E’ un punto di partenza molto importante per il futuro del circuito museale

1CITTA’ DI CASTELLO – Sarà esposta al pubblico la Raccolta civica di Città di Castello, donazione dell’Associazione Protostorica tifernate, che negli anni Sessanta assemblò, mettendola a disposizione della città una serie di reperti archeologici e paleontologici, rinvenuti nel territorio di grande rilievo scientifico. La Giunta ha sottoscritto la convenzione con il Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale dell’Università degli Studi di Perugia, che, con il coordinamento del docente Lucio Fiorini, collaborerà alla stesura di un progetto scientifico di valorizzazione dei reperti archeologici. “E’ un punto di partenza molto importante per il futuro di questa collezione nel circuito museale di Città di Castello, che è il nostro obiettivo ultimo.

Dare una sede definitiva e consona alla Raccolta” specifica il vicesindaco e assessore alla Cultura Michele Bettarelli “la consulenza gratuita dell’Università di Perugia consentirà di ordinare in modo sistematico il materiale e di pensarlo in vista di una collocazione stabile che finalmente valorizzi la donazione e insieme integri una parte della storia locale di cui non abbiamo rappresentazione esterna. Voglio ringraziare in modo particolare il professore di fama internazionale Lucio Fiorini, nostro concittadino, che presterà la sua opera a titolo gratuito e la cui altissima competenza è garanzia di un risultato che tenga insieme divulgazione e criteri scientifici”.

Che cosa è la Raccolta Civica. Ospitata per lungo tempo all’interno di una sala della Biblioteca Comunale di via delle Giulianelle, la Raccolta civica è costituita quasi esclusivamente da fondi privati donati al Comune nel 1974. Come sintetizza la presentazione ufficiale, i reperti archeologici si attestano dalle ere geologiche più antiche fino alla comparsa dell’uomo con reperti risalenti all’età della pietra e al periodo etrusco e romano. Alcuni strumenti di pietra provengono da località e nazioni differenti, mentre tutta una serie di reperti sono stati rinvenuti nel territorio del Comune di Città di Castello e nei vari Comuni del Comprensorio dell’Alta Valle del Tevere.

Tra i vari reperti archeologici conservati ci sono i fossili di grandi mammiferi quali elefanti, rinoceronti, ippopotami, bisonti, cervi, cavalli e castori che nel Pleistocene medio popolavano le sponde del grande Lago Tiberino. Una significativa varietà di oggetti preistorici, etruschi e romani, come bracciali, fibule, utensili, vasi aretini, monete e un peso di stadera in bronzo raffigurante la dea Minerva con il capo coperto da un grande elmo, documentano le varie civiltà che hanno anticamente popolato l’Alta Valle del Tevere.

“Per ottenere dalla Soprintendenza l’autorizzazione all’esposizione al pubblico, è necessario un idoneo progetto scientifico in grado di ricostruire il complesso mosaico della storia locale ed evidenzi le peculiarità del nostro territorio, delineando un’identità archeologica della zona dell’Altotevere” spiega Bettarelli “il Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale dell’Università degli Studi di Perugia svolgerà a tale fine una consulenza gratuita e una collaborazione tramite il proprio personale accademico. Una volta redatto l’atto saremo in grado di chiedere a Regione e Soprintendenza di progettare l’esposizione dei materiali detenuti a vario titolo da questo ente, avendo tutti gli elementi per procedere anche all’individuazione di una sede compatibile con l’organizzazione del percorso individuato. Il piano è dunque un primo ma fondamentale passo per restituire alla fruibilità dei cittadini una raccolta che per storia e provenienza appartiene loro e per integrare lo spettro delle strutture museali locali dal punto di vista turistico”. (68)

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Written by Gilberto Scalabrini