L'opificio compie 70 anni e il direttore Yuri Amantini racconta la sua storia su ECO

1SPELLO – La degustazione dell’olio uovo sulla bruschetta conferma la grande qualità dell’oro verde della fascia olivata Assisi Spoleto e noi facciamo gli Auguri al Frantoio di Spello che compie 70 anni. Sul giornale ECO, supllemento al numero di UMBRIA CRTONACA, in uscita gratuita in questi giorni, potrete leggere l’intervista di Gilberto Scalabrini al direttore del Frantoio di Spello, Yuri Amantini.

3Yuri (nella foto) ha parlato dell’importante traguardo del Frantoio e della sua storia, ricca di sfide e successi, d’impegno e di tradizione, di passione e d’esperienza, di preparazione, accortezze, fatica, schiettezza ed onestà. Attraverso le varie generazioni, il frantoio di Spello ha affrontato mutamenti del contesto economico, sociale e di mercato, superando momenti di difficoltà e cogliendo opportunità, anche anticipando i tempi nell’innovazione tecnologica.

«Siamo nel cuore verde dell’Umbria -dice il direttore-  a poca distanza da Assisi, la città della pace, e il 10 ottobre 1947, esattamente 70 anni fa, un gruppo di 24 intraprendenti olivicoltori diede vita all’Unione Cooperativa Coltivatori Diretti, oggi FRANTOIO di SPELLO uccd, con lo scopo esclusivo di trasformare in olio le sole olive raccolte dai soci. Da quei giorni lontani dell’immediato dopoguerra, molte cose sono cambiate: oggi il Frantoio conta oltre 430 soci e ha una propria sede sociale ed operativa.
Grazie a significativi investimenti, si è dotato delle più moderne tecnologie per produrre e commercializzare un olio davvero eccellente, di qualità superiore, la cui bontà e genuinità attirano l’interesse di consumatori provenienti da ogni parte d’Italia e del mondo. ungo i pendii del monte Subasio, all’interno della zona a denominazione di origine protetta dei “Colli Assisi Spoleto” ci sono 110mila ulivi che trovano spazio in oltre 300 ettari di terreno ad una altitudine che varia tra i 350 e i 650 metri, molti dei quali sostenuti da tipici muretti di pietra».

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Written by Gilberto Scalabrini