Articolo di GILBERTO SCLALABRINI

1ASSISI – E’ morto un amico! Mario Aldofri se ne è andato all’improvviso, stroncato da un infarto, lasciandoci perplessi, sbigottiti, increduli. Forse, perchè la morte non riusciamo ad accettarla nella sua crudele, abbacinane evidenza. La notizia mio è arrivata da una carissima amica e non volevo crederci, anzi la prima sensazione è stata quella di uno scherzo di cattivo gusto. Avevo incontrato per gli auguri Mario a Natale, lui mi ha portato a vedere il presepe di Rivortorto. “ Scrivi qualcosa per il tuo giornale –mi disse- e non dimenticare che è un presepe francescano”.

Lo rivedo in mezzo agli amici della parrocchia: gioviale, sorridente, simpatico. Non è possibile che il destino abbia voluto recidere tanto rapidamente lo stelo della sua vita. Lo ricordo a Radio Subasio. Era il mio assistente a studio durante il campionato di calcio minore, quando inventai la “Domenica sportiva”.

Purtroppo, l’anima di Mario ha già lasciato per sempre le sue spoglie mortali. Adesso è in “viaggio” per uno di quei misteriosi disegni che all’uomo non è dato indagare. Il suo cuore ha smesso di battere. Dicono che di fronte alla morte, il pensiero dell’uomo ritorni istintivamente al passato: come per tentare di rivivere rapidamente, nell’attimo fuggente dell’addio, le dolci vicende della sua breve stagione. E, probabilmente, sta proprio in questa impossibilità di fissare, nello specchio di tempi, i vaghi istanti dell’età felice, l’amarezza e il rimpianto sconsolati di colui che se ne va.

Arrivederci Mario e, da lassù, guarda e proteggi tutti noi che ti abbiamo voluto bene.

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Written by Gilberto Scalabrini