Il tradizionale appuntamento che ricrea l’atmosfera della terra del Sagrantino . Domenica 17 settembre in piazza del Comune canti, balli e la tradizionale sfilata dei carri

1MONTEFALCO – Una festa popolare che ricrea l’atmosfera di gioia e di prosperità di questo angolo dell’Umbria che ha fatto nascere il prestigioso vino Sagrantino. Torna domenica 17 settembre la Festa della Vendemmia, il tradizionale appuntamento in piazza del Comune per rievocare il momento della raccolta dell’uva e rendere omaggio ai prodotti di questa terra.

La Feste della vendemmia si svolge anche quest’anno in piazza del Comune e ad aprire la manifestazione sarà il gruppo “Canto popolare di Giano dell’Umbria” che dalle 14 intratterrà il pubblico con canti e balli della tradizione popolare contadina. Il gruppo è formato da 14 musicisti e cantanti si è costituito nel 2014 con l’intento di rievocare i canti popolari tipici del nostro territorio. Dopo il successo dell’anno scorso, anche quest’anno l’amministrazione comunale ha deciso di coinvolgere il gruppo che sonerà fino all’arrivo dei Carri della vendemmia previsto per le ore 15.

I carri allegorici realizzati da ciascuna delle frazioni in cui è suddiviso il territorio del Comune di Montefalco si posizioneranno in piazza del Comune secondo un ordine precedentemente stabilito. I figuranti presenti nei vari carri saranno impegnati ad interpretare ciascuno la scena scelta per il proprio carro, intrattenendo il pubblico con canti e balli,

per rievocare la tipica atmosfera festosa che c’era anticamente nelle vigne durante la vendemmia. Una volta che tutti i carri si sono posizionati si da inizio all’attesa “merenda del contadino” in cui i figuranti dei carri distribuiscono gratuitamente vino e cibi tipici del territorio locale, salumi,formaggi, zuppe e vari dolcetti tutti rigorosamente fatti secondo le ricette antiche della tradizione culinaria montefalchese. I carri aderenti per questa edizione 2017 della Festa della vendemmia sono complessivamente 19 ed ogni frazione propone un tema diverso:

Cerrete 1 “Fattore e padrone”; Cerrete 2 “Attrezzatura per coltivare la vigna”; Cerrete 3 “La Cantina”; Casale San Pietro “Attrezzatura d’epoca”; Casale “Attrezzatura d’epoca”; La Sala “L’Aja de Na vorda- Quilli de Spatulacci de Campoletame e quilli de li frati”; Madonna della Stella “La casetta della porchetta”; Cortignano “La Bonfinita”; Cortignano Bimbi “La bonfinita”; Attone 1 “L’imbottigliamento”; Attone 2 “La pigiatura”; Camiano “La mescita”; San Clemente “La cantina”; Montepennino “La sfrangitura”; San Marco “La pasitura”; Fonte Petrella “La torchiatura”; San Fortunato “Lu vignajolu”; Macchie “La Torchiatura”; Turrita “La locanda”.

Novità di quest’anno saranno le esibizioni dei gruppi musicali che fanno parte dei carri allegorici a rotazione al centro della piazza. La presentazione della manifestazione sarà affidata a Simona Fiordi che con la suo straordinaria simpatia riuscirà a coinvolgere tutti i partecipanti a questa divertente giornata. Come da tradizione, il sindaco Donatella Tesei e agli assessori comunali attenderanno e saluteranno i carri dalla terrazza del palazzo comunale.

La Festa della Vendemmia

Nel cuore della vendemmia, di domenica, nel settembre 1934 ebbe inizio a Montefalco la Festa della Vendemmia. Furono i padronali del territorio (Antonelli, Bechelloni, Camilli, Langeli, Pambufetti, Fabrizi, Paolucci, Ricci, Prosperini) ad avere l’idea di utilizzare i carri a buoi per allestire piccole scene della vendemmia disegnate da ricostruite vardavòtte grondanti di tralci e di saporiti grappoli d’uva.

I giovani e le giovani sia del paese che della campagna montefalchese vi prendevano posto sfoggiando gli abiti della tradizione contadina e cantando gli stornelli già intonati sui campi. Successivamente si svendeva dai carri per abbandonare i piedi e il corpo al frenetico salterello nel mezzo della Piazza Comunale e per offrire vino e vivere un’allegria simpaticamente condivisa.

Questo fino al 14 settembre 1939. Durante la Seconda Guerra Mondiale l’appuntamento di Settembre con la festa dell’uva si interruppe e riprese solo nel 1950 per iniziativa della Coldiretti in collaborazione con gli abitanti delle varie frazioni.

A conclusione della giornata di festa, nella ex Chiesa di Santa Maria dei Laici, si premiavano i migliori allestimenti dei carri e poi, al suono della fisarmonica, c’era ancora tempo e voglia di ballare e divertirsi.

Dopo una seconda interruzione durata circa 25 anni, dal 1956 al 1989, per iniziativa prima della sezione locale della Democrazia Cristiana e poi dell’Amministrazione Comunale e dei Comitati Frazionali, dal 1990 la festa della vendemmia e ritornata e si svolge ogni anno nella terza domenica del mese di Settembre per animare la Piazza del Comune con i suoi carri allegorici che rappresentano le scene della vendemmia. In un’atmosfera che sa ancora di antico, tutti si godono lo spettacolo dei carri, i suoni delle fisarmoniche e degli organetti e i canti di un tempo. Vengono offerti dolcetti secchi maritozzi al mosto e piccole prelibatezze della cucina locale insieme ai vini locali, tra i quali domina incontrastato il Sagrantino. (172)

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Written by Gilberto Scalabrini