Chi ha recuperato e superato i livelli pre-crisi e chi è ancora sotto (e di quanto). Insomma, torniamo a crescere adagio, ma torniamo a crescere. Anche se dobbiamo recuperare più degli altri e dobbiamo sempre tenere d’occhio cosa fa il Centro-Nord

1ROMA – Tra i comuni con più di 10mila abitanti Corciano ha già superato non di poco i livelli del reddito pre crisi, sopra cui sono balzati anche San Giustino e Assisi. Sopra il reddito complessivo pre-recessione, pure se di poco, anche Bastia Umbra e Umbertide (che mostra una buona crescita nell’ultimo anno fiscale 2017-2016).

Male Gualdo Tadino, Narni e Terni, ma anche Spoleto e Gubbio, ancora lontani dei livello di reddito pre crisi. Lontana pure Perugia, che mostra peraltro una crescita debole (+0,4%) del reddito nell’ultimo anno fiscale, allo stesso modo di Terni. Foligno deve ancora recuperare il 3,9% del reddito pre-crisi che aveva, Marsciano il 3,4%. Ma il peggio messo è Todi, lontano dai livelli pre-crisi e l’unico tra quelli sopra i 10mila abitanti che vede il reddito scendere anche nell’ultimo anno fiscale. Nell’ultimo anno fiscale brilla Magione, colpo di reni di Bastia Umbra, Umbertide e Corciano.

Buon segno più anche per Assisi e San Giustino. Sempre nell’ultimo anno fiscale, nella classifica della crescita del reddito, oltre a Todi che marca il segno meno, sono a fondo classifica Marsciano (appena +0,3%) e Perugia, Terni, Gualdo Tadino, tutti e tre con un pallido +0,4%.

Il Rapporto di Mediacom043 contiene i dati sul reddito di tutti e 92 i comuni umbri, raccolti in due tabelle.

L’Umbria, in base alle dichiarazioni dei redditi Irpef presentate al fisco, nel 2017 (riferite all’anno di imposta 2016), nonostante qualche passo avanti è ancora sotto del 4,4% rispetto ai livelli del reddito complessivo pre-crisi. Il che, in valori assoluti, significa che per tornare ai livelli del 2008 mancano ancora 557 milioni di euro.

Nel 2017, infatti, complessivamente i contribuenti umbri hanno dichiarato redditi Irpef complessivi per 12,141 miliardi di euro, mentre in termini reali (ossia tenendo conto del 9,5% di inflazione intercorsa nel periodo), nelle dichiarazioni presentate nel 2009 (anno di imposta 2008) ne avevano dichiarati per 13,28 miliardi.

La marcia di avvicinamento per recuperare i livelli pre-crisi, benché più lenta della media (l’Italia è ancora sotto dell’1,6%, l’Umbria come detto del 4,4%), tuttavia è in atto. Da due dichiarazioni dei redditi, infatti, l’Umbria mostra un incremento del reddito complessivo, benché sempre inferiore all’aumento medio nazionale.

Nell’ultima dichiarazione dei redditi (quella presentata nel 2017) l’aumento in termini reali rispetto all’anno precedente è dello 0,9% (la media nazionale è superiore, +1,3%), in quella precedente (ossia nelle dichiarazioni presentate nel 2016) c’era stato un incremento dell’1,3% (la media nazionale era però anche in questo caso più alta, +1,8%).

Insomma, torniamo a crescere adagio, ma torniamo a crescere. Anche se dobbiamo recuperare più degli altri e dobbiamo sempre tenere d’occhio cosa fa il Centro-Nord, per non perdere ulteriormente terreno e fermare la discesa verso il Sud.

Avanzare infatti non basta, occorre vedere cosa fanno gli altri. Se si avanza, ma meno degli altri, si perde terreno. Un concetto che, negli ultimi 20 anni, è stato poco considerato dalle Istituzioni umbre, col risultato che ci siamo trovato a perdere molto terreno nei confronti del Centro-Nord quasi senza accorgersene, almeno fino a quando non è scoppiata

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Written by Gilberto Scalabrini