Dal nostro inviato speciale GILBERTO SCALABRINI

0ASSISI –  Oggi, nell’ambito delle celebrazioni del ventennale del sisma del 1997, che colpì Umbria e Marche, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è arrivato ad Assisi. Una visita imn due tappe: prima alla basilica superiore di san Francesco, poi al teatro Lyrik. Per entrare in basilica i pass dei giornalisti, gestiti dalla Prefettura di Perugia,  arrivano intorno alle 9. Saliamo sul piazzale antistante la chiesa, incontriamo il vescovo che è in attesa di ricevere il Presidente insieme a padre Mauro Gambetti, custode del sacro convento, al presidente della Regione Catiusca Marini, al sindaco di Assisi, Stefania Proietti, e al presidente della Provincia Nando Mismetti.

1Alle 9.30 il suono a distesa delle campane porta un po’ di allegria, in mezzo a tanti carabinieri, poliziotti e soldati e unità cinofile. Tutti  schierati in vari punti per evitare che chi , non è autorizzato, buchi il cordone d’ordine. Mentre siamo in attesa, un elicottero sorvolo la zona a bassa quota. Davanti al bar  Angeletti che s’affaccia sulla basilica, un Fiat Punto esce dall’istituto delle suore Beata Angelina e vorrebbe passare per andare in centro. Un poliziotto, molto gentilmente, dice alla suorina che è impossibile. Lei allora scende dall’auto e si mette le mani in testa: “deve andare a recuperare una sorella che mi aspetta in piazza del comune ed ha le stampelle….come faccio…”. L’agente non sa cosa consigliarle e lei, fa marcia indietro, poi imbocca contromano la strada che sale verso il cimitero e scompare.

2Poco dopo arrivano le auto blu e un drappello di turisti applaude quando scende il Presidente Mattarella. Lo chiamano più volte, a voce alta, vorrebbero salutarlo, stringergli la mano, ma lui,  dopo aver visto le autorità civili, si incammina verso la basilica superiore. La chiesa è deserta, ci sono solo il codazzo delle autorità, i giornalisti e i parenti delle vittime. Depone una corona di fiori nel punto della lapide che ricorda le vittime. Sull’ttenti è schierato un corazziere di colore . Mattarella saluta poi i parenti .

b“La ferita non si rimargina e non si dimentica, ma abbiamo una speranza e una esortazione, che non ci siano più vittime del terremoto e che si proteggano i nostri beni culturali e la gente”.  Lo dice Dina Bugiantella, sorella di Claudio, una delle quattro vittime del crollo.

a“Sono stato io a scrivere per primo al Presidente e ad invitarlo ad Assisi per i venti anni del sisma -ci dice il fratello di Angelo Api, il frate morto sotto il crollo- lui mi ha risposto nell’arco di una settimana e ha detto che sarebbe venuto. Ha mantenuto la promessa”.

3Padre Mauro illustra al capo dello Stato quello che accadde la mattina del 26 settembre di venti anni, quando le vele di Cimabue si aprirono e, una nuvole di polvere, seppellì due frati e due tecnici che stavano verificando se il terremoto della notte avesse provocato dissesti.  Mattarella ascolta, poi deposita il cuscino di fiori propprio nel punto in cui i Vigili del Fuoco, scavando con le mani, ritrovarono i quattro corpo senza vita. Vicino a noi c’è un signore sulla sessantina.

Fuori dalla basilica. il figlio di Bruno Brunacci che perse il padre sotto le macerie, commenta: “Noi negli anni non abbiamo sentito molto lo Stato vicino se non all’inizio. Ricostruire non significa solo rimettere in piedi gli edifici pubblici, ma anche ridare dignita’ alle singole famiglie”.

La Sovrintendente ai Beni culturali Marica Mercalli, illustra a Mattarella i restauri della volta, spiegando che allora si trattò di “un cantiere pilota”. Il presidente evidenzia l’importanza della sinergia tra vari enti dello Stato. il presidente Sergio Mattarella visita la tomba del Santo. All’uscita, il direttore della Rivista San Francesco, Padre Enzo Fortunato, e il capo redattore, Andrea Cova, gli donano una copia esclusiva del mensile che racconta l’intera famiglia francescana.

Spesso l’Ordine Francescano viene raffigurato come un grande albero dal cui tronco sono spuntati, lungo i secoli, innumerevoli rami frondosi. Rappresentano la grande schiera delle famiglie religiose che si ispirano al carisma di Francesco d’Assisi. Il titolo del numero di ottobre è “Galassia Francescana”, una galassia fatta di uomini e donne, di giovani e non, che vuole aiutarci a stupire il mondo con la propria vita, con i propri gesti, con un respiro che nella Cripta ha le sue radici: Francesco. La Galassia del Patrono d’Italia non è frammentazione, ma unità nella diversità

La rivista ha una diffusione di oltre 100mila copie tradotta in inglese, arabo e braille. Viene diffusa gratuitamente nelle sedi direttive scolastiche d’Italia e nelle carceri.

Subito dopo raggiunge in auto il teatro Lyrick, dove sono ad attenderlo molto volontari della Protezione Civile. Un migliaio le persone in sala. Con loro numerosi sindaci della regione e i vertici delle istituzioni umbre. Il sindaco Proietti,  ha ringraziato il sistema nazionale della Protezione civile, le forze dell’ordine, i vigili del fuoco e i volontari : «Siete stati impegnati nella gestione delle emergenze sismiche del ’97 e del 2016. Ci rialzammo con sacrificio e dignità grazie all’opera di Istituzioni, tecnici, famiglie, cittadini. Assisi – ha proseguito – si strinse da subito intorno al simbolo ferito della Basilica di San Francesco e la speranza generata dal vederla tornare in tempo record al suo splendore ha fatto rinascere una intera città che ha fatto anche da motore di sviluppo per tutta l’Umbria». Per Proietti oggi «Assisi e le sue Basiliche ricostruite sono un esempio per il mondo».

Poi ha preso la parola il capo dello Stato,: «Ci tenevo ad essere qui – ha detto il Presidente della Repubblica – di fronte ai volontari del soccorso e della ricorstruzione. Il primo pensiero è alle sofferenze provate da tanti. Un grazie per quanto fatto allora e in ogni occasione se ne presenti la necessità. Grazie a chi è impegnato nell’aiuto, nel sostegno alle popolazioni colpite e ai vari rami della pubblica amministrazione vicina alla Protezione civile. In particolare, un grazie ai restauratori. Il nostro Paese – ha concluso Mattarella – sa’ esprimere grande solidarietà, auspico sappia esprimerla anche lontano dai momenti drammatici: auspico un grande patto nazionale per la prevenzione». (266)

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Written by Gilberto Scalabrini