Dal nostro inviato speciale GILBERTO SCALABRINI

1ASSISI – Il sole bacia la terra del poverello per le celebrazioni religiose, alle quale oggi ha partecipato anche il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni. Nella Basilica Superiore di San Francesco ha celebrato il rito il cardinale Angelo Bagnasco, vescovo di Genova. Quest’anno, infatti, è stata è la Regione Liguria a donare l’olio che alimenta la lampada posta sulla tomba del Santo.

2Nell’omelia, il cardinale ha detto: «Chiediamo al poverello di Assisi – ha detto – che l‘Italia non abbia mai timore di essere e di dirsi cristiana, di riconoscere nel Vangelo il Dna della sua vita. Questo non significa intolleranza, come si cerca di far credere ma è la vera e più profonda verità dell’anima del popolo, è condizione di accoglienza e di dialogo. Per dialogare infatti c’è bisogno di qualcosa di bello e di vero da dire. Quando Francesco parla di Gesù, ad ogni parola la voce aumenta, l’orizzonte si allarga a dismisura e abbraccia il quotidiano, abbraccia coloro che ascoltano, vince ogni paura e disperazione».

4La delegazione ligure era guidata dal suo presidente, Giovanni Toti, e dal sindaco di Genova, Marco Bucci. In apertura delle celebrazioni, il custode del sacro convento, padre Mauro Gambetti, ha ricordato i venti anni del terremoto. “Qui c’erano macerie –ha detto con la voce rotta dalla commozione- . Il terremoto aveva appena devastato l’Umbria, seminando morte. In quella occasione proprio la Liguria, il 4 ottobre 1997, offrì l’olio per la lampada votiva a san Francesco, alimentando la fiamma della speranza. Grazie! Con un lavoro tenace, qualificato e sinergico, tanti funzionarti, tecnici, maestranze e frati, hanno saputo ricostruire e rendere sicuro questo luminoso monumento, che rende onore all’Italia intera. Ne andiamo fieri e siamo riconoscenti al Governo italiano, alla regione Umbra e a tanti amici, di ieri e di oggi”.

5Molti pellegrini hanno seguito la messa sul prato antistante la basilica, grazie ai maxi schermo. La cerimonia è andata in diretta su Rai 1. C’erano anche tanti bambini delle scuole, con in mano un ramoscello di olivo, simbolo di pace e di vita. Il sindaco di Genova, Marco Bucci, nell’accendere la lampada votiva di San Francesco, ha chiesto che fosse benedetta l’ampolla contenente l’olio offerto dalla regione Liguria, “in segno di fede e gratitudine al Santo Poverello”. Olio che è stato Benedetto dal cardinale Angelo Bagnasco. Subito dopo, Bucci l’ha versato nella lampada per poi accenderla davanti al premier Gentiloni, quello della Regione Liguria, Giovanni Toti, dell’Umbria, Catiuscia Marini e al sindaco di Assisi Preziosi.

Molto atteso, infine, il discorso del presidente del Consiglio. Gentiloni ha parlato dopo il presidente della Liguria Toti. ER’ andato a braccio, lasciando in tasca il discorso che si era preparato. Ha esordito dicendo: “E’ un grande onore per noi essere ad Assisi per la Festa del nostro Santo Patrono con un’eccellenza del nostro territorio, l’olio, prodotto da oltre mille anni sulle colline terrazzate della Liguria. Oggi più che in passato il messaggio di San Francesco è attuale anche per ribadire l’appartenenza alla nostra civiltà e riconoscere le radici cristiane dell’Europa. Inoltre – ha sottolineato Toti – per quanto riguarda il dono tradizionalmente offerto dalla Regione coinvolta alla Basilica di San Francesco, abbiamo preso accordi con Padre Fortunato, per restaurare un’opera da lui indicata”.

Subito dopo si è affacciato dal loggiato della basilica, annunciato da padre Enzo Fortunato, direttore della sala stampa del sacro convento.

“Francesco –dice nel messaggio- ci insegna che con il dialogo si vincono le sfide del presente e del futuro”. Ricordando poi il viaggio del poverello d’Assisi in Oriente, quando durante le crociate volle incontrare il Sultano, ribadisce come quel gesto sia di “un’attualità prorompente. Il Sultano era il nemico, il diverso, l’altro da se. E Francesco c’insegnò che solo con il dialogo, costruendo ponti, si batte il muro dell’intolleranza, dell’incomprensione. Non c’è dignità umana senza lavoro. E’ l’insegnamento di S. Francesco che ha lasciato scritti proprio sulle sfide del lavoro”, ha sottolineato Gentiloni. “Noi siamo riusciti a recuperare buona parte dei posti di lavoro persi durante la crisi, ma sappiamo che c’è molto da fare. Anche sul fronte della lotta alla povertà, abbiamo approvato misure importanti ma dobbiamo lavorare ancora molto in quella direzione”.

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Written by Gilberto Scalabrini