1ASSISI – L’ingegnere col saio e i sandali francescani, lancia belle parole, forti, ma ancora lontane dalla realtà e, ogni volta, i disastri continuano a imporsi alla nostra attenzione con la forza traumatica delle tragedie. «La prevenzione nei terremoti, ovvero l’adeguamento antisismico di case, ospedali, scuole e di qualsiasi struttura è un problema di sicurezza per tutti. Non solo adeguamento e ricerca scientifica, ma anche applicazione di tecnologie e sistemi antisismici di monitoraggio e prevenzione».

2Lo afferma padre Mauro Gambetti, custode del sacro convento, nel ventennale celebrato ad Assisi, per ricordare la straordinaria opera dei vigili del fuoco durante il convegno di ieri, organizzato dalla Associazione ex consiglieri comunali. Ha ragione padre Gambetti, perchè un forte terremoto potrebbe improvvisamente cambiare le condizioni della vostra vita in modo drammatico. Ciò potrebbe non accadere o, quanto meno, i disagi, i rischi e i danni potrebbero essere molto contenuti. Fa capire a tutti che non c’è sufficiente domanda di prevenzione antisismica, nemmeno nelle aree a pericolosità maggiore, come è parte dell’Umbria.

3«Noi investiamo molto nella sicurezza del complesso di san Francesco, perché patrimonio storico dell’umanità e per la sicurezza di quanti lo frequentano. Può sembrare uno spreco, ma da un ritorno quando arriva il terremoto per la sicurezza di tutti». E’ vero, esperienze positive di ricostruzione con applicazione di sistemi antisismici si sono verificate a Norcia, che pur essendo a 15 chilometri dall’epicentro della scossa più forte, ha riportato danni molto più contenuti rispetto ai paesi più colpiti, grazie agli interventi seguiti ai terremoti del 1979 e del 1997.

Ad ascoltarlo ci sono il capo del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, Gioacchino Giomi, il vice direttore centrale Eros Mannino, il direttore regionale dell’Umbria, Raffaele Ruggero, il neo comandante provinciale di Perugia Francesco Notaro, tanti vigili, dirigenti e funzionari che ogni giorno lottano contro i rischi.

Padre Mauro Gambetti, elogia il loro lavoro e sottolinea che il vigile de fuoco «è un eroismo ordinario», quindi merita la stima, l’affetto e la riconoscenza di tutta la popolazione. E’ vero! Sono uomini speciali e la semplicità resta la grandezza di ogni loro azione. Come nella mattina del 26 settembre del 1997, quando crollarono le vele del Cimabue all’interno della basilica superiore.

Gli ingegneri Francesco Pascuzzi, che oggi dirige il comando provinciale di Crotone, ed Eros Mannino, sono stati tra i primi a entrare con i loro uomini in quell’inferno di polvere, che seppellì sotto le macerie due frati e due tecnici durante i sopralluoghi.

«Bisognava scavare a mano –dice Pascuzzi- e sopra di noi lo squarcio delle vele i cui brandelli a penzoloni rischiavano ancora di venire giù. Bisognava metterle in sicurezza e bastò una telefonata dell’allora padre custode del convento, perché la Dalmine ci inviasse tantissimi tubi innocenti per il ponteggio ».

Il comandante generale, Giomi, ricorda anche l’opera di alta ingegneria realizzata a Norcia per ingabbiare la facciata della basilica di san Benedetto. Un progetto del dirigente regionale Ruggero, che sembra sfidare le leggi della fisica.

Perché la messa in sicurezza delle chiese prima delle case?

A questa domanda ha risposta l’ingegner Mannino: «Sono un simbolo, per credenti e non, specie quando arriva il terremoto».

 

 

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Written by Gilberto Scalabrini