IL SINDACO BACCHETTA: “ESPERIENZA CHE VALORIZZA SOCIALITÀ E QUALITÀ DELLA VITA” PREMIATA OLGA CAPECCI, LA COLTIVATRICE PIÙ ANZIANI CON I SUOI 90 ANNI

1CITTA’ DI CASTELLO – Gli orti sociali del Comune nel quartiere Madonna del Latte saranno intitolati alla memoria di Gualtiero Angelini, per onorare il lavoro instancabile e l’affetto con cui il dirigente comunale ha valorizzato un’esperienza che nei primi anni ’80 fu tra le prime ad essere avviata in Italia e oggi permette a 100 pensionati di coltivare la terra. Lo ha annunciato stamattina il sindaco Luciano Bacchetta, che ha incontrato gli assegnatari degli orti nell’area alla periferia del capoluogo tifernate insieme agli assessori Luciana Bassini e Monica Bartolini, ai funzionari municipali coinvolti nel progetto e all’ex assessore Andreina Ciubini, che ha lavorato fianco a fianco con Angelini per regolamentare e perfezionare l’organizzazione degli orti.

2“Dedicheremo gli orti a colui che in prima persona si è fatto carico con passione e sensibilità di garantire che questa bella iniziativa funzionasse e funzionasse bene”, ha dichiarato il primo cittadino, ricordando il sindaco Giuseppe Pannacci che insieme al consiglio comunale dell’epoca e con il lavoro del dirigente Ivano Alunni fu artefice della creazione degli orti, dal 2010 gestiti dal comitato di cinque componenti presieduto da Silvano Anderini. “L’amministrazione comunale tiene molto a questa esperienza, che permette di preservare e alimentare relazioni sociali fondamentali per la nostra comunità, offrire l’opportunità di mantenere il rapporto con la natura e conservare la cultura rurale da cui tutti noi veniamo, elementi importanti della qualità della vita che cerchiamo di promuovere quotidianamente nella nostra città”, ha aggiunto Bacchetta insieme all’assessore Bassini, che ha ribadito l’impegno a “portare avanti con la massima attenzione e disponibilità questo progetto, che dà valore alla terza età, per onorare come il lavoro di Angelini, che quotidianamente ricordiamo e quotidianamente rimpiangiamo”.

3“Abbiamo recentemente rinnovato il regolamento e proceduto a una indispensabile opera di messa in sicurezza degli alberi lungo la sponda del torrente Scatorbia, ma abbiamo altri progetti importanti che condividiamo con il comitato di gestione, sempre molto propositivo e disponibile”, ha evidenziato Bassini, mentre l’assessore Bartolini ha garantito “la massima attenzione alle esigenze di sicurezza nella fruizione dei terreni, attraverso anche l’azione della Polizia Municipale” e l’ex assessore Ciubini ha richiamato l’attenzione sull’obiettivo sociale degli orti, che “creano e salvaguardano attraverso il lavoro della terra rapporti umani fondamentali per vivere la vecchiaia in modo meno pesante, lontano dalla solitudine e dall’emarginazione”.

4Testimonial ideale dei benefici della vita all’aperto negli orti del comune è Olga Capecci, con i suoi 90 anni la più anziana coltivatrice tra tutti pensionati titolari di un appezzamento di terreno del Comune, alla quale il comitato gestore ha voluto tributare un riconoscimento pubblico come “esempio per tutti” con una targa ricordo consegnata dal sindaco Bacchetta. Gli orti sociali del Comune sono assegnati mediante uno specifico bando a tutti i pensionati che abbiano la propria residenza nel comune di Città di Castello, non abbiano nel proprio nucleo familiare alcun altro componente al quale sia già stato affidato un orto comunale e non siano proprietari, affittuari o beneficiari di terreni di estensione superiore agli 80 metri quadrati.

5L’assegnazione ha durata triennale, con possibilità di rinnovo per analogo periodo, e comporta il versamento al comitato di gestione di un contributo di 12 euro all’anno per le spese generali. L’affidamento degli orti può essere revocato in ogni momento quando la coltivazione e la cura del terreno venga palesemente abbandonata, insorgano contenziosi che determinino comportamenti inadeguati nei confronti di altri titolari degli appezzamenti o personale addetto alla gestione e alla vigilanza, non venga corrisposto il contributo annuale. (160)

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Written by Gilberto Scalabrini