1PERUGIA – Doveva essere un progetto integrato, di valorizzazione del territorio, quello che insieme ad Enel a metà degli anni ’90 era stato predisposto con ingenti investimenti (12 miliardi di vecchie lire) per Pietrafitta e tutta la Valnestore. Oggi si può dire che quel progetto è “disintegrato” e il futuro della centrale di Pietrafitta così come quello di tutto il territorio è messo fortemente in discussione.

“Ricordo ancora la battaglia dei muratori in cima alla ciminiera nel 1994 – racconta Vasco Cajarelli, segretario della Cgil dell’Umbria – una battaglia che riuscì ad ottenere importanti impegni da Enel rispetto alla riqualificazione di un territorio cresciuto intorno alla centrale. Oggi però, drammaticamente, vediamo venir meno quello slancio e quella prospettiva”. Secondo Cajarelli a mancare è soprattutto lo spirito di compattezza tra le varie parti in gioco: istituzioni, imprese, parti sociali e politica. “È indispensabile ricostruire quell’unità di intenti – continua il sindacalista – perché siamo di fronte ad una situazione di fuga dell’Enel dalle proprie responsabilità, con una piccola centrale, attualmente superata in termini tecnologici, che rischia di chiudere definitivamente se non si faranno investimenti seri”.

La Cgil chiede dunque alla Regione Umbria che nell’accordo di programma che sta siglando con Enel si prevedano investimenti specifici per rendere competitiva la centrale di Pietrafitta. “Inoltre – conclude Cajarelli – è indispensabile realizzare un centro di ricerca sul risparmio energetico, coinvolgendo l’Università, nei locali della vecchia centrale (oggi monumento alla miseria) come forma di risarcimento che l’Enel deve ad un’intera comunità”. (116)

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Written by Gilberto Scalabrini