I comitati di Perugia, Terni, Spoleto, Città di Castello, Assisi, Foligno, Gubbio, Acquasparta, Marsciano biasimano l’evidente provocazione e la totale mancanza di rispetto per chi professa la religione cattolica

1PERUGIA – Il Comitato Difendiamo i nostri figli esprime sconcerto e riprovazione per quanto accaduto l’8 marzo scorso, giornata della donna, davanti alla Cattedrale di Perugia. Com’è noto, un gruppuscolo di sedicenti “femministe”, durante la celebrazione della Santa Messa, ha intonato un coro, sbeffeggiando le Litanie ed il Padre Nostro, dai contenuti di pessimo gusto.

La libertà di espressione è, senza dubbio, uno dei principi fondamentali di ogni democrazia, ma è diritto inalienabile di ciascuno solo se non lede, tra gli altri, la dignità e la riservatezza della persona (Art. 21 Costituzione).
Sono questi i limiti entro i quali essa deve essere circoscritta, se vuole ascriversi a pieno titolo tra le maggiori conquiste della nostra civiltà.

Per questo motivo, sono sicuramente da biasimare l’evidente provocazione, la totale mancanza di rispetto per chi professa la religione cattolica e per tutte le donne, il cui corpo (come provato dalle risate di sottofondo) è stato fatto oggetto di pubblico scherno e derisione.

A ciò si aggiunge l’uso improprio del patrimonio artistico della città, simbolo della storia e della cultura della nostra Regione, come si può evidenziare dalle foto diffuse.

Episodi come questi sono sicuramente un regresso sul cammino dell’autentica ed auspicata emancipazione femminile ed è vergognoso che esistano donne promotrici di eventi che le dipingono esclusivamente come un organo oggetto di piacere.

Non è forse questa una delle maggiori accuse che da decenni le donne rivolgono agli uomini?! (252)

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Written by Gilberto Scalabrini