1ASSISI – Questo il testo del saluto della Presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, all’incontro del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella con il Sistema Nazionale della Protezione Civile impegnato nella gestione delle emergenze sismiche del 1997 e 2016 in Umbria.

2 Signor Presidente della Repubblica, La accogliamo oggi qui ad Assisi, in Umbria, con la stima, l’affetto e la riconoscenza di una popolazione, quella umbra, forte, tenace, laboriosa, coraggiosa e capace di reagire ai momenti duri e difficili come sono quelli che si vivono nei terremoti che spezzano legami affettivi e familiari, con la perdita delle vite umane, cancellano le proprie abitazioni con tutto il carico emozionale che queste ricoprono per la vita delle persone, che fanno venire meno i luoghi di riferimento della vita di una comunità , soprattutto delle nostre comunità fatte di piccoli centri, di paesi, di borghi , quei luoghi fatti di scuole, chiese, municipi, campanili, ospedali, centri storici.

Il terremoto urla, impaurisce, spezza, sbriciola, spaventa. Ma noi umbri Presidente sappiamo anche reagire con determinazione e coraggio, non ci siamo arresi nel 1997 e non lo stiamo facendo oggi, dopo le tantissime scosse violente del 2016.

Oggi, con Lei, vogliamo ringraziare in modo particolare gli uomini e le donne di allora e quelli di oggi che nelle prime ore, settimane e mesi (che sono i momenti più terribili fatti di smarrimento, paura, ansia per il futuro) sono stati accanto a noi, alla nostra gente, in particolare alle persone più fragili che sono i bambini, gli anziani, i disabili, che hanno affiancato le persone e le istituzioni territoriali con competenza, capacità tecnica, professionalità, ma anche umanità e sentimento fondamentale a trasmettere fiducia alla popolazione colpita. Queste persone rappresentano il Paese migliore e ci ha fatto sentire Italiani nella solidarietà.

Qui oggi con noi ci sono gli uomini e le donne dell’amministrazione pubblica e del volontariato, c’è la Protezione civile, i Vigili del fuoco, tutte le componenti delle forze dell’ordine (carabinieri, polizia di stato, guardia di finanza), l’Esercito, i dipendenti dei Comuni, delle Province, della Regione , delle Soprintendenze che insieme ad altre componenti come la sanità, Anas, Ferrovie dello stato, Aziende pubbliche dei servizi.

Ci sono i volontari espressione dei tanti gruppi di volontariato organizzato, dove la solidarietà si fa impegno civile concreto, dove la missione di mettersi al servizio degli altri con generosità, umanità, competenza professionale, con sentimento e passione esprime il meglio di quello che sappiamo fare.

A tutti voi, interpretando i sentimenti profondi di gratitudine della nostra gente e delle istituzioni locali, vi dico GRAZIE per tutto quello che avete fatto per noi umbri nel 1997 e per quello che generosamente siete tornati a fare dal 24 agosto e soprattutto dal 30 ottobre per noi. Allora presenti qui a Foligno, Nocera Umbra, Gualdo Tadino, Assisi , Spoleto, Valtopina, Spello, Trevi, Massa Martana, Montefalco ed i tanti altri comuni, paesi, piccoli borghi colpiti ed oggi a Norcia, Cascia, Preci e tutta la Valnerina.

E per noi che abbiamo la responsabilità diretta di concorrere alla organizzazione dei soccorsi, alle decisioni difficili e complesse sull’assistenza alla popolazione, alla protezione del patrimonio pubblico e privato, alla tutela, recupero e messa in sicurezza di quello culturale, alla continuità nell’emergenza della vita comunitaria fatta di lavoro, servizi, scuole, e tanto altro sapere di poter contare sulla grande qualità umana e professionale di tutti voi ci ha fatto sentire sostenuti, protetti, aiutati, permettendoci di ritrovare fiducia e speranza per ricominciare e ripartire.

Presidente, Lei sa bene che questa parte di Italia ed in particolare di Appennino che separa e lega Umbria e Marche è una delle zone sismiche del Paese e la nostra storia millenaria ne è testimone diretta di quanto i terremoti abbiamo segnato spesso le storie edilizie urbanistiche dei nostri borghi e città.

Ma a Lei Presidente diciamo anche che questa terra ha sempre fatto tesoro delle sue esperienze difficili ed ha reagito consapevolmente. Questa terra non ha dimenticato o rimosso le sua fragilità, anzi le ha studiate comprese ed ha fatto anche opere di prevenzione.

