E' del famoso artista spellano Elvio Marchionni. Alle 18 l'naugurazione nel Complesso Museale di San Francesco inaugurazione

1MONTEFALCO – Immagini consunte dal tempo in un gioco seducente di luminosità e mistero. Sarà inaugurata sabato 2 settembre alle 18 al Complesso Museale di San Francesco la mostra d’arte “Non solo Strappi” del famoso artista spellano Elvio Marchionni inserita nel progetto “Abitare l’Arte”. L’evento è curato dal critico d’arte Pino Bonanno, mentre la mostra sarà presentata dalla storica dell’arte Francesca Boncompagni. Saranno presenti il sindaco Donatella Tesei e l’assessore alla cultura Daniela Settimi.

“Abitare l’Arte” è un progetto “silente”, che vuole dare un segnale forte sul piano della continuità con l’arte che dialoga attraverso il senso e il nesso, con elaborazioni dense di capacità estetiche in cui il gusto per il segno, la forma e il colore è essenziale e mai viene abbandonato a favore di un concettualismo incomprensibile. Il progetto vuole contribuire ad aggiungere “anime” a un luogo destinato all’arte, all’estetica, alla storia, con tutti i suoi significati impliciti e formalmente dichiarati, in cui si possano ritrovare, espresse chiaramente, emozioni, pulsioni interiori e percorsi narrativi intriganti e coinvolgenti.

Elvio Marchionni è un artista a cui piace lavorare sull’immagine sgretolata dal tempo e che dell’arte del passato porta alla luce ombre gotiche di Madonne con Bambino, reperti archeologici, affreschi.

Tutta l’opera tecnico-creativa di Marchionni s’incentra sull’immagine consunta dal tempo in un gioco seducente di luminosità e mistero. La luce è un elemento dominante nei suoi quadri, a volte sfuggente, vibrante, quasi metafisica consente di caratterizzare le sue tecniche miste, saggiamente elaborate come “strappi” di affreschi estenuati dal tempo e segnati dalla memoria. Le opere del maestro umbro, però, vanno oltre le sue stesse definizioni di “strappi”.

Sono ben altro e più organicamente contemporaneo. Dall’arte del passato il pittore riprende tematiche rinascimentali sopravvissute al tempo, ed è proprio in questo recupero archeologico che si scopre il poeta e il cantore appassionato della storia della terra umbra. E’ un attento recupero per definire un presente che domanda e che cerca.

Le sue opere hanno la capacità, attraverso le trasparenze seriche dell’affresco e le aureole dei Santi, di far rivivere arcane e misteriose atmosfere che invitano a sognare.

Elvio Marchionni è andato oltre il figurativo, usando la tecnica delle botteghe rinascimentali per calarsi nel proprio groviglio d’uomo ed estrarne il magma sensitivo, le cadute e gli entusiasmi, le passioni, le estasi, le paure, il grido, le memorie scaturite da un segno, da una immagine, da una traccia informe, da una ferita, come l’apparizione di un antico affresco.

La superficie della tela martoriata da strappi di colore, da muffe incrostate, da personaggi inquadrati entro bifore o trifore aperte misteriosamente su fondi atemporali, feticci di riti ed annunciazioni; le splendenti cicatrici nero bruciate, i singhiozzi rossi, il sogno d’un’ innocenza azzurra librata in spazi mattinali, il lividore giallo-bruno dell’attesa d’un gesto d’amore, la passione avvolgente di un’infanzia dell’uomo che non si rassegna alla noia della maturità in colate viola-amaranto, la solitudine dei grigi.

Si può quindi parlare di una pittura ricavata da un affresco antico, eseguito sul fondo di un muro senza tempo, e dove oramai il testo pittorico è andato in parte perduto, lasciando aperto un enigma indecifrabile, appunto un “arcano racconto”.

La mostra durerà dal 2 al 30 settembre 2017. Sarà possibile visitarla tutti i giorni dalle 10.30 alle 18.

Segreteria organizzativa: E20 Gaia, e-mal: info@artfarmgaia.it, telefono +39.347.3652984. (124)

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Written by Gilberto Scalabrini