L’Università di Perugia ha sottolineato la necessità di intercettare nuovi mercati. Nel corso del convegno ‘Territorio come risorsa’ al caseificio nursino della cooperativa

1NORCIA – Il ‘territorio come risorsa’. È stato questo il focus e anche il titolo del convegno che si è tenuto domenica 11 marzo a Norcia, in concomitanza della 55esima edizione di ‘Nero Norcia’, la mostra mercato dedicata al tartufo nero pregiato e ai prodotti tipici della Valnerina. A farsi promotore di questo momento di riflessione è stato il Gruppo Grifo Agroalimentare, presieduto da Carlo Catanossi, che per l’occasione ha spalancato le porte del caseificio nursino, in località Opaco, per avviare un confronto sul futuro di Norcia e della Valnerina a un anno e mezzo dal terremoto. “È necessario che questo territorio si riprenda – ha detto il presidente Catanossi –. Ecco perché cogliamo l’occasione di ‘Nero Norcia’ per riprendere il filo della riflessione e della proposta. Siamo nel pieno di una manifestazione unica nel suo genere, che raggruppa le eccellenze del territorio, i produttori e la gente”. “È il momento più opportuno – ha quindi proseguito – per essere costruttivi e per far ripartire le cose. D’altronde il gruppo che rappresento ha qui uno dei suoi stabilimenti più importanti, che ci ha aiutato molto nel portare il nostro nome in giro per tutta Italia”. Le imprese del territorio, infatti, hanno un po’ rappresentato quella forza trainante per uscire dalla crisi post sismica, come dichiarato anche dall’assessore allo sviluppo economico del Comune di Norcia Giuliano Boccanera. “C’è ancora molto da fare – ha commentato – ma non ci siamo mai scoraggiati. Dobbiamo dire grazie alle aziende del territorio, come il Gruppo Grifo Agroalimentare, perché proseguendo con le loro attività hanno permesso ai nostri concittadini di continuare a lavorare anche dopo il sisma. E questo è stato fondamentale, per evitare che intere famiglie andassero via da Norcia”. “Grazie al lavoro fatto dalle aziende del territorio e grazie alla scuola che ha tenuto qui i bambini – ha sottolineato l’assessore Boccanera – siamo riusciti ad andare avanti, nonostante un primo periodo vissuto in maniera molto precaria”. Ma se la Valnerina pian piano sta uscendo dalla crisi post sisma una parte del merito va anche alle tante realtà che hanno mostrato la loro vicinanza e solidarietà. È il caso, ad esempio, della Confederazione italiana dei dirigenti d’azienda (Cida). “Nel periodo immediatamente successivo al terremoto – ha spiegato a questo riguardo Francesco Rizzi, docente del Dipartimento di economia dell’Università degli studi di Perugia –, Cida ha promosso tra i propri associati una raccolta di fondi che è stata poi destinata ad attività di supporto, in termini di managerialità, alle aziende”. Undici le imprese coinvolte tra Norcia e Preci che sono state quindi affiancate da esperti manager di caratura nazionale. Coinvolto anche l’Ateneo perugino, chiamato a una valutazione dell’iniziativa. “Lo studio condotto – ha detto Rizzi – ha evidenziato luci e ombre. Sul primo fronte è emersa la caparbietà delle imprese che operano sul territorio e la presenza di un substrato produttivo con prodotti caratterizzanti che dà l’impressione di poter reggere alle sfide attuali. Al contempo ci sono elementi su cui si deve continuare a lavorare per rendere ulteriormente resiliente il sistema delle imprese locali”. “Il riferimento – ha quindi concluso Francesco Rizzi – è alla necessità di sviluppare quella capacità di intercettare nuovi canali di mercato e stringere relazioni con un territorio che non sia prettamente quello locale per rafforzare ancora di più la robustezza dei prodotti tipici”. (216)

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Written by Gilberto Scalabrini