“I fatti non riguardano l’attuale gestione e sono stati sanati da tempo”. Ecco la verità sulle vicende riportate con imprecisione da un quotidiano locale

gesenu-copiaPERUGIA – L’articolo pubblicato di recente da un quotidiano locale parla di una diffida inviata dalla Regione Umbria a Gesenu sulla situazione dell’impianto di Pietramelina. Il pezzo riporta fatti del passato con una imprecisione tale da risultare fuorviante rispetto all’attuale attività di Gesenu.
Va ricordato che la Determinazione Dirigenziale n. 4794 del 16 maggio 2017 con cui la Direzione Regionale – Servizio Autorizzazioni Ambientali ha diffidato Gesenu si basa sulla relazione del Nipaf del Corpo Forestale, trasmessa a marzo scorso alla Regione. La relazione evidenziava una serie di criticità per lo smaltimento dei rifiuti a Pietramelina che si collocano nel periodo tra il 2013 ed il 2015.

Fu la Provincia di Perugia (a quel tempo competente in materia) a contestare quelle criticità, che subito Gesenu si impegnò a sanare. La stessa recente diffida della Regione Umbria ne fornisce un riscontro, riportando per ciascuna contestazione la nota con cui Gesenu aveva comunicato i provvedimenti adottati a Pietramelina.
Alla luce di questo la diffida non appare la modalità più adatta a trattare situazioni riferite agli anni passati, non ascrivibili all’attuale gestione di Gesenu e comunque già da tempo sanate.

L’articolo cita anche due circostanze nuove cui il documento della Regione fa riferimento: la richiesta di non superare le 50mila tonnellate annue di materiale trattabile in discarica e la segnalazione di emissioni maleodoranti provenienti dall’impianto di Pietramelina.
La prima situazione in particolare ha del paradossale: la Direzione Regionale infatti aveva già chiesto a Gesenu, appena quattro giorni prima della diffida, di presentare entro l’11 giugno 2017 una valutazione aggiornata della capacità di trattamento dell’impianto, valutazione che Gesenu trasmetterà regolarmente prima dei termini stabiliti.

Quanto alle emissioni maleodoranti, il documento regionale si limita a chiedere “uno studio sulla situazione attuale degli odori presso l’impianto di Pietramelina, indicando le fonti di possibili emissioni maleodoranti e l’adozione di tutti gli accorgimenti finalizzati a garantire la minimizzazione delle emissioni maleodoranti”.

Entrambe le circostanze vengono trattate evidentemente come delle richieste, o prescrizioni, comunque inconciliabili con l’istituto della diffida. Quest’ultima infatti è uno strumento con cui l’amministrazione assegna al destinatario – come riporta la sentenza del Tar dell’Abruzzo n. 178 del 24 aprile 2017 – un termine per conformarsi all’Autorizzazione Integrata Ambientale “in presenza di due diversi ed alternativi presupposti: una situazione di pericolo per l’ambiente ovvero la reiterazione delle infrazioni”.

Presupposti che – va ribadito – nel caso di Pietramelina non sussistono in quanto situazioni passate e già risolte da Gesenu.
Nell’articolo del quotidiano si parla anche di un presunto processo di revamping dell’impianto di Pietra Melina che, finito da poco, avrebbe fallito. L’affermazione è falsa in quanto non vi è stato alcun revamping: il progetto, che prevede un totale rifacimento dell’impianto, è in fase di istruttoria presso la Regione Umbria e potrà essere realizzato solo dopo la sua approvazione.

L’impianto è stato invece oggetto di varie attività di manutenzione straordinaria che stanno per concludersi: rifacimento del tetto, con eliminazione delle vecchie lastre di copertura contenenti amianto; rifacimento del sistema di insufflazione e distribuzione dell’aria sul fondo del bacino; manutenzione delle strutture portanti delle coperture dell’area di maturazione del compost; sostituzione delle condotte pluviali delle coperture dell’impianto; manutenzione dei piazzali esterni.

Falsa e lesiva è pure l’affermazione dell’articolo secondo cui la società “naviga a vista”. Gesenu sta operando nel rispetto del contratto di gestione del servizio affidatole e, pur se con le difficoltà connesse alla mancata disponibilità di impianti nell’ATI 2 e non per sue responsabilità, gestisce e smaltisce con regolarità i rifiuti tanto che i cittadini di Perugia e degli altri comuni serviti non hanno avuto alcun disagio.

La società inoltre sta programmando importanti investimenti per il rinnovo ed il potenziamento degli impianti di Pietramelina e Ponte Rio ed i relativi progetti sono allo studio presso gli uffici della Regione Umbria. (139)

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Written by Gilberto Scalabrini