Il Consiglio comunale salta per mancanza del numero legale, e il "carroccio" tuona: “Se Mismetti non ha più la maggioranza, allora deve dimettersi. Discussioni importanti in ballo, l’amministrazione è ferma e la città rischia la paralisi”

1FOLIGNO – “Se Nando Mismetti non ha più la maggioranza dalla sua parte, allora tanto vale che si dimetta e lasci ai cittadini l’opportunità di scegliere un nuovo sindaco”. La Lega Nord Foligno alza la voce in seguito al secondo rinvio consecutivo del consiglio comunale per mancanza del numero legale e l’assenza, in particolare, di cinque consiglieri dello schieramento di centrosinistra.

“La Giunta Mismetti è paralizzata – scrivono dal Carroccio – e a risentirne è la città intera, succube di decisioni che non vengono prese, iniziative congelate da tempo, ordinaria amministrazione che non viene eseguita, scadenze importanti da rispettare. Da discutere in consiglio comunale c’erano, e ci sono ancora, temi rilevanti per la collettività, quali la gestione dei rifiuti, la manutenzione delle strade e degli impianti, ma soprattutto si doveva discutere della questione partecipate, Fils in primis. Crediamo che i cittadini abbiano il diritto di sapere se, tra questi argomenti, ce ne sia uno in particolare che divide la maggioranza e quali sono le posizioni in gioco.

Evitare il confronto e rimandare all’infinito è da irresponsabili. L’Italia sta vivendo un particolare momento storico-sociale caratterizzato dalla crisi economica, in cui le Amministrazioni locali sono chiamate a intraprendere scelte coraggiose ma necessarie a garantire il bene della città e di chi vi abita. A Foligno, invece, si vive in una sorta di limbo, di perenne incertezza, di continuo rimandare. E’ abbastanza chiaro come il sindaco Mismetti abbia perso l’appoggio dei suoi consiglieri, allo stesso modo in cui ha perso la fiducia dei cittadini di Foligno, ormai stanchi di questo immobilismo e di lotte interne alla maggioranza. E’ arrivato il momento di dimettersi e lasciare la scelta nelle mani dei cittadini”.

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Written by Gilberto Scalabrini