Dal nostro inviato speciale GILBERTO SCALABRINI

1ASSISI – E’ un incanto che resiste, perché castelli, borghi e fiumi fanno da straordinario scenario a decine di figuranti in costume, che rievocano la nascita di Gesù. L’Umbria a dicembre è tutta un presepe. E’ uno dei periodi migliore per vivere la magia del Natale e visitare città e paesi, specie al calar della sera, quando le strade medioevale e i palazzi di pietra si tingono d’oro e d’argento, rischiarati dalle luminarie. Ad Assisi, i presepi viventi nelle frazioni di Armenzano, Petrignano e Castel san Gregorio, alla sinistra della riva del Chiascio, sono uno squarcio di Galilea.

2I figuranti danno vita ad un vero e proprio spettacolo teatrale all’aperto. La fedeltà dei costumi, la bravura degli interpreti e le scenografie che animano e si saldano al castello, alle vecchie botteghe, locande e vicoli stretti e di pietra raccontano la storia della nascita di Cristo. Ma anche un modo per ricostruire la vita quotidiana di un tempo, scandita dal lavoro e dal ritmo di antichi mestieri: il fabbro che forgia il ferro, il falegname che pialla le travi di legno, lo scalpellino che lavora la pietra, le lavandaie che stendono i panni, il maniscalco che ferra i cavalli e il pastore con il gregge che prepara la ricotta.

5Tutto il villaggio, avvolto da profumi e suoni, ti trasporta in un’atmosfera magica, illuminata al tramonto dalle luci delle tremule fiaccole e dalle lanterne. Nella povera stalla di Betlemme, la Madonna con il suo bambino. La giovane madre lo allatta al seno davvero, mentre sfila la folla, e lui se ne sta buono mentre la guarda negli occhi , avvolto da coperte di lana.

3Un’altra realtà religiosa e culturale che vive e riscuote sempre maggiori consensi, nonostante i profondi mutamenti sociali, economici e culturali del tempo, è quella dei presepi artistici. Quasi un viaggio nella tradizione, ad iniziare dal piazzale antistante la basilica inferiore di san Francesco, dove i frati allestiscono sempre presepi straordinari: due anni con il barcone dei migranti, lo scorso anno le macerie della basilica di san Benedetto a Norcia e quest’anno una natività su 444 bossoli, corrispondemnti al numero di uomini e donne uccisi per motivi religiosi dal 2000 ad oggi .C’è poi quello iniziato dopo il sisma del 1997, dal compianto amico e imprenditore Carlo Angeletti, nel prato della basilica superiore. I personaggi sono tutti a grandezza naturale e vestiti con stoffe originali che un frate gli portò direttamente dalla Palestina.

Le scene, allestite da un gruppo di artigiani in pensione, donano ai visitatori un momento di grande gioia. La moglie di Carlo, la signora Antonietta Mancinelli, maestra di cucito e di ricamo, allestisce anche lei un presepe molto suggestivo nel cuore centro storico di Assisi, in piazza del comune, nella sala ex-Pinacoteca. E’ una rappresentazione artistica davvero straordinaria, non solo per la fantasiosa ricostruzione della Gerusalemme antica, ma anche e soprattutto per le statuine dei personaggi, molte in movimento, tutte lavorate artigianalmente e rivestite con tessuti come quelli dell’epoca.

6«Per realizzarlo –dice Antonietta- dedico tutto il mio tempo libero. Negli anni passati, con mio marito, sono andata a Napoli a comprare teste, mani e piedi dei personaggi che poi ho assemblato con cura dopo aver studiato attentamente il presepe napoletano. E’ una cultura che non ci appartiene, ma devo essere stata brava se ho ricevuto i complimenti dei presepisti campani. Porto avanti questa tradizione, in memoria del mio amato Carlo, perché il suo obiettivo per ogni iniziativa era sempre finalizzato alla aggregazione della città. Dopo il terremoto di 20 anni fa, infatti, Assisi è cambiata molto. Il centro storico si è svuotato di quasi tutti i suoi abitanti e soffre soprattutto sotto l’aspetto culturale: non ci sono più le scuole superiori ed è scomparso l’artigianato del legno, della ceramica, del ferro battuto. La città sta diventando come un set cinematografico: oltre la bella facciata della scenografia non c’è nulla. Eppure è amatissima da tutti e questo ci fa soffrire ancora di più».

Alla Porziuncola di santa Maria degli Angeli, da domani in  mostra i 200 presepi in miniatura provenienti da varie parti del mondo e allestiti in una suggestiva ambientazione. Una mostra internazionale da non perdere assolutamente.

Altri presepi viventi in Valle Umbra Sud, li troviamo a Marcellano, al confine tra i comuni di Gualdo Cattaneo e Giano dell’Umbria, Bettona e Rasiglia di Foligno. Ad organizzare quest’ultimo, nel piccolo borgo medioevale, è l’Associazione Rasiglia e le sue sorgenti. Qui, infatti, è l’elemento acqua a far da padrone in questa terra. Esse sgorgano dalla sorgente del fiume Menotre e scorrono attraverso opere di canalizzazione, creando una serie di fontane e cascatelle all’interno del borgo che creano un atmosfera unica e suggestiva.

Le scene rappresentano vita di lavoro e quotidiana, risalente al 1900. Si possono ammirare strumenti autentici, custoditi gelosamente dalla gente locale e tramandati alle nuove generazioni con grande soddisfazione e vanto. Mentre si visita il paese, si possono anche degustare prodotti tipici.

A Marcellano, dove il paese si trova in un dolce degradare di colline, un centinaio di figuranti rievocano l’atteso evento con scene tradizionali. La stalla, con la sacra famiglia, è ricostruita fuori le mura del borgo.

Dopo il successo delle passate edizioni, torna anche quest’anno a Bettona il presepe vivente. Il borgo è tutto circondato da una possente cinta muraria medioevale, che poggia in parte sulle preesistenti mura etrusche. Realizzato dalla Pro Loco, il presepe ci trasporta in un’atmosfera d’altri tempi. E’ interamente recitato e i figuranti danno corpo ad uno spaccato di vita in movimento, esibendosi in mezzo al pubblico. La durata complessiva di ogni rappresentazione è di circa 45 minuti.

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Written by Gilberto Scalabrini