Il tartufo come prodotto identitario di una comunità e un territorio Richiesto il riconoscimento come bene immateriale dell'Unesco. La Mafini: “evento straordinario che ci restituisce normalità”

1NORCIA – Si è aperta oggi (venerdì) al centro Boeri di Norcia, con una ricca sessione convegnistica, con al centro del dibattito il pregiato tubero, la 55ma edizione di “Nero Norcia 2018”, la mostra mercato nazionale del tartufo nero pregiato e dei prodotti tipici.

2Dopo un’attenta riflessione sull’opportunità all’estero per le PIM del territorio di Norcia, alla presenza di illustri esponenti del mondo dell’economia, imprenditoria e politica regionale, ci si è concentrati sul tartufo e sull’importanza che riveste per questo territorio.

3La direttrice dell’Associazione Nazionale Città del Tartufo, Antonella Brancadoro, ha sottolineato come sia dalla fine dell’Ottocento che il pregiato tubero abbia costituito una dimensione identitaria di questo territorio, “le cui ruralità e marginalità ne conservano la ricchezza. Il tartufo – ha proseguito Brancadoro – deve essere inteso come risorsa di questo prodotto, non esclusivamente in ambito gastronomico, ma anche culturale e identitario di un territorio e della sua comunità”.

4Ne è convinto anche Il sindaco della città, e a conferma di ciò  afferma che “il tartufo va difeso e rilanciato, ed è per questo che l’Associazione Nazionale Città del Tartufo, di cui Norcia fa parte, dal 2012 sta cercando di ottenere il riconoscimento di questo prodotto come bene immateriale dell’Unesco”. “Non solo limitarsi al tubero, ma considerarlo in tutte le sue potenzialità – ha sottolineato Michele Boscaglia, presidente nazionale “Città del Tartufo” – come tradizione della raccolta e consuetudine di tutti i suoi riti, compreso il rapporto uomo e cane cavatore”.

Sono tre i Week end della Rassegna fino all’11 marzo. Saranno articolati ciascuno con un focus, all’interno del quale si svolgeranno tavole rotonde con la partecipazione di esperti e momenti di dialogo con la comunità.

CATIUSCIA MARINI

5”NeroNorcia non rappresenta solo l’appuntamento storico della produzione del tartufo, essendo questa la 55esima edizione della mostra mercato, ma assume oggi un significato particolare: dopo l’edizione dello scorso anno, realizzata in piene emergenza e a ridosso degli eventi sismici, quella di quest’anno ci restituisce finalmente normalità”: è quanto affermato dalla presidente della Regione Umbria nel corso della cerimonia di inaugurazione della 55esima edizione di “NeroNorcia. Mostra mercato del tartufo” che, anche per questa edizione, si svolgerà con la formula dei fine settimana, 23-25 febbraio, 2-4 marzo e 9-11 marzo.

6“Quest’anno, infatti – ha aggiunto la presidente – la mostra torna nel centro storico, con stand che si aggiungono alle botteghe che hanno trovato posto nell’area dove sono state delocalizzate e con la struttura che già lo scorso anno realizzammo presso il campo sportivo per consentire lo svolgimento dell’iniziativa. Tutto questo ci restituisce tutta la forza della ripartenza di Norcia. Perché Norcia riparte anche rimettendo al centro il turismo, la promozione delle sue eccellenze agroalimentari, tra le quali proprio il ‘nobile tartufo nero’ rappresenta il simbolo di Norcia e di tutta la Valnerina”.

“Gestire un’emergenza determinata da eventi drammatici e catastrofici come i terremoti, e occuparsi poi della ricostruzione delle città, delle case, delle aziende distrutte o danneggiate non è affatto semplice. Anche per chi – scrive la presidente in un articolo pubblicato sul numero che la rivista UmbriaCronache ha interamente dedicato a NeroNorcia – ha responsabilità istituzionali ed amministrative. Ma in questa circostanza posso dire che, con tutti i limiti e le difficoltà, tutti insieme abbiamo realizzato un lavoro straordinario”.

“In questo anno e mezzo – ha proseguito la presidente – abbiamo lavorato tutti, senza sosta, ed i numeri che possiamo riferire oggi rappresentano le ‘pietre pesanti’ di quanto è stato fatto. Ciò che però più conta è cosa faremo. Abbiamo sempre detto che la ricostruzione dovrà rappresentare una straordinaria opportunità per costruire il futuro economico e sociale di questo territorio. E’ dunque questa la grande sfida che abbiamo di fronte, facendo tesoro del passato, con la consapevolezza che la ricostruzione attuale comporta scelte che noi vogliamo condividere con tutta la comunità affinché siano i cittadini – ha concluso la presidente – i protagonisti della ri-costruzione del proprio futuro”. (291)

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Written by Gilberto Scalabrini