«Gli artisti non devono mai accettare e tollerare quel che accade. Ma devono insegnare a vedere … Non possono limitarsi ad accogliere la spazzatura che ci circonda … È allora che scatta la risposta dei nostri occhi, della nostra mente. Un film, una fotografia o un quadro possono guarire l’anima spezzata. È, questa, la nostra responsabilità come artisti: non rinunciare mai. Ma proteggerci dal cinismo dominante. Smascherare i trucchi nascosti dietro la valanga di cose false che ci assediano. E dare spazio a immagini diverse».

1TODI – Due poeti del cinema italiano: Pupi Avati ed Ermanno Olmi, con i film Magnificat e Il mestiere delle Armi, in due serate  organizzate  dagli “Amici del Cineforum” di Todi. Due modi di osservare la storia e le storie degli uomini con sguardo ispirato e denso di contenuti.

Primo appuntamento ad ingresso libero venerdì 26 gennaio alle ore 21 presso la Sala del Consiglio del Comune di Todi, nella centralissima Piazza del Popolo, con Magnificat di Pupi Avati.

Un film profondamente legato a Todi e ai paesaggi dell’Umbria. La pellicola dopo il saluto dell’assessore alla cultura Claudio Ranchicchio, sarà introdotta da Luigi Boneschi, documentarista, sceneggiatore e collaboratore storico di Pupi Avati, e da Geo Tenneroni, docente di diritto ecclesiastico .

Avati spiega così il suo lavoro che risale al 1993 « Sono risalito a mille anni fa per trovare un’epoca in cui la fede era fondamentale per riempire quel silenzio di Dio che era allora identico a quello che è oggi. […] Era tale e tanta la necessità di trovare un interlocutore che trascendesse le cose e gli uomini per dare un senso ad una vita così grama e bestiale, per trovare un modo di vivere e sperare».

Secondo appuntamento venerdì 2 febbraio alle ore 21, sempre ad ingresso libero e nella stessa Sala del Consiglio, con Il mestiere delle armi di Ermanno Olmi. Dopo i saluti dell’assessore Ranchicchio, la serata sarà introdotta dallo studioso Filippo Orsini direttore dell’Archivio Storico del comune di Todi e dal curatore del cineforum Alberto Di Gglio.

Al termine dibattito con il pubblico.

Nel film di Olmi del 2001, che ha meritato al regista numerosi riconoscimenti per il suo alto valore stilistico, Giovanni delle Bande Nere è un giovane capitano dell’esercito pontificio nella campagna contro i Lanzichenecchi imperiali . Nonostante la giovane età è stimato e conteso da principi e Papi per le sue doti militari. Ama la vita ed è riamato dalla fortuna e dalle donne più belle.                            Ma la morte è sempre in agguato.

  (237)

Share Button

Written by Gilberto Scalabrini