Articolo a cura di fr PASQUALE BERARDINETTI

1ASSISI – Un evento, posto al centro delle attività capitolari, ha reso questa quarta giornata di Capitolo davvero speciale per tutta la Provincia Serafica dei Frati Minori dell’Umbria. Il Ministro provinciale, padre Claudio Durighetto (nella foto), ha formulato – al termine della santa messa presieduta dal Vescovo di Orvieto-Todi, S.E. Mons. Benedetto Tuzia, alle 12 nella chiesa conventuale di Montesanto – l’atto ufficiale di Consacrazione della Provincia al Cuore Immacolato di Maria.

P. Claudio, all’inizio della celebrazione, aveva salutato il Vescovo, Pastore della Chiesa in cui si sta celebrando il Capitolo provinciale intermedio, chiedendogli di accogliere l’atto di affidamento a Maria, perché «tutta la Provincia possa dire, come San Giovanni Paolo II, “totus tuus” a colei che è corredentrice e mediatrice, già Regina dell’Ordine dei Minori». Il Vescovo, da parte sua, ha espresso apprezzamento e affetto per i luoghi, come Montesanto e La Spineta, segnati dal passaggio di Francesco d’Assisi e – lungo i secoli – dai francescani. Poi, durante la messa ha pronunciato l’omelia di cui riportiamo alcuni passaggi:

«Siamo qui per poter rispondere alle suggestioni e alle pressioni che lo Spirito opera in noi, lo stesso che ha accompagnato l’esperienza di Gesù ed in particolare il suo inserimento nella nostra storia attraverso il grembo di Maria. La Vergine di Nazareth è la piccola che sa celebrare la storia grande che Dio compie in lei, indicando a noi come leggere la nostra personale storia, quella dell’Ordine, della Chiesa e di ogni uomo: uno sguardo nuovo da cui scaturisce lode e gratitudine.

Oggi celebriamo la vostra consacrazione a Maria che, come ogni consacrazione, è una consegna. Nello specifico, a lei che è esperta di consegna con quell’“eccomi” con cui si rende completamente disponibile ad essere strumento nelle mani di Dio. Ugualmente voi vi rendete disponibili a lasciarvi utilizzare da Dio per ciò che Lui vorrà. Insieme a lei, e come lei con lo sguardo rivolto a Cristo, possiate vivere la vostra consacrazione e il servizio nell’adempimento della volontà del Padre.

Maria, con la sua consacrazione a Dio, ci insegna a vivere la nostra consacrazione, personale e comunitaria, con un cuore donato e fiducioso, e ad assumere uno sguardo materno e premuroso sui nostri fratelli. In definitiva Maria ci consegna sei parole sole, nelle quali è svelato tutto il senso di quanto celebrate oggi: “fate tutto quello che vi dirà!”: “fate” la Parola, cioè ascoltatela ed incarnatela».

Prima della celebrazione eucaristica, la mattinata era trascorsa con un paio di sessioni di lavoro dedicate all’ascolto di don Andrea Lonardo, Direttore dell’Ufficio Catechistico e Servizio per il Catecumenato della Diocesi di Roma, sul tema odierno: la pastorale ordinaria. Don Andrea, parlando ai frati riuniti nel salone romanico del Convento di Montesanto, ha subito dichiarato di non poter disgiungere la catechesi dal primo annuncio: la prima, senza perdere la propria natura formativa, non può che essere nello stesso tempo sempre un annuncio che si rinnova e si approfondisce. Il vero annuncio, poi, quello con cui lo Spirito raggiunge il cuore dell’uomo, nessuno può dire quando e come avviene: un momento che al momento sembra poco significativo, potrà rivelarsi in seguito quello propizio.

Siamo in un momento definito “drammatico” da don Andrea. Nella fede, però, questo momento può essere “favorevolissimo”, a patto che la fede sia forte innanzitutto in coloro che annunciano, richiamando così all’importanza di essere adulti, nell’umanità e, appunto, nella fede. Diversi altri contenuti sono stati esposti da don Andrea, anche con la proiezione di un breve contributo video. Al termine della relazione c’è stato un tempo riservato al confronto in aula, durante il quale i frati gli hanno rivolto tanta gratitudine per i contenuti trasmessi e per la passione con cui sono stati riferiti, ma anche domande sul catechismo, sui vari cammini prospettati, sulla possibilità di rendere missionaria la pastorale ordinaria, sulla relazione personale del pastore con i membri del Popolo di Dio come condizione previa all’annuncio, …

Il pomeriggio è ripreso con i lavori in gruppi, nei quali i frati hanno potuto confrontarsi su quanto ascoltato da don Andrea e su ciò che ritengono non possa mancare nella pastorale ordinaria portata avanti nei conventi, nelle parrocchie e nelle altre realtà che fanno riferimento alla Provincia. Ritornati in Aula, al consueto riporto del lavoro di ciascun gruppo, è seguito un tempo di confronto e chiarificazione che si è protratto fino alla chiusura della giornata, ancora in preghiera con la recita del Vespro.

È possibile seguire dettagliatamente il Capitolo dal sito www.assisiofm.it. (132)

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Written by Gilberto Scalabrini