Dal nostro inviato speciale GILBERTO SCALABRINI
Fotoservizio a cura di LUCIA SMURRA

1ASSISI – Colori, odori, suoni, sfilate e giochi del 1800. Questo è il Palio del Cupolone che, per il secondo anno, divide in Rioni Fornaci, Ponte Rosso e del Campo il borgo santa Maria degli Angeli. Questo Palio non affonda radici in particolari circostanze storiche, piuttosto in una ricostruzione verosimile della realtà che il territorio visse in epoca risorgimentale. E’ una festa, attesa, vagheggiata, organizzata minuziosamente, tanto che impegna anche studiosi e ricercatori, perché vuole offrire con generosità munifica i segmenti distintivi di uno spaccato storico che rivive in un grande set a cielo aperto. Soprattutto, vuole portare in scena bambini, uomini e ambiente di due secoli fa, risvegliando assopiti ricordi.

4Ieri pomeriggio, abbiamo assistiti ad una bella sfilata. I personaggi sono stati composti e hanno recitato il proprio ruolo con grande dignità. Ed è stato anche il trionfo di costumi e scene che ci hanno riportato indietro nel tempo: il Rione Fornaci (Capitano Moreno Massucci) ha raccontato le malefatte del brigante Cinicchia e dei suoi compari, che portarono il terrore nelle campagna tra Assisi e Nocera Umbra.

5il Rione Campo (Capitano Andrea Capezzali) l’emigrazione degli italiani con partirono anche da Assisi con le loro valigie di cartone per andare oltreoceano. S calòcola che siano stati 5 milioni gli Iialiani protagonisti del più grande esodo di massa, perchè l’arretratezza agricola spinse migliaia di lavoratori, che vivevano in situazioni precarie, ad abbandonare la penisola.

6Il Rione Ponte Rosso (Capitano Corrado Santucci) la visita di Garibaldi sul territorio. Si racconta che l’eroe dei due mondi, in sella al suo cavallo bianco, fosse stato costretto a fermarsi proprio a santa Maria degli Angeli, nei pressi della posta dei cavalli, per ricevere i favori di un maniscalco. Il suo destriero, infatti, avrebbe perso un ferro e Garibaldi fu costretto da una sosta forzata.

7Quello che ci ha impressionato e che tutti lavorano alla riuscita della festa con la passione del volontario e la serietà del professionista. Il volontariato, infatti, costituisce da due anni il tratto caratteristico dei Rioni, ed è la forza umana che muove la pesantissima macchina che, nel suo crescere, diviene sempre più esigente e coinvolgente. Questa festa del 1800, è sicuramente la circostanza che meglio di qualunque altra racconta la continuità e i mutamenti sociali, economici e religiosi di questa comunità.

8Per noi, che assistiamo a diverse feste dell’Umbria in costume, abbiamo trovato un po’ inadatta la voce dello speaker. Per una festa così importante, ci voleva una bella e potente voce, dall’eco vibrante e tonante per dipingere meglio fatti, personaggi ed eventi. A nostro modesto avviso, invece, la voce dello speaker non ha saputo infiammare i cuori di passione, non è riuscita a pennellare con energia la festa, a far vivere con amore la rievocazione.

9Il Palio del Cupolone, infatti, è una festa popolare, piena delle passioni, degli slanci, delle esaltazioni e dei tripudi che la spontaneità genera negli altri e procura per sé. Complimenti a Marco Dusi, presidente del comitato Palio, perchè è stata ricreata l’identità di questo Paese.Un’identità quasi perduta, che solo in queste rievocazioni è portata alla ribalta.

12Le belle vesti vittoriane delle nobildonne, con corsetto e sottogonna; gli eleganti abiti degli uomini, con camicie dagli alti colletti e cravatte legate a fiocco; i poveri abiti della gente semplice, che ognuno indossa per la rievocazione, sono l’orgoglio di questo periodo storico. I nostri antenati l’hanno vissuto con l’abitudine al sacrificio e impegno costante nel lavoro.

10Oggi, quelle emozioni del passato, restano uniche e la ricompensa per chi sfila sono gli sguardi e gli applausi degli spettatori. Tutti i figuranti li abbiamo visti dignitosamente fieri di ritornare indietro nel tempo, un balzo di due secoli nella storia e il teatro a cielo aperto di Santa Maria degli Angeli ha fatto da cornice all’evento. Sabato 10 si è svolto l’attesissimo Palio dei Muje (bambini), un torneo dedicato agli under 16 che si sono sfidati in 4 diverse prove: la Corsa con i Carretti, il Gioco dei Birilli, “Passa il Mattone” ed il Tiro con la Cerbottana.

2Il 12, 13 e 14 Giugno i proclami di sfida rispettivamente dei Rioni Fornaci, del Campo e Ponterosso, che si cimenteranno nelle Scene, “messa in piazza” di una rappresentazione a tema, a cui i Rionali dedicano, da mesi, grande impegno e lavoro. Il Palio porta la firma di Lamberto Caponi, mentre quello dei Muje di Carla Romani.

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Written by Gilberto Scalabrini