Al Bar Chupito di Perugia con Francesco Diodato. Domenica 28 gennaio, per l’appuntamento Jazz Evidence, Diodato si esibirà con il progetto Nigredo, in trio con Francesco Ponticelli

1PERUGIA – Il Bar Chupito di Perugia conferma per il 2018 il format Jazz Evidence, organizzato in collaborazione con Hat and Beard. Dopo il primo evento dell’anno con la Bluering Orchestra, il secondo appuntamento con il jazz vedrà salire sul palco del Chupito domenica 28 gennaio Francesco Diodati (chitarra, già al fianco di Enrico Rava),Francesco Ponticelli (contrabbasso, tra i migliori contrabbassisti italiani, già in Umbria come ospite di Young Jazz) e Giovanni Iacovella (batteria), con il progetto sperimentale Nigredo.

L’intenzione è ricercare, sotto la guida
della pratica dell’improvvisazione e attraverso la rottura di forme e strutture musicali complesse, una direzione sonora basata su materiale semplice e fruibile, capace di toccare le profondità del suono e dello spirito. Francesco Diodati è un chitarrista che si ispira alla tradizione ma guarda alla musica contemporanea, al rock, al folk, per sviluppare un linguaggio personale, combinando un approccio spontaneo alla melodia e al suono acustico con un brillante utilizzo di elettronica ed effetti.

È leader del Neko, di cui fanno parte Francesco Bigoni, Carlo Conti, Francesco Ponticelli ed Ermanno Baron (con i quali ha inciso due album per l’etichetta AUAND Records) e del quintetto Yellow Squeeds, completato da Francesco Lento, Enrico Zanisi, Glauco Benedetti ed Enrico Morello, con i quali ha registrato nel 2015 l’album ‘Flow, home’. Dal 2014 fa parte del New Quartet del trombettista Enrico Rava, con il quale collabora anche in duo.

Dal 2010 è membro dell’ambizioso progetto MyanmarMeetsEurope, incontro tra musica europea e musica birmana, guidato dal compositore e contrabbassista tedesco Tim Isfort e patrocinato dal Goethe Institute, che ha portato Diodati in Europa e in Asia con numerosi concerti. Attivo a livello nazionale e internazionale, Diodati fa parte del Marcello Allulli Trio, del gruppo italo-francese Travelers di Matteo Bortone, del gruppo Abhra di Julian Pontvianne, di vari ensemble della cantante romana Ada Montellanico, dei Contemporary Five di Gaetano Partipilo e del gruppo di Simona Severini.

Fra le sue più recenti e notevoli collaborazioni in ambito jazzistico, quelle con Jim Black, Dave Binney, Paolo Fresu, Antonello Salis, Shane Endsley, Sofia Ribeiro, Javier Moreno, Fabrizio Bosso, Roberta Gambarini, Greta Panettieri, Ada Montellanico, Gaetano Partipilo. Dal 2013, inoltre, collabora assiduamente con la cantautrice pugliese Erica Mou. Per ben tre anni consecutivi è stato votato come miglior chitarrista dell’anno nell’ambito del JazzIt Award, referendum della rivista JazzIt.

Ad aprire la settimana di musica live sarà lo speciale concerto di Amaury Cambuzat del 24 gennaio. In questo tour Cambuzat propone un set di brani che hanno segnato la storia degli Ulan Bator, completamente riarrangiati in versione acustica, includendo anche canzoni dagli ultimi lavori ‘Abracadabra’ (2016) e ‘Stereolith’ (2017).

Fondatore nel 1993 degli Ulan Bator, con cui ha realizzato dieci album, Cambuzat ha anche realizzato due lavori con il side-project Chaos Physique e tre album solisti. Dal 1996 collabora con la storica formazione dei Faust e con nomi noti della scena indipendente internazionale come Robin Guthrie (Cocteau Twins), Michael Gira (The Swans), James Johnston (PJ Harvey, Gallon Drunk, Bad Seeds), Nikki Sudden (Swell Maps) e, in Italia, con Egle Sommacal ed Emidio Clementi (Massimo Volume).

Venerdì 26 gennaio spazio alle sonorità meno convenzionali con Abwanderung, progetto strumentale che vede l’inedita interazione di Iononso+chisonoCuordileone e Saro Newcombe, mentre sabato 27 gennaio ritorna The soul club, format bimensile dedicato ai più illustri collezionisti di vinile e dj del panorama italiano e non solo, con un’attenzione particolare al mondo della musica black. Ai piatti sabato 27 gennaio la storica crew di collezionisti e dj di Rimini CristianCecca e Minghelli.

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Written by Gilberto Scalabrini