Dal nostro inviato speciale GILBERTO SCALABRINI

1FOLIGNO – Il cielo è grigio oggi, ma tutti fanno gli scongiuri affinchè il dio Pluvio non faccia scherzi. Domani sera, infatti, sfilerà per le strade del centro storico il corteo dei figuranti. Saranno in 700 e tutti inguainati negli eleganti abiti barocchi.  Sarà come andare a teatro. Intorno alle 23, in piazza della Repubblica, l’arruolamento dei cavalieri, la benedizione da parte del vescovo quintanaro e il sorteggio per domani al campo de li giochi.

In piazza anche il saluto del sindack Mismetti e quello del presidente dell’Ente, Domenico Metelli. Al nostro giornale “Eco”, che sta riscuotendo un successo senza precedenti (chi  lo volesse può richiederlo gratuitamente presso l’Azienda di soggiorno a porta Romana), ha dichiarato:”In questi 71 anni la Quintana è molto cresciuta, perchè ha avuto la capacità di aggiornarsi spesso  e di essere un punto di attrazione per tutti”.

Presidente, l’infortunio al cavallo del Giotti, Wind of Passion, ha lasciato a giugno scorso tutti addolorati.  “Sul triste destino di Wind of Passion, aprirò domani sera il mio discorso di saluto alla città. Sia ben chiaro che, quando muore un cavallo è come perdere un familiare, un essere umano. Da 16 anni a questa parte, le attenzioni verso l’atleta a quattro zampe sono tantissime e il tema della tutela è una delle priorità dell’Ente, così come di tutti i singoli rioni. Basti pensare che in questi 16 anni, abbiamo speso per questi controlli quasi un milione di Euro. In altre parole, l’Ente investe 50mila euro l’anno per visite e controlli di 180 cavalli.

A correre la giostra sono soltanto in dieci, ma ogni scuderia ha più cavalli e tutti devono passare le verifiche veterinarie. In questi anni, sono stati sottoposti a esami accurati ben 1.382 cavalli e, in seimila tornate, gli infortuni sono stati lo 0,017%, in altre parole quattro cavalli morti. Il top sarebbe che non accadesse mai niente. Pochi sanno, inoltre, che quando il cavallo entra nel campo de li giochi tutta la responsabilità di ciò che accade è nostra, quindi sono a carico dell’Ente tutte le eventuali cure o interventi chirurgici nella clinica veterinaria dell’università di Perugia. C’è anche da dire che, se non ci fosse la Quintana, molti di questi cavalli che lasciano gli ippodromi per fine carriera avrebbero un destino già segnato”.

E’ vero. I quintanari hanno cuore, passione e grinta. La Quintana è l’Olimpiade delle giostre di antico regime! Un tempo era privilegio del censo per il proprio Principe, oggi, invece, chi vince il Palio lo fa con un atto d’amore verso i propri contradaioli. Sono il suo popolo, quello che esulta e va al campo de li giochi armato di striscioni e sfottò. Durante la prova di ogni binomio, però, sul campo scende un silenzio tombale.

E’ la nuova fede dell’effimero. Per vincere il Palio, comunque, c’è bisogno di un binomio a cinque stelle. E’ successo già a Giugno, nella Quintana della sfida, quando il “Baldo”, Lorenzo Paci, portacolori del rione Morlupo, ha confermato le sue grandi potenzialità con una gara strepitosa. Era successo pure a Settembre dello scorso anno, quando un altro binomio, il “Moro” dell’Aquila nera, al secolo Pierluigi Chicchini, ha risposto colpo su colpo alle tre tornate e il popolo delle Puelle ha trionfato.

Da giorni sale la febbre per la snervante attesa di domenica 17 settembre. E’ un febbrone da cavallo, virale, fatto di odio e amore verso l’avversario, gioia e dolore per la classifica finale, ansie e nervosismo per l’attesa.

I dieci cavalli purosangue sono tutti allenati, ma basterà anche un semplice errore per essere fuori, perché il gioco rasenta la perfezione.

Chi è estraneo ai Rioni, alla città, difficilmente potrà capire cosa provano i folignati da 71 anni per questa festa.

La giostra è la corsa dell’anima, in cui tutto ciò che è visceralmente connaturato al contradaiolo esce fuori con una passione sanguigna incontrollabile. La Giostra sono tre tornate e una vita intera, è l’effimero è il suo cuore che sale in gola e sembra volersi catapultare fuori. È pressione che sale, è perdita del senso del mondo che ci circonda, una bolla di vetro che si gonfia di colori, suoni mani che trasudano emozioni e che contiene in sé un mondo parallelo, sospeso nell’attesa dell’ultimo cavaliere che scende nell’agone, con migliaia di occhi incollati addosso al dio Marte, al galoppo, alla lancia, agli anelli, al cronometro da cui dipenderà il verdetto finale. In quegli attimi cala il silenzio. E la tensione sale e si fa palpabile, densa nell’aria colma di adrenalina.

Pure il respiro si fa più accelerato. Poi c’è un’esplosione indescrivibile di urla e grida; migliaia di persone che, incredibilmente, hanno gli occhi lucidi per la vittoria o la sconfitta. Infine, uno dei momenti più magici: una macchia di colore si precipita, come un fiume in piena, un turbinio di emozioni e gioia infinita, nel campo de li giochi. E’ il popolo della Contrada vittoriosa che invade la pista esultante, per stringersi attorno al suo eroe. E’ l’orgoglio di giovani e meno giovani che esplode nel petto. E’ un popolo che piange di gioia, si abbraccia muovendosi all’unisono, come una corrente calda dentro il mare dei colori delle proprie bandiere e di quelle dei vinti. FOTO di STEFANO PREZIOTTI

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Written by Gilberto Scalabrini