Mercoledì 2 agosto 2017 ore 22,45, atto unico di Franco Bicini liberamente tratto da “Reduce” di Ruzante

1PERUGIA – Come ho scritto giorni fa, il teatro Bicini è chiuso, al momento, ma la Compagnia del Canguasto non ha smesso di agire. Dopo il mio spettacolo di Montegrillo, in cui ho sentito la calda carezza di un pubblico meraviglioso, che voglio ancora ringraziare, ci aspetta l’appuntamento con il Nuovo Teatro in Piazza, promosso dal Comune di Perugia, per rinnovare una tradizione che ebbe negli anni Sessanta la sua prestigiosa nascita dalla fervida mente del poliedrico Giuseppe Agozzino, vero vulcano di idee e creatività, unico burocrate artista che abbia mai conosciuto. Infatti, il dott. Agozzino era, allora, Direttore dell’Azienda Turimo, ma era ed è anche un sensibilissimo artista, come attestano i tanti suoi pregiati disegni.

Si chiamava “Teatro in Piazza” (da non confondere con il teatro all’aperto) un teatro che utilizzava gli spazi esterni della città come scenografia. In altri termini, le vicende raccontate dai lavori erano ambientate in esterni rappresentati da alcune delle più suggestive piazzette della città, in una forma di teatro in cui veniva abbattuto il confine tra spazio scenico e platea, sì che lo spettatore si trovava nel bel mezzo dell’azione scenica, pienamente coinvolto, con fisico, mente e cuore. Agozzino diceva:” Non facciamo una scenografia per un teatro, ma un teatro per una scenografia. Nacquero così alcuni tra i più bei lavori di Franco Bicini di cui fui interprete e che ricordo con commozione e fierezza, per essere stata parte della realizzazione di tanti bei progetti. “Il ritorno del soldato” è una delle perle di questa preziosa collana.
Lo spettacolo
Liberamente tratto da “Reduce” di Ruzante, l’atto unico è ambientato all’epoca del secondo conflitto mondiale. Questo soldato, che torna dalla guerra miracolosamente vivo, dopo avere assistito a tanti orrori ed essere scampato a tante stragi, è emblematico dei soldati di ogni luogo e ogni tempo, con quel groviglio di emozioni, in un cuore ancora stretto nella morsa del terrore, eppure traboccante di gioia stupita per aver riportata la pelle e le ossa sane, con punte qua e là anche di tronfia soddisfazione (da vero miles gloriosus) e di orgoglio, al ricordo dei pericoli affrontati.

Ora, sfinito, ma pieno di entusiasmo, pregusta la gioia di ritrovare le cose care che aveva lasciato: la casa, gli amici, la sua donna. Ma la guerra, che ha travolto tutto, che cosa avrà in serbo per lui salvo, ma pieno di pidocchi e ridotto nella più nera miseria?

Il lavoro, pur essendo amaro, è condotto, nel dialogo, spesso in modo umoristico ed è ricco di poesia e di umanità. (131)

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Written by Gilberto Scalabrini