Il Principe Emanuele Filiberto in visita nelle zone colpite dal sisma con l’arcivescovo Boccardo. Gli Ordini Dinastici sosterranno il restauro del Centro Pastorale “Madonna delle Grazie” con una donazione di 50.000 euro. Il pranzo alla Caritas

norcia-genteNORCIA – Una donazione di € 50.000,00 dagli Ordini Dinastici di Casa Savoia per la ricostruzione del Centro Pastorale “Madonna delle Grazie” di Norcia. Questo il dono della Famiglia Reale Italiana e degli appartenenti agli antichi ordini cavallereschi della Dinastia che S.A.R. Emanuele Filiberto di Savoia, Principe di Piemonte e di Venezia, consegnerà il giorno 12 agosto 2017 alle ore 12.00 (Norcia, complesso Madonna delle Grazie) all’arcivescovo di Spoleto-Norcia mons. Renato Boccardo, mettendo a disposizione tale contributo per l’importante iniziativa.

«Sono molto, molto felice di poter tornare a Norcia – dichiara il Principe Emanuele Filiberto – e soprattutto di poter visitare la città portando un segno concreto del nostro amore per questa bellissima città e per uno dei gioielli d’Italia. Quando lo scorso anno si è verificato il sisma che ha devastato l’Italia centrale, il nostro primo pensiero è stato quello di poter aiutare la rinascita di queste zone sostenendo un progetto promosso dall’Arcidiocesi: era un sogno, ma ce l’abbiamo fatta. Sono qui per consegnare all’Arcivescovo Mons. Boccardo, che ha subito accolto con profonda sensibilità ed attenzione il nostro gesto, la somma per la quale ci siamo impegnati e che sarà erogata totalmente per la ricostruzione del Centro Pastorale “Madonna delle Grazie”.

Un centro di preghiera, certo, ma anche luogo civico di aggregazione sociale, dove persone anziane e più giovani possono trovarsi attorno ai segni dell’Amore più grande. E questo è bellissimo: un’emozione profondissima e che si colloca in pieno nel segno della tradizione della mia Casa e di quell’attenzione nei confronti delle situazioni di disagio che è da sempre il tratto distintivo degli Ordini Dinastici di Casa Savoia ed in particolare dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro. E non potevamo – prosegue – non pensare ad un interlocutore più adatto che l’Arcidiocesi di Spoleto-Norcia, dato lo stretto legame che unisce gli Ordini al Magistero della Chiesa Cattolica e dal primo giorno in prima linea per fronteggiare l’emergenza. Il nostro cuore è con Norcia e con tutti coloro che soffrono».

Successivamente, il Principe e l’Arcivescovo pranzeranno con i volontari della Caritas presenti a Norcia, incontrando le famiglie di coloro che hanno perso le loro dimore durante il sisma. Emanuele Filiberto sarà accompagnato dal Vice Capo del Cerimoniale, dal Delegato e dal Vice-Delegato degli Ordini Dinastici della Real Casa di Savoia, e da alcuni rappresentanti degli Ordini Dinastici di Casa Savoia.

Il progetto Norcia. La donazione degli Ordini Dinastici di Casa Savoia, erogata attraverso l’Association Internationale des Chevaliers des Ordres Dynastiques de la Maison Royale de Savoie, sarà destinata alla ricostruzione del Centro Pastorale “Madonna delle Grazie”. Il progetto prevede la riedificazione dell’unico luogo di aggregazione sociale e di svolgimento delle attività pastorali, che avrà i requisiti strutturali di “ricostruzione sicura”. L’ipotesi progettuale per il recupero del Centro Parrocchiale Madonna delle Grazie di Norcia prevede il riutilizzo dell’intera superficie ripartita nei tre livelli originari per ridar vita all’unico edificio religioso, esterno alle mura castellane della città di Norcia, a disposizione dell’Arcidiocesi di Spoleto-Norcia.

