Dal nostro inviato speciale GILBERTO SCALABRINI

1FOLIGNO – Le polemiche dopo la morte di Wind of Passion non si placano, anzi continuano ad infuriare. Tutti chiedono chiarezza. Non solo gli animalisti ma anche gente comune e quintanari. In tanti si scagliano contro la commissione veterinaria che ha dato l’Ok per far correre il purosangue, prchè -sostengono- un nodello compromesso agli arti anteriori non poteva passare inosservato. Pertanto, sostengono che era una morte annunciato, perchè quel nodello prima o poi sarebbe scoppiato , visto lo sforzo a cui i cavali sono  sottoposti per la gara è molto duro.

2Altri ancora affermano che sarebbe stato opportuno sospendere il Palio, perchè gli addetti ai lavori avrebbero capito subito la gravità della situazione e che la tragedia era ormai compiuta subito dopo la caduta di Wind of Passion. C’è poi chi si augura che l’inutile sacrificio di questo bellissimo cavallo serva a riflettere su decisioni che spesso vanno contro la dignità sportiva di una gara che rievoca un evento di quattro secoli fa.

4«Appare evidente – sostiene Lorenzo Croce presidente di Aidaa (Associazione Italiana Difesa Animali e Ambiente) – che ci siano situazioni che meritano non solo un approfondimento ma sopratutto uno stop immediato. Occorre che da subito i ministeri della Salute e dello Sport aprano un tavolo per delle nuove regole per la sicurezza nelle competizioni e nei palii e che quelli a rischio vengano bloccati subito per decreto. Noi avevamo gia proposto anni fà delle nuove regole, forse è il caso che chi le ha messe nel cassetto le riprenda in mano e si abbia il coraggio di dire basta per sempre alle competizioni pericolose, la vita di un cavallo è più importante di qualunque tradizione».

5Il Presidente Croce nutre diversi dubbi sulle cause della morte per arresto cardiaco di Wind of Passion e per la verifica delle quali l’AIDAA ha chiesto  una task force congiunta dei ministeri. Sulle visite veterinarie è esplicito: “Vogliamo avere notizie sulle visite pre corsa  e ci piacerebbe sapere se il cavallo aveva dei problemi e se si come mai ha partecipato alla gara. Inoltre chiediamo che l’autopsia sia fatto da un ente terzo e che si verifichi che questo cavallo non abbia assunto sostanze forse dopanti o che comunque possano aver concorso come concause della morte.  Ci aspettiamo notizie certe e concrete sul passato veterinario di questo purosangue”.

3Massimo Gubbini, il cavaliere del Rione Giotti, che ha riportato nella caduta con Winjd of Passion una brutta frattura al metacarpo della mano destra, afferma che “è un incidente senza spiegazione e senza motivo, tanto che sono rimasti sorpresi anche gli stessi veterinari ed è la prima volta che gli succede una cosa del genere”. Chiarisce che Wind of Passion ha subito un intervento due anni fa all’anteriore sinistro e che, dopo il riposo e le terapie necessarie, è tornato a correre come fanno tutti i grandi atleti sportivi. Insomma, una tragica e, imprevedibile fatalità.  Con la voce rotta dall’emozione conclude:“Per me è stato come perdere un amico. Anzi, di più di un amico, perchè con il cavallo si instaura un feeling  profondissimo e il cuore batte all’unisono. E ‘ un amico che a differenza degli uomini, ti da tutta l’anima e tutto il cuore, e senza pretendere nulla”.

6Secondo Alice Bistocchi, amante ed esperta di cavalli ma sopratutto impegnata nel recupero di quelli ex sportivi salvati dal macello e dalla soppressione, afferma che “il cavallo purosangue inglese non è idoneo a questo tipo di gara, perchè è un velocista per antonomasia e quindi ha bisogno di lunghe distanze per esprimersi mentre la Quintana ha un percorso molto breve e con curve insidiose. Non a caso per un certo numero di anni questa razza era stata vietata e in quegli anni venivano utilizzati solo mezzo sangue proprio perchè piu adatti. Secondo – continua Alice Bistocchi-Secondo, la giostra si svolge in tre diverse tornate, ad ogni tornata il cavaliere deve infilare i tre anelli e vince chi non sbaglia ed impiega il minor tempo. Detto ciò non è indispensabile un “record di pista” da battere che invece pare esser diventato l’obiettivo primario di tutti i partecipanti che ad ogni tornata spingono il cavallo alla stregua per ottenere il tempo minore e questo crea dei rischi maggiori“.

 

 

 

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Written by Gilberto Scalabrini