Concerto con “Good Morning Heartache: Song, blues ed inediti di Irene Higginbotham”

1SPOLETO – Raffinato jazz degli anni Quaranta con il concerto della cantante Claudia Aliotta con il pianista Manuel Magrini, duo ospite della Libreria Aurora di Spoleto nell’ambito del Multiverso Festival, evento ricco di proposte culturali interessanti ed alternative che si concluderà il prossimo 6 luglio.
“Good Morning Heartache: Song, blues ed inediti di Irene Higginbotham”, questo il titolo del programma della serata, un progetto promosso dall’Associazione Musicale Tolentino Jazz, frutto di anni di studi e ricerche compiuti dalla cantante sulla versatile songwriter afroamericana, della quale ricorre quest’anno il centenario dalla nascita. Il viaggio musicale nel mondo di Irene Higginbotham ha preso il via con Are You Livin Old Man?, brano lanciato da Anita O’ Day cui hanno fatto seguito la delicata This Will Make You Laugh, portata al successo da Nat King Cole e da That Did it Marie, brano di debutto di Peggy Lee con l’orchestra di Benny Goodman nel 1941. Dopo il grintoso Mean and Evil Blues  e Wonder Where’s My Man Tonight, i maggiori punti di interesse della serata sono stati sicuramente i tre inediti, accattivanti, briosi e ricchi di swing: I’ve Got to Change My Ways (co-autore Nat King Cole) arrangiato in veste latin, Love is a Frustrated Thing, ironica song sui paradossi dell’amore,  e It Must Be You, deliziosa jive ballad del 1942 mai incisa come le altre due composizioni. Prezioso il contributo di Manuel Magrini, solista dell’Orchestra Nazionale Jazz Giovani Talenti diretta da Paolo Damiani ed impegnato in numerosi e prestigiosi progetti artistici; il pianista ha sfoggiato estro creativo nelle improvvisazioni e brillanti soluzioni di arrangiamento nella realizzazione dell’accompagnamento, in perfetto affiatamento con la parte vocale. La cantante, che si è messa in evidenza per la sua voce morbida, calda e ricca di sfumature, ha affrontato con naturalezza i vari registri interpretativi che la diversità di stili delle canzoni richiedeva, risultando convincente  sia per il senso dello swing che per la sensibilità espressiva. La serata si è chiusa in bellezza con No Good Man e la celebre Good Morning Heartache, brani del repertorio di Billie Holiday regalando momenti di poesia grazie all’interpretazione intensa ed elegante della cantante. (111)

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Written by Gilberto Scalabrini