SPERIMENTAZIONI ED ESPERIENZE PER UNA SOLUZIONE PROGRESSIVA, EFFICACE, CONDIVISA

1SPOLETO – Lunedì scorso si è svolto a Spoleto presso la sala conferenze di Palazzo Mauri, l’incontro pubblico relativo alle problematiche igienico-sanitarie legate alla presenza del colombo urbano in città. Durante la conferenza è stato possibile ripercorrere il cammino conoscitivo affrontato dal Comune di Spoleto alla ricerca di una soluzione efficace: l’esperienza maturata in almeno 13 anni di sperimentazioni e studi scientifici diretti alla più completa comprensione della problematica, ha portato alla ferma consapevolezza che una riduzione durevole delle popolazioni di piccioni può essere ottenuta solamente diminuendo progressivamente la capacità portante dell’ecosistema urbano, ovvero limitando le risorse ecologiche che provocano la presenza e proliferazione di questi uccelli nelle nostre città; due di queste sono senza dubbio il rifugio (i punti dove i piccioni si posano durante la notte) e il sito di nidificazione, soprattutto perché da esse derivano i problemi relativi all’igiene e al conseguente rischio sanitario.

Nella particolare realtà spoletina, in cui il centro storico conta circa 36 fontane, anche l’acqua è una risorsa ecologica fondamentale per il colombo urbano, come ha ribadito il Professore di Zoologia Ambientale e Gestione Faunistica Bernardino Ragni, intervenuto alla conferenza e coautore dell’esperimento “Fontisecche” effettuato a Spoleto e presentato al XVII Convegno Nazionale di Ornitologia tenutosi a Trento quattro anni fa.

Con l’intento di approfondire l’analisi delle altre due risorse ecologiche chiave, rifugio e sito di nidificazione, il Comune di Spoleto ha avviato, in collaborazione con i volontari del Servizio Civile nazionale, un progetto che ha portato ad un monitoraggio del centro storico finalizzato al rilevamento puntuale di tutte le situazioni che, sulle facciate di edifici pubblici e privati, favoriscono lo stazionamento dei piccioni.

I risultati presentati nel corso dell’incontro, esposti con un poster realizzato dai volontari coinvolti nel progetto, hanno evidenziato che le tipologie di posatoi più usate dai colombi sono i gomiti delle gronde (46%) e le travi dei sottotetti (12%), per le quali è opportuno intervenire installando rispettivamente dissuasori ad aghi fissati con fascette e reti anti-intrusione; con minore frequenza sono state rilevate le altre tipologie: buche pontaie, cornicioni, davanzali ecc.

L’Assessore all’Ambiente del Comune di Spoleto Vincenza Campagnani, che ha presentato la conferenza e partecipato al dibattito, ha sottolineato “l’approccio scientifico che l’Amministrazione ha sempre avuto nell’affrontare una problematica così complessa e difficile: gli studi e le ricerche condotte nel corso degli anni hanno portato ad approfondire una soluzione incentrata sulla puntuale limitazione delle risorse rifugio e sito di nidificazione nell’habitat urbano; una soluzione certamente non immediata, poiché i risultati saranno visibili in modo progressivo ma efficace, in quanto le strutture che consentono la posa dei colombi e il problema igienico-sanitario che ne consegue, sono strettamente legati da un univoco rapporto di causa-effetto, per cui intervenendo sulla causa, si elimina l’effetto. Per dare i suoi frutti tale soluzione ha anche bisogno di essere condivisa: Amministrazione e privati cittadini devono intervenire nel modo corretto sugli immobili di cui sono proprietari; i tecnici e i professionisti che lavorano nel campo dell’edilizia devono porre la necessaria attenzione evitando di mettere a disposizione strutture che attirano la presenza e nidificazione dei piccioni”.

In sede di dibattito, si è discusso di come poter utilizzare la mole di dati raccolti nell’ultima ricerca per arrivare ad una progressiva e duratura limitazione delle due risorse ecologiche chiave analizzate e conseguentemente della popolazione di colombi residenti nel centro storico: tra le proposte più interessanti, quella di inserire nelle pratiche di ristrutturazione o costruzione di edifici una valutazione obbligatoria, finalizzata alla sanatoria delle strutture che sulle facciate agevolano la posa e la nidificazione dei colombi. (133)

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Written by Gilberto Scalabrini