1PERUGIA – Si è svolto a Perugia, davanti ad un aula colma di persone il convegno “Biotestamento: Consenso informato e Disposizioni anticipate di trattamento ” organizzato da CISL Medici Umbria e dalla Società Italiana di Medicina Diagnostica e Terapeutica.

Medici, professionisti della Sanità e mondo accademico hanno discusso tutti gli aspetti etici, politici e normativi relativi alle Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT).

In particolare, gli organizzatori del convegno hanno presentato le possibili difficoltà nell’applicare la legge appena approvata da parte dei medici che si occupano di pazienti terminali.

Dopo il saluto dell’ Avv. Andrea Romizi, Sindaco di Perugia e del Dott. Graziano Conti, dell’ordine dei Medici di Perugia e del Dott. Giuseppe Donzelli, dell’Ordine dei Medici di Terni, il Dott. Giuseppe Giordano ha introdotto i lavori, davanti a circa 100 medici in infermieri umbri, ricordando che la nuova legge ha aspetti di grande impatto,
normativo ed etico mondo medico ed introduce nel nostro Paese norme fortemente innovative sul piano dei diritti soggettivi i ma anche sul piano della deontologia professionale.

Il Dott. Manuel Monti, vicepresidente nazionale della SIMEDET ha sottolineato che
“Il fine vita è un tema di grande attualità sotto il profilo medico-scientifico ed etico-giuridico:
riguarda la cosiddetta sfera dei valori sensibili e coinvolge la dimensione più intima
dell’uomo, il senso stesso dell’esistenza. o dei famigliari ma egli avrà un ruolo cardine nel
percorso che porterà ad una scelta attraverso un processo di condivisione della malattia
con il malato e con i familiari.

Anche la componente religiosa è stata oggetto di discussione con il Prof. Maurizio
Faggioni, Professore Ordinario di Teologia presso il Collegio Sant’Antonio di Roma, il
quale ha sottolineato l’importanza di ridurre la sofferenza dei pazienti attraverso alternative
terapeutiche che permettano al paziente di poter disporre del proprio fine vita con dignità,
essenziale per permettere al paziente di scegliere come disporre delle ultime fasi della
propria vita.

Al convegno è intervenuto anche il Dott. Luca Benci, noto giurista, che ha spiegato
nei dettagli le conseguenza della legge riguardanti le disposizioni anticipate di trattamento
e ha affermato:”Per la prima volta, con questo provvedimento, il consenso informato e il
testamento biologico diventano anche parte della legislazione ordinaria con un ritardo
pluridecennale.

L’autodeterminazione e l’inviolabilità del proprio corpo sono parti integranti
del consenso informato e “costituzionalizzano” la persona come felicemente definì questo
processo Stefano Rodotà. Non ci possono essere autorità esterne, che con fini
paternalistici, possono sostituirsi alla persona.

E’ il cittadino – ricordiamo la felice
espressione introdotta dal codice di deontologia medica del 1998 – non più paziente che
decide sui propri destini di salute.
La Prof.ssa Giulia Simi, dell’associazione Luca Coscioni, ha detto: “Non più un
medico che dispone la cura con un rapporto fortemente asimmetrico ma un medico che
all’interno di una “relazione di cura e di fiducia” – espressione mutuata dal codice di
deontologia medica e oggi inserita nel secondo comma dell’articolo 1 – integrata dagli altri
“esercenti una professione sanitaria che compongono l’equipe” come recita il secondo
comma dell’articolo 1.”

Sul tema è intervenuta anche la Prof.ssa Assuntina Morresi, membro del
comitato nazionale di bioetica che ha illustrato alcune carenze della legge ed ha ha
affermato: “All’inizio e alla fine della nostra vita siamo fragili e proprio in queste fasi il
valore della relazione e la cura da parte dell’altro sono per noi fondamentali e ci
restituiscono il senso dell’esistenza.

Sono la relazione e la cura ciò che ci rendono umani”. Il Dott.Tullo Ostilio Moschini, Segretario Generale Cisl Medici Umbria, ed il Dott.Igino Fusco Moffa, delegato regionale SIMEDET Umbria, hanno moderato
l’interessante Tavola Rotonda e hanno ricordato come: “Il medico, di fronte a questioni così rilevanti non può avere un ruolo di mero esecutore delle decisioni del paziente: i suoi riferimenti sono la Legge, la Deontologia, le buone pratiche clinico-assistenziali”.

Infine è intervenuto il Dott. Michele Gallucci, direttore della Scuola Italiana delle
Cure Palliative, che ha commentato così la norma: “E’ una legge equilibrata, molto attesa
dai cittadini italiani, che porta l’Italia ad allinearsi agli altri Paesi europei dove molte scelte
in questo senso sono già state fatte.

Il primo punto qualificante è la definizione di consenso informato, il secondo è a mio avviso la possibilità che il medico possa rifiutarsi di applicare alcuni trattamenti contrari a un’etica professionale, il terzo riguarda
l’alimentazione e l’idratazione artificiali considerati nel ddl come trattamenti sanitari; il tema
della sedazione profonda e molti altri fino ad arrivare al ‘cuore’ della legge, le DAT.

Queste
definiscono la possibilità della persona di stilare una DAT, di depositarla e anche di poterla
poi cambiare. Si tratta di una legge che non impone alcun obbligo, ma dà la possibilità a
chi vuole farlo di predisporre le proprie volontà.”

In conclusione, gli organizzatori dell’evento ritengono che il compito del medico non
sarà ridotto dall’introduzione di questa nuova normativa ma all’opposto vedrà una
importante valorizzazione della relazione di cura e di fiducia che si viene a creare tra
medico e paziente e riteniamo che la legge appena approvata possa oggi costituire una
risorsa, specie laddove essa valorizza la relazione di cura, stigmatizza ogni forma di
abbandono terapeutico e indirettamente mette in guardia dalla possibile tentazione del
ricorso, assai più diffuso di quanto si pensi, all’accanimento. (485)

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Written by Gilberto Scalabrini