PER L'ASSOCIAZIONE@SINISTRA E' UNA SCELTA DI POCO RISPETTO PER L’AMBIENTE AVENDO IL BELLISSIMO PARCO DEL MONTE SUBASIO DEI PANORAMI BELLISSIMI

1ASSISI – Dal Direttivo Associazione @ sinistra, riceviamo e pubbichiamo.  L’amministrazione comunale di Assisi ha provato a colmare il totale vuoto di iniziative culturali laiche con Universo (in principio “Souvenir”) Assisi 2017. Apprezzabile la volontà, in un momento molto pesante di crisi del turismo, ma – senza entrare nel merito delle iniziative proposte – non altrettanto alcune scelte.

In primo luogo l’impegno economico, che ci sembra eccessivo – almeno 300.000 euro, di cui 200.000 dal proprio bilancio – pensando soprattutto al taglio che è stato fatto dei contributi (di piccola entità) a moltissime associazioni culturali e sociali locali, che svolgono attività durante tutto l’anno, mentre il festival dura solo 4 giorni (dal 20 al 23 luglio).

Poi il lancio pubblicitario: l’evento non ha a disposizione un tempo sufficiente per poter fare una comunicazione efficace in grado di richiamare presenze consistenti da fuori, ha tempi così stretti che è difficile pensare possa raggiungere l’obiettivo di convogliare un pubblico esterno alla città o agli immediati dintorni.

Il programma non presenta una tematica organica, manca di un filo conduttore che lo renda diverso da un’anonima iniziativa con qualche nome altisonante e che lo possa caratterizzare per farne un punto di richiamo negli anni futuri.

Inoltre la presenza nel festival di soggetti culturali locali è esigua e questo contrasta con la nostra idea di cultura, che non è solo quella da importare e consumare (che spesso non mette radici), ma soprattutto quella che si produce e si esporta (considerando che ad Assisi sono in tanti a praticarla anche a ottimi livelli).

Infine, la manifestazione è tutta centrata su Assisi centro storico, senza alcuna iniziativa nelle 21 frazioni, che avrebbero tutti i diritti per ospitarne qualcuna.

Detto ciò, saranno i fatti e le presenze a decretare il successo o l’insuccesso dell’iniziativa in un’ottica di rapporto costi/benefici: se, come si sa, ogni euro investito in cultura ne produce 3, vedremo se ad Assisi torneranno 900.000 euro.

La cosa che però non possiamo accettare sono le iniziative proposte sul Mortaro grande, dolina del monte Subasio (che ricordiamo è Parco Regionale dal 1995), indipendentemente dal valore dei concerti e degli artisti che si esibiranno, che non mettiamo in discussione.

Secondo noi vanno fatti in altri luoghi che in città non mancano. Per motivi ambientalistici, di costi di organizzazione e di sicurezza. L’idea dettata dal marketing è chiara: la bellezza e l’originalità del luogo che attira e incuriosisce. Ma i risvolti negativi hanno dei costi di molto superiori.

Il monte Subasio, e il Mortaro con esso, ha assunto carattere di sacralità e misticismo per le popolazioni umbre sin dal X secolo ed era chiamato nel medioevo “Mons Communis” cioè monte del comune di Assisi. Questo fa capire come da sempre esso sia stato considerato un bene comune della città.

I concerti previsti sono in antitesi con questa storia e rappresentano un’idea mercantile dell’uso dell’ambiente, che invece va rispettato. Danni al terreno e condizionamento di flora e fauna per alcune ore di concerto ci sembra un prezzo che non valga la pena di pagare. Sorgono inoltre spontanee alcune domande: sono stati chiesti i 3 permessi che sono necessari per svolgere una qualsiasi iniziativa sul Subasio? Dato che il Parco ha un preciso orario di chiusura (ore 20), si è certi di poterlo rispettare (oppure si ritiene non sia importante)? Si è tenuto conto delle misure di sicurezza e di eventuali vie di fuga (per sentieri e fra i prati è difficile immaginarle…)? Vista la notevole siccità, si è pensato che anche un solo mozzicone di sigaretta potrebbe provocare un incendio? Occorreranno bagni chimici, ambulanza, pedane, strumentazione, generatori, eccetera: si è valutato che, per tutta questa imponente organizzazione e per la messa in luogo della strumentazione dei musicisti, la montagna vedrà il passaggio di un numero ben maggiore delle 200 persone previste per i concerti, con un danno ingente al suolo, all’humus delicato della dolina e dei suoi dintorni?

Assisi ha altri luoghi dove poter fare concerti: li si faccia lì!

Un festival culturale non può non partire dal rispetto di storia e ambiente. (209)

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Written by Gilberto Scalabrini