Dal nostro inviato speciale GILBERTO SCALABRINI

2NORCIA – Il simbolo della distruzione è la facciata della Basilica di San Benedetto. La grande “gabbia” in tubi innocenti, alta 18 metri e pesante 22 tonnellate, protegge la facciata da ulteriori possibili crolli. A guardarla dalla piazza, unico luogo d’incontro per i nursini e i turisti, è quasi un monito alla prevenzione per le case rimasti in piedi e a fare presto nel restituire ai senza tetto le abitazioni.  C’è un clima quasi surreale, ma la gente guarda avanti e i giovani al futuro.

3Non è una vita facile per nessuno, perchè nei paesi e nelle città del cratere del devastante terremoto, ad un anno esatto dall’evento, le macerie sono ancora al loro posto. Le strade sono totalmente libere, ma quel che resta dei crolli è ancora accanto alle case e agli opifici crollati o lesionati. Da un calcolo approssimativo, sarebbero da rimuovere 2.400.000 tonnellate. Ad un anno dal sisma, è stato rimosso solo l’8,57%, circa 227.500 tonnellate dei 2.657.000 stimati dalle quattro Regioni.

4Adesso, occorre velocizzare le procedure, perché fin quando non saranno rimosse, non si potrà parlare di ripartenza vera. E’ una rimozione propedeutica per l’avvio della ricostruzione materiale e della rinascita delle comunità colpite. C’è bisogno anche di un coordinamento forte ed efficace, perché ognuna delle quattro Regioni non può interpretare le varie norme e ordinanze nazionali che si sono succedute e produrre pratiche diverse.

Significa anche riutilizzare, con un sistema di tracciabilità e monitoraggio e in forme fruibili dai cittadini, le macerie per la ricostruzione. Da una parte bisogna recuperare le abitazioni, dall’altra ripristinare il tessuto economico e sociale, per evitare che i territori della Valnerina si spopolino.

A Norcia il sindaco, Nicola Alemanno è pronto dare il via ai 13 cantieri per la messa in sicurezza delle mura castellane, delle porte e delle chiese: “Entro il 31 dicembre del 2018 puntiamo ad averle recuperate – ha dichiarato – Si tratta di una fonte primaria del nostro modello di sviluppo, ogni singola pietra parla della nostra storia e della nostra tradizione. Tutto ciò che è possibile recuperare in sicurezza sarà recuperato ma è importante che sicurezza e conservazione corrano lungo lo stesso binario”.

 

 

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Written by Gilberto Scalabrini