Dal nostro inviato speciale GILBERTO SCALABRINI

1MONTEFALCO – E’ stato come se si aprisse un libro e dalle sue pagine ingiallite uscisse la storia: abbiamo visto la delegazione comunale con in testa il sindaco Donatella Tesei, gli assessori Luigi Titta, Daniela Settimi, Pierluigi Curi e Andrea Locci . Dietro il gonfalone dell’Ente Fuga del bove il presidente Paolo Felicetti, Andrea Ricciarelli, Alessia Vergari Presidente della Commissione Artistica, LEONARDO ORSINI, il consiglio dei Saggi con Alfredo Gentili, Antonio Barbi, Raffaele Serangeli, Gianfranco Zampolini, Giuliano Fraolini.

2Infine i quartieri, in base alla classifica del falco d’Oro dello scorsi anno: san Fortunato, sant’Agostino, san Bartolomeo e san Francesco. Tutti in passerella per farsi ammirare e strappare applausi, ma anche per conquistare il premio per il più bel corteggio storico: una collana dalle fattezza rinascimentali offerta dall’associazione “Un sorriso per te, amici di Michela Ponti”. Il premio è andato al quartiere di san Bartolomeo.  I giurati, Paola Mercurelli Salari, storico dell’arte del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo; Roberto Conforti, architetto, scenografo e costumista; Daniele Sini, dottore di ricerca in storia medievale presso l’Università La Sapienza di Roma, hanno scritto nel verdetto: “Per a scelta del tema della allegoria, per la buona messa in scena e l’ottima cadenza cromatica del corteo, per i costumi aderenti all’iconografico indicato”.

3San Bartolomeo, infatti, s’ispirato ad un affresco del pittore italiano Francesco del Cossa, situato nel Salone dei mesi, di Palazzo Schifanoia a Ferrara. L’opera in questione è il mese di marzo rappresentante il trionfo di Minerva, ( 1468-1470 circa). Insomma, costumi e allegoria hanno fatto la differenza e ad andare in scena sono state le fasi della lavorazione della lana (cardatura, filatura, tintura e tessitura) con l’intento di far rivivere tale arte in un’atmosfera della seconda metà del ‘400. Soddisfatto il Priore, Alessandro Proietti, ma anche Iolanda Mattioli che ha realizzato gli abiti.

Al secondo posto san Francesco, al terzo san Fortunato e al quarto sant’Agostino. Il quartiere di san Francesco ha portato in piazza l’abbondanza, la ricchezza e la natura capricciosa e incontrollabile del fato. Sempre condannata, nelle epoche precedenti, come cieca dispensatrice di felicità terrena, è stata rappresentata da un’iconografia complessa, quattro figure che ne rappresentavano le sue caratteristiche: la Fortuna con sfera, la Fortuna marina, la Fortuna con ciuffo e la Fortuna con cornucopia.

Il quartiere di san Fortunato, ha chiuso il corteggio con Bacco, simbolo dell’ebbrezza data dal vino che è l’allegoria del superamento degli affanni del mondo. Da “divino” a “dio vino” il passo è breve: questo è Bacco, l’unica divinità nel cui nome non vi sono guerre ma solo brindisi.

Infine, sant’Agostino ha aperto con l’allegoria de il “Palo d’Agosto”: una rivisitazione della farandola adattata alle tradizioni del luogo, per mettere in risalto l’entusiasmo ed i colori del Quartiere. Abbiamo visto la tintura dei tessuti nei tini in legno, i tessuti agiati ad asciugare e messi in mostra dai tintori. A completare la scena il risultato finale, ottenuto dall’eccellenza di questo abile lavoro.

Insomma, un connubio tra presente e passato, sodalizio tra veterani e giovani dei quartieri, aggregazione di spiriti alacri ed operosi, amore per la tradizione e la cultura, splendida effigie, la cui spettacolarità esteriore è lo specchio di un’anima vivace e solare di Montefalco, che unisce gli appassionati e cattura sempre gli spettatori.

Infine, le gare di tamburini e sbandieratori, ma i risultati si conosceranno solo la notte del 19 agosto. E’ stato comunque presentato il trofeo il trofeo intitolato alla memoria di Giuseppe Milei, un giovane, un gareggiante d’eccezione, un tamburino, una quartierante ma soprattutto un caro amico della città di Montefalco. Tutti i tamburini lo hanno ricordato con una lunga rullata.

Questa sera lo spettacolo dei quartieri che s’intitola “Metamorfosi” e domani la gara della balestra e subito dopo quella della staffetta. (251)

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Written by Gilberto Scalabrini