"Non solo assemblaggio di artisti e spettacoli – affermano gli organizzatori - ma processo di co-creazione di paesaggi"

1TERNI – Dal 20 al 24 settembre in città la dodicesima edizione del Terni Festival, la manifestazione interamente dedicata alla trasversalità delle arti performative contemporanee e delle arti pubbliche, rassegna che si caratterizza in maniera sempre più incisiva come spazio di scambio e incontro tra artisti italiani e internazionali che sperimentano diversi generi d’arte, dando luogo a dibattiti, eventi, laboratori e progetti fotografici. Grandi novità nella curatela che quest’anno nasce in condivisione con i quattro artisti Michele Di Stefano, Leonardo Delogu, Veridiana Zurita e Friso Wiersum ad affiancare Linda Di Pietro e Chiara Organtini.
“Festival non solo assemblaggio di artisti e spettacoli – affermano gli organizzatori –  ma processo di co-creazione di paesaggi “da animare insieme, con la città e i pubblici come protagonisti nella condivisione di cibo, storie e oggetti, così il festival diventa una partitura collettiva, un coro e una narrazione dal basso”.

Dal 20 al 24 il Terni Festival consegna al palcoscenico il risultato dei processi costruiti nei mesi precedenti.
“Il Festival di quest’anno – dichiara l’assessore alla Cultura Tiziana De Angelis – nasce con la volontà di rileggere e ridisegnare i rapporti di prossimità, il concetto di bene comune e dell’abitare insieme uno spazio concepito come pubblico e del pubblico”.

Saranno due i paesaggi principali: The museum of the moon, una gigantesca luna che atterrerà al Caos e illuminerà il vicinato e Garden state, una foresta addomesticata che ricomporrà la geografia della città, saranno scenari immaginari attraversati dal festival. All’interno di questa natura artificiale gli artisti condivideranno con il pubblico percorsi di visione e partecipazione: danze e incursioni in miraggi esotici come Bermudas di Michele di Stefano, camminate all’alba e al tramonto come nuovi rituali con Friso Wiersum e momenti quotidiani legati al cibo trasformati in tappe non ordinarie anche grazie a Rares Craiut e il suo cooking show dedicato al ripensamento della cucina tradizionale.

“La politica e le istituzioni – prosegue l’assessore – possono e devono imparare dall’arte a vivere la città, a formarla, a superare l’isolamento. Spero quindi che durante il festival la politica ritrovi la sua identità”.

In questa direzione si inseriscono l’incontro di chiusura di domenica 24 settembre, un invito alla riflessione sull’identità di un festival che mette al centro la collaborazione, sia nell’utilizzo di processi di creazione collettiva, sia in relazione agli spazi pubblici e al rapporto con altri soggetti e istituzioni. Il “rituale collettivo” Terni non esiste è concepito con l’intento di aggregare persone e rompere la narrazione di una città in difficoltà: convocando gli abitanti di Terni e tutto il pubblico “sotto la luna”, il festival intende rimettere al centro l’artista con il suo ruolo politico, in grado di cambiare la visione del mondo nella collettività.

Il messaggio del festival 2017, una chiamata a partecipare e unire le nostre immaginazioni per riscattare l’idea del declino e dell’impossibilità di produrre cambiamenti nella realtà che ci circonda, un’energia che può nascere solo da una moltitudine, da una comunità. (106)

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Written by Gilberto Scalabrini