E l’Umbria racconta nella sua esperienza di ricostruzione dopo il 1997, di cui appunto ricordiamo il ventennale, una qualità fatta di conoscenze, tecniche, saperi scientifici, innovazione nelle regole , norme, di una nuova organizzazione della pubblica amministrazione, di formazione, educazione , consapevolezza civica nell’esposizione ai rischi.

In Umbria abbiamo ricostruito, ma abbiamo anche innalzato la sicurezza del patrimonio edilizio interessato alla ricostruzione, abbiamo messo qualità e attenzione al territorio e al paesaggio.

Abbiamo ricostruito dov’era ma non com’era: oggi i luoghi della ricostruzione sono più belli è più sicuri.

E questo elemento ci dà la forza ma anche le competenze per affrontare la ricostruzione di oggi.

L’Umbria sa cosa fare e come farlo.

I tecnici, i professionisti, le imprese, i lavoratori, le amministrazioni pubbliche si sono messe all’opera; sappiamo come farlo e vogliamo farlo anche con nuovi elementi di qualità e sicurezza. Il carico di distruzione del 2016 ha bisogno di innalzare ulteriormente il grado di sicurezza, abbiamo bisogno di mettere qualità in un territorio di grande pregio paesaggistico e di ricchezza del patrimonio culturale.

In questi mesi grazie al lavoro di squadra istituzionale il Governo, il Parlamento, l’Unione Europea, le Regioni, i Comuni, la Protezione Civile ed il Commissario abbiamo a disposizione risorse finanziarie ed un quadro normativo che permette ai cittadini per le proprie abitazioni, alle imprese per gli edifici produttivi, alla diocesi per le Chiese, ed alle amministrazioni pubbliche per gli edifici pubblici e per il patrimonio culturale, di affrontare con fiducia, ma anche con concretezza, l’attuale percorso di ricostruzione : più sicurezza, scuole adeguate (110 in Umbria) , patrimonio storico artistico non solo restaurato ma da mettere in sicurezza, infrastrutture ammodernate, miglioramento sismico degli abitati e dei centri storici. Ma anche un lavoro strategico sullo sviluppo che dia prospettive di imprese, lavoro, servizi agli abitanti della montagna e dell’Appennino recuperando anche con velocità il gap prodotto dall’effetto indotto dal sisma sull’economia regionale, in particolare nel settore del turismo e del commercio.

I nostri concittadini colpiti in questi mesi hanno sofferto, specie i più anziani, ma entro l’anno completeremo tutto il quadro della abitazioni d’emergenza. Avremo così anche più serenità per affrontare con lena la ricostruzione.

Sappiamo come fare ed abbiamo iniziato a farlo, anche con il rigore, il rispetto delle regole che ha caratterizzato la ricostruzione del 1997;

Legalità e trasparenza non può in nessun modo essere considerata un intralcio alla ricostruzione, la serietà dei professionisti da mettere in campo, la qualità delle imprese, il corretto operare dei funzionari pubblici saranno la precondizione necessaria per una ricostruzione di qualità e per restituire un territorio più sicuro ai cittadini.

Presidente, sono certa che questa nostra terra sarà in grado di farlo e cercheremo di essere all’altezza del compito complesso e difficile che ci attende.

Sarà il modo migliore per ringraziare la generosità, la solidarietà e l’attenzione che abbiamo ricevuto nel 1997 e nel 2016 da parte di tutti gli italiani e non solo, anche dall’estero, da parte di voi presenti oggi.

Soprattutto vorremmo che un giorno non ci sia più bisogno di ricostruire perché grazie al lavoro ordinario, costante di prevenzione, di messa in sicurezza, di rispetto delle regole e del territorio, l’esposizione ai rischi naturali non possa più tradursi in vittime ed in distruzione estesa degli abitati.

Ci sono persone che ad un terremoto associano l’interruzione dei propri legami affettivi, l’urlo del dolore che spezza legami e interrompe i sentimenti. Sono i familiari delle vittime P. Angelo Api, Zdzislaw Borowiec, Bruno Brunacci, Claudio Bugiantella.

E’ nel ricordo delle vittime del 1997 che abbiamo aperto queste giornate di memoria. Ed il migliore omaggio che possiamo riservarle è il lavoro attento nella prevenzione e nella riduzione dei rischi.

Signor Presidente , dall’Umbria potrà attendersi tutto il nostro impegno in questa direzione.

Grazie ancora per la sua presenza e per la grande vicinanza mostrata alla popolazione colpita e alle istituzioni impegnate nel lavoro di assistenza.

Abbiamo lavorato ed anche io ho lavorato sapendo di poter contare in Lei , nel suo grande sostegno istituzionale. (199)

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Written by Gilberto Scalabrini