di fronte alla morte, la tragedia di uno si collettivizza, il dolore di uno diventa il dolore. E tutti si rendono conto che una bella favola è finita. Arrivederci Pino, riposa in pace!

 

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Written by Gilberto Scalabrini