Gli Ordini Dinastici di Casa Savoia: cosa sono. L’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro nasce ufficialmente con le Bolle Pontificie «Christiani Populi» e «Pro Commissa Nobis» promulgate da Papa Gregorio XIII rispettivamente il 16 settembre e il 13 novembre 1572, con le quali si davano disposizioni per ripristinare l’Ordine Militare Religioso di San Maurizio, fondato nel 1434 dal Duca Amedeo VIII di Savoia, ponendolo prima sotto la Regola di San Benedetto della Congregazione Cistercense e poi sotto quella di Sant’Agostino e fondendolo con l’Ordine Militare e Ospitaliero Gerosolimitano di San Lazzaro, fondato nell’XI Secolo. Affidato in perpetuo a Casa Savoia ed ai suoi discendenti, l’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro conta oggi circa 3.000 membri distribuiti in molti Paesi del mondo. Tra gli scopi principali dell’Ordine vi è ancora oggi l’esercizio dell’accoglienza ospedaliera. Al riguardo ritorna alla mente quanto scritto negli Statuti dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro del 1608, come indirizzo di vita dei cavalieri mauriziani: «Non essendo la vita dell’huomo che militia sopra la terra come disse quel gran servo di Dio; oltre la militia che averanno da essercitare per difesa, et esaltazione di santa Chiesa con infedeli, et heretici, pensino d’avere continua pugna contra i nemici invisibili della salute nostra, et et per esser più gagliardi, non solo delle forze del corpo, ma di quelle dello spirito». Esso è e rimane nelle tradizioni della nostra storia Patria che non possono fare a meno di dimenticare la funzione fondamentale ed unificatrice che ebbe la Real Casa di Savoia. Dal 1988, all’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro, si affianca l’Ordine al Merito Civile di Savoia. Per tutte le informazioni: www.ordinidinasticicasasavoia.it.

La lunga tradizione di solidarietà di Casa Savoia.  Come sopra descritto, la lunga tradizione di solidarietà di Casa Savoia e degli Ordini Dinastici affonda le sue origini nella storia del nostro Paese. L’attività dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro aveva negli Ospedali Mauriziani (tra cui Torino e Aosta) il suo primo simbolo, mentre molti Sovrani di Casa Savoia si recavano immediatamente in soccorso delle popolazioni colpite dalle calamità naturali. Tra questi episodi, va certamente ricordata la presenza di Re Umberto I e della Regina Margherita a Casamicciola subito dopo il terribile sisma del 1883 o a Napoli durante la terribile epidemia di colera del 1884. Nel 1908, Re Vittorio Emanuele III e la Regina Elena accorsero immediatamente a Messina dopo il disastroso terremoto avvenuto in quell’anno. Secondo la tradizione, Elena si trasformò in una sorta di Stakanof dell’emergenza: scende a terra e prende a vagare tra le macerie in cerca di sopravvissuti senza curarsi del pericolo di crolli o del lezzo dei cadaveri, salva il bambino del bassorilievo mentre una trave le scricchiola sulla testa, trasforma una nave in ospedale da campo dove benda 300 feriti in 4 ore, si precipita a bordo di un incrociatore russo ancorato in porto e supplica il capitano di intervenire dicendogli nella sua lingua “Non è la regina d’Italia né la principessa del Montenegro, ma è una donna e una madre che vi supplica”. Riconoscente, Messina dedicò negli anni ’50 del ‘900, dopo la morte in esilio della Sovrana un bellissimo monumento, frutto di una sottoscrizione collettiva. Ed ancora, durante gli anni di esilio, Re Umberto II fu sempre vicino alle popolazioni colpite dalle alluvioni del Polesine, dal disastro del Vajont, ai familiari di Marcinelle. Più recentemente, gli Ordini Dinastici di Casa Savoia sono stati in prima linea per il terremoto a L’Aquila del 2008 e per l’emergenza in Sardegna del 2013, portando aiuti e conforto. Una tradizione che si rinnova secolo dopo secolo. (119)

Share Button

Written by Gilberto Scalabrini