Dal nostro inviato speciale GILBERTO SCALABRINI

1ASSISI – Corrono sempre dove tutti fuggono. Accadde anche venti anni fa, nel sisma del 26 settembre 1997 che sconquassò l’Umbria e le Marche, colpendo al cuore Assisi e sfregiando le vele del Cimabue nella basilica di San Francesco. Adesso, la città serafica vuole riabbracciare e dire grazie ai suoi eroi, i vigili del fuoco. La proposta è dell’Associazione ex consiglieri comunali che, martedì 21 novembre, non solo ricorderà il lavoro svolto da questi angeli con l’elmetto suoi eroi che, in quell’occasione, si prodigarono senza risparmio ma gli dimostrerà anche la riconoscenza per l’esemplare abnegazione nel soccorso delle persone e nel salvataggio del prezioso patrimonio artistico delle zone colpite.

2Il presidente Giuliano Comparozzi e il geometra Salvatore Ascani, spiegano: «L’iniziativa, approvata e condivisa dell’Amministrazione Comunale e dal Sindaco Stefania Proietti, vedrà nella giornata di martedì 21 novembre, alle ore 15,30, nella Sala della Conciliazione, un convegno al quale parteciperà il capo del corpo nazionale dei Vigili del Fuoco, ingegner Gioacchino Giomi. Seguiranno alcune testimonianze dei protagonisti dei giorni dell’emergenza vissuti in Assisi. Non sarà solo una storia di uomini e speranze, quella di una comunità che ha ritrovato i suoi percorsi, dimostrando, con determinazione e convinzione, che qualsiasi difficoltà ci sia davanti, possiamo superarla».

3In apertura del convegno, la proiezione di un commovente filmato su quel terribile e anche tragico giorno, quando alle 11,40, un’onda mugghiante, rotolata giù dagli Appennini, si è infilata nei vicoli lastricati e tra i muri di pietra. Li ha scossi, raschiati, crepati, butterati. Ha percorso l’intera città, col rantolo sordo di un vento uscito improvviso dalla terra. Si è rintanata nel ventre della basilica Superiore. Ha sfregiato a casaccio l’umano e il divino per poi sprofondare di nuovo, repentina com’era sorta, sotto blocchi di arenaria, ferri contorti, legni, tavole, arredi sacri. E quattro poveri corpi che la polvere ha avvolto nelle sue fasce bianche per risparmiare ai familiari l’ultimo strazio, per renderli uguali uno all’altro. Simili a quella bella pietra bianca di Subasio con cui è costruita gran parte di Assisi e l’intera Basilica di San Francesco.

4Sono passati venti anni e Assisi vuole ricordare ma guardare avanti. Certo, chi c’era ed ha vissuto le 11.000 scosse (tante sono state quelle registrate dai sismografi negli otto lunghi mesi), non potrà mai dimenticare la paura, la gente in fuga con gli occhi gonfi di pianto, il sibilo sinistro delle sirene, le case lesionate, crollate o rese inagibili. Soprattutto, non potrà dimenticare l’opera dei Vigili del Fuoco, del 118 e dei tanti volontari, provenienti da ogni parte d’Italia. Martedì 21, alla sala della Conciliazione ci saranno tutti quegli uomini e quegli ingegneri in divisa, come Michele Zappia, Giovanni Ciccorelli, Gianni Mariano, Eros Mannino, Francesco Pascuzzi e l’ex direttore regionale Gianfranco Eugeni.

5A portare il saluto dei vigili del fuoco dell’Umbria alla città di Assisi, sarà il direttore regionale Raffaele Ruggero. Molto attesa è la relazione del dirigente generale dei Vigili del Fuoco, Gioacchino Giomi, che da oltre 30 anni mette a disposizione della comunità la sua esperienza e professionalità. Ha diretto diverse operazioni di soccorso, fra cui quelle più provocate dai terremoti all’Aquila e ad Haiti. E’ considerato uno tra i maggiori esperti in materia di antincendio nel comitato per le costruzioni della commissione europea. Portano la sua firma anche numerosi volumi e articoli di carattere tecnico e scientifico nel settore della sicurezza. Dal 2010 al 2014, l’ingegner Giomi ha gestito in Umbria numerose attività per il coordinamento del soccorso dei due Comandi provinciali di Perugia e Terni.

0«E’ con grande orgoglio e piacere che torno ad Assisi –ci dice al telefono il comandante generale dei vigili del fuoco (nella foto)- per rendere testimonianza del nostro prezioso lavoro nelle emergenze e anche come essenziale apporto operativo nella vita quotidiana. Ricevere la riconoscenza e la fiducia della gente per il nostro lavoro è importante. Il Presidente della Repubblica ci ha definito volti umani e solidali di uno Stato vicino ai cittadini in difficoltà. Capaci di aiutarli a superare i momenti di crisi e accompagnarli nel ritorno alla normalità».

6Assisi ricorda anche il lavoro svolto dal distaccamento locale dei vigili del fuoco, il cui responsabile era Lucio Belli, uno dei primi a entrare con le bombole e la maschera nella basilica dopo il crollo delle volte a crociera e quando ancora la gigantesca nuvola di polvere stava giocando con la vita. «Non si vedeva quasi niente –ricorda Belli- solo cumuli di macerie illuminate dalle nostre torce. Non si respirava. Tutto è accaduto in un baleno, dopo una notte insonne, quando cominciavano, i primi sospiri di sollievo è arrivata la scossa più violenta.

C’erano stati crolli nella parte nuova del paese. Crepe all’ospedale. Pezzi di pietra si erano staccati dall’arco di Porta Nuova e da quello di Porta di Santa Chiara. Quasi tutte le case in pietra di Borgo Aretino avevano subito lesioni più o meno gravi. Almeno trecento persone erano state fatte evacuare. Ma quando si è sparsa la notizia del crollo nella basilica, lì ha cominciato ad affluire la folla. Familiari, parenti e amici dei tecnici della Sovrintendenza, curiosi, turisti, pellegrini, giornalisti, fotografi, cameramen. In breve il prato si è riempito».

Vorrebbe continuare, ma la voce è rotta dall’emozione e gli occhi diventano lucidi. Ricordare ciò che accadde venti anni fa è anche un modo per far conoscere ai giovani quello che è successo e riflettere sul passato, ma soprattutto sul futuro.

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Written by Gilberto Scalabrini