Dal 29 luglio al 9 agosto 2017 all’organo Tamburini della cattedrale di San Lorenzo, nel 50° della sua progettazione, “La Riforma di Lutero in Musica”

1PERUGIA – Tra Umbria Jazz (luglio) e la Sagra Musicale Umbra (settembre), la città di Perugia ospita da nove anni l’ormai atteso Festival internazionale laurenziano d’organo a cura del Capitolo della Cattedrale di San Lorenzo in vista delle celebrazioni del suo Santo titolare del 10 agosto.
Quest’importante Festival, molto seguito ed apprezzato non solo da appassionati e cultori dell’arte della Musica italiani e stranieri che giungono a Perugia anche per questo evento artistico-musicale, giunge alla sua IX edizione, in calendario dal 29 luglio al 9 agosto (ore 21.30).

All’organo Tamburini della cattedrale di San Lorenzo, nel 50° anniversario della sua progettazione ad opera del maestro Fernando Germani, organista italiano più importante al mondo della sua epoca, si esibiranno nelle serate del 29 e 30 luglio e del 1°, 2, 4, 5, 6, 8 e 9 agosto noti organisti, il cui tema-filo conduttore di tutti i nove concerti sono i cinquecento anni della riforma luterana (1517-2017).

“La riforma di Lutero in musica” è il titolo della IX edizione del Festival internazionale laurenziano d’organo, e a illustrarlo nella nota di presentazione è mons. Fausto Sciurpa, presidente del Capitolo della Cattedrale. «Papa Francesco, con il suo stile imprevedibile per molti – scrive mons. Sciurpa –, ma ispirato alla gioia del Vangelo “Evangelii gaudium” da anninciare “opportune” ed “inopportune” (San Paolo, 2Tm 4,2), il 31 ottobre – 1 novembre 2016 si è recato in viaggio apostolico in Svezia. L’occasione era data dalla commemorazione comune luterano-cattolica della Riforma, che quest’anno 2017 celebra i suoi 500 anni.

Nella dichiarazione unitaria veniva preso un solenne impegno: “Radicati in Cristo e rendendo a Lui testimonianza rinnoviamo la nostra determinazione ed essere fedeli araldi dell’amore infinito di Dio per l’umanità”».

«Già al termine del festival dell’anno passato – prosegue nella presentazione mons. Sciurpa – era stato progettato che, per il 2017, il tema del IX Festival laurenziano ponesse particolare attenzione a quell’anniversario. Dalla riforma è scaturito un ricco patrimonio spirituale ed artistico che non solo ha caratterizzato la specifica spiritualità “riformata”, ma è diventato linguaggio comune a molti, al di là delle appartenenze. Nella forma di un fecondo e bene augurante ecumenismo musicale si apre, dunque, il IX Festival internazionale laurenziano d’organo».

«In questa nona edizione – annuncia mons. Sciurpa – a poco meno di un anno di distanza dalla morte del dottor Franco Buitoni, per molto tempo presidente degli “Amici della Musica”, il festival d’organo lo vuole ricordare, anche per il suo peculiare rapporto con la Cattedrale di San Lorenzo, dedicandogli in particolare un concerto, quello tenuto dal nostro organista, nonché direttore artistico del Festival, il maestro Adriano Falcioni».

Il direttore artistico Falcioni così presenta questa nona edizione caratterizzata da diversi brani che saranno eseguiti da organisti di fama: «Il corale ci accompagnerà in tutto questo nono Festival organistico. Per i cinquecento anni della riforma luterana, dall’Ein fest burg” scritto proprio da Lutero, al Vater Unser (Padre Nostro), tutti i concerti, come sempre affidati ai migliori organisti sulla scena internazionale, avranno questo come filo conduttore. Un progetto in prima assoluta per il nostro Festival sarà l’abbinamento dell’arte visita alla musica.

Ci sarà infatti la proiezione del film muto del 1923 di De Mille “I Dieci Comandamenti” con l’improvvisazione dell’organo come colonna sonora di Ferruccio Bartoletti. Improvvisazione che sarà anche presente nei concerti di Maurice Clerc, Kerel Martinek ed Eugenio Fagiani, affermati specialisti di questa antica arte. La monumentale Fantasia sul corale “Ad nos, ad salutarem undum” di Liszt sarà invece il centro del programma del virtuoso Alessandro Bianchi, mentre Bach e la scuola organistica nord europea lo sarà per i concerti del norvegese Karel Nordstoga e Gerhard Loeffler.

A Piergiovanni Domenighini, ormai perugino di adozione, è affidato il concerto delle “giovani promesse”».
All’organo Tamburini della cattedrale di San Lorenzo si esibiranno: Karel MartineK (Repubblica Ceca), il 29 luglio, con musiche di Bach, Vierne, Dupré, Alain e Martinek; Ferruccio Bartoletti (La Spezia), il 30 luglio, con improvvisazioni sul film “I Dieci Comandamenti” (1923) di C. B. De Mille; Alessandro Bianchi (Cantù), il 1° agosto, con musiche di Pardini, Liszt, Messiaen, Lassel, Sowerby e il tradizionale inno “like a river glorious”; Kare Nordstoga (Norvegia), il 2 agosto, con musiche di Bach, Mendelssohn, Karlsen; Maurice Clerc (Francia), il 4 agosto, con musiche di Franck, Bach, Clerc, Vierne, Tournemire; Adriano Falcioni (Perugia), il 5 agosto, con musiche di Guilmant, Bach, Reger; Piergiovanni  Domenighini (Brescia), il 6 agosto, con musiche di Reger, Bach, Widor; Eugenio Maria Fagiani (Bergamo), l’8 agosto, con musiche di Bach, Mendelssohn, Brahms, Fagiani; Gerhard Loffler (Germania), il 9 agosto, con musiche di Buxtehude, Tunder, Bach, Franck.

L’Organo della cattedrale di San Lorenzo, inaugurato il 14 settembre 1967 dal maestro Germani e realizzato dalla Pontificia Ditta Giovanni Tamburini di Crema, è stato restaurato con un intervento durato più di un anno terminato nel 2016, che ha previsto la pulitura, manutenzione straordinaria, intonazione, accordatura e miglioramento fonico strutturale con l’aggiunta del nuovo registro di Open Diapason 8’ e delle Trombe ad alta pressione di 16’8’4’ su misure Cavaille-Coll. Le canne sono 5.178 suonanti, facenti capo a 141 placchette di cui 87 registri sonori e un sistema di 8 combinazioni libere per 103 diversi banchi di memoria. Lo strumento è collocato in due distinti corpi sonori: uno nell’abside che comprende il “Positivo”, il “Grand’Organo” e “Pedale”; l’altro nel transetto di sinistra con “Recitativo Espressivo”, il “Solo Espressivo” e un’altra sezione del “Pedale”. (195)

Share Button

Written by Gilberto Scalabrini