La scelta della zona di "Case Bruciate" sarebbe stata dettata dalla necessità,dopo i numerosi provvedimenti eseguiti a carico dei vari pushers della Stazione, per eludere i controlli

dsc_0002PERUGIA – Nei giorni scorsi, gli uomini della Sezione “Criminalità Diffusa” della Squadra Mobile hanno concluso una articolata attività d’indagine, dando esecuzione a due provvedimenti precautelari emessi dall’Autorità Giudiziaria a carico di due maghrebini, pregiudicati ed irregolari sul territorio nazionale, dediti allo spaccio di sostanze stupefacenti in zona “Fontivegge” e, in particolare, a “Case Bruciate”.

Le indagini sui soggetti in narrativa vengono avviate nello scorso mese di maggio, allorquando emergeva che un paio di maghrebini, utilizzatori di una sola utenza telefonica cellulare di spaccio, erano particolarmente attivi nella commercializzazione al dettaglio, nelle due zone indicate ma soprattutto a “Case Bruciate”, di sostanze stupefacenti del tipo “eroina” e “cocaina”.

La scelta della zona di “Case Bruciate” quale zona di spaccio, secondo quanto emerso nel corso dell’indagine, era dettata dalla necessità, all’indomani dei numerosi provvedimenti eseguiti a carico dei vari pushers della Stazione dalla Squadra Mobile, di eludere i controlli e le operazioni della Polizia di Stato, spostando gli incontri dal luogo tradizionale ovvero la Stazione e l’attigua Piazza del Bacio.

Le modalità dell’attività di spaccio sono le seguenti: generalmente, il cliente contatta i fornitori di droga telefonicamente, componendo il numero “dedicato” a tale attività criminale; uno dei due pushers, alternativamente, rispondono alla chiamata e si danno appuntamento in un punto preciso di “Case Bruciate” o di Fontivegge.

Nel frattempo lo spacciatore, da solo o con il proprio complice, va a recuperare lo stupefacente già accuratamente occultato sotto terra o in qualche anfratto della zona, solitamente già suddiviso in singole dosi, dopodichè avviene lo scambio stupefacente/denaro in contante, con la promessa di rivedersi alla prossima cessione.

Lo stupefacente viene occultato in nascondigli di fortuna per l’ovvia ragione per la quale gli spacciatori, in caso di perquisizione personale o domiciliare, risultino sempre “puliti”, e la tecnica della suddivisione in piccoli involucri, non risponde soltanto all’esigenza pratica di avere a disposizione dosi già pronte alla vendita, ma anche a quella di assicurarsi l’impunità e di evitare, in linea di massima, l’arresto, nel caso in cui la droga venga trovata dalle Forze di Polizia.

Le indagini hanno consentito di accertare come i due maghrebini gestissero un importanti giro d’affari di spaccio, atteso che venivano documentati contatti con numerosi clienti assuntori “fidelizzati”, per un totale di circa 90 cessioni di stupefacente, tra “eroina” e “cocaina”, tutte effettuate negli ultimi mesi.

In quasi tutti i casi, come anticipato, il cliente e lo spacciatore (uno dei due fermati o entrambi) si davano appuntamento alla Stazione Minimetrò di “Case Bruciate” o in Via Maturanzio, dove avveniva lo scambio.

Le risultanze probatorie acquisite a carico degli indagati sono stati raccolte in una articolata informativa di reato grazie alla quale il Pubblico Ministero ha emesso due provvedimenti di fermo di indiziato di delitto a norma dell’art. 384 comma l o Cpp.

Nelle prime ore della mattinata, gli agenti della Mobile hanno dato esecuzione ai predetti fermi ed ai decreti di perquisizione delegati contestualmente, ali’esito delle quali è stato anche ritrovato, dopo estenuante ricerca, anche lo smartphone utilizzato per l’attività di spaccio.

Entrambi gli spacciatori sono stati raggiunti nei rispettivi domicili, uno a Fontivegge e l’altro a Olmo.

In particolare, l’indagato domiciliato a Olmo era ospite del fratello, presso la cui abitazione aveva da poco ottenuto, dopo essere stato scarcerato in virtù di provvedimento di altro procedimento, la misura cautelare dell’obbligo di dimora nel Comune di Perugia con permanenza domiciliare notturna dalle ore 2100 alle ore

0700.

Sulla base della gravità dei fatti contestati, del reale pericolo di fuga dei due maghrebini, uno dei quali, in particolare, ha dimostrato totale dispregio verso il vincolo cautelare cui era sottoposto, proseguendo nella sua illecita attività, l’Autorità Giudiziaria ha emesso due provvedimenti precautelari volti ali’interruzione della loro attività criminale.

All’esito della formalizzazione delle catture, i due fermati sono stati accompagnati a Capanne, dove resteranno a disposizione dell’A.G. che procede.

 

 

 

 

 

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Written by Gilberto Scalabrini