L’Umbria – ha spiegato Barberini – per dimensioni e quindi numero dei potenziali utenti non ha un proprio centro per trapianti epatici, abbiamo quindi cercato la collaborazione di regioni limitrofe per dare risposte di qualità e semplificare la vita dei pazienti

1PERUGIA – “A breve sigleremo una convenzione con la Regione Marche per assicurare ai cittadini umbri in attesa di trapianto di fegato e di rene percorsi diagnostici e assistenziali più veloci, sicuri e di qualità, attraverso uno scambio di competenze con il centro trapiantologico di Ancona che è di riferimento nazionale”.

Lo ha annunciato l’assessore regionale alla Salute, alla Coesione sociale e al Welfare, Luca Barberini, intervenendo stamani a Spoleto al congresso nazionale sui trapianti di fegato, organizzato dalla struttura complessa di Epatologia e Gastroenterologia dell’Azienda Ospedaliera di Terni e dalla Ssd Epatologia della Usl Umbria 2.

“L’Umbria – ha spiegato Barberini – per dimensioni e quindi numero dei potenziali utenti non ha un proprio centro per trapianti epatici, abbiamo quindi cercato la collaborazione di regioni limitrofe per dare risposte di qualità e semplificare la vita dei pazienti. Abbiamo scelto le Marche perché, presso l’Azienda ospedaliera universitaria degli Ospedali riuniti di Ancona, esiste un polo trapianti di altissimo livello, con cui le nostre strutture sanitarie e il nostro Centro regionale trapianti hanno già avviato rapporti molto proficui”.

“Per quanto riguarda i trapianti di fegato – ha continuato l’assessore – l’accordo prevede l’iscrizione dei pazienti residenti in Umbria nelle liste di attesa della Regione Marche e l’utilizzo, preferibilmente, di organi provenienti da donatori procurati nella nostra regione. È prevista anche la collaborazione del Policlinico di Milano, che effettuerà l’allocazione degli organi disponibili dai donatori umbri, garantendo alla nostra regione un bilancio equo tra organi ceduti e pazienti trapiantati. Personale medico e infermieristico coinvolto nel processo di donazione-trapianto, avrà inoltre l’opportunità di fare corsi di aggiornamento presso il centro di riferimento marchigiano. Analoga possibilità si apre per i trapianti di rene, utilizzando l’ospedale di Ancona come seconda scelta dopo quello di Perugia, che rappresenta un centro attivo e consolidato”.

All’iniziativa è intervenuto anche Alessandro Nanni Costa, direttore del Centro nazionale trapianti, il quale ha parlato di “accordo molto innovativo e di grande valore per una regione che non ha un proprio centro di trapianti e che avrebbe rischiato di rimanere penalizzata senza una propria lista di attesa, in ambito nazionale, per la donazione di organi”. “Si tratta di una scelta importante – ha sottolineato – in una visione solidaristica, che non genera viaggi della speranza ma offre servizi di grande qualità, riconoscendo pari dignità ai pazienti coinvolti e il ruolo fondamentale degli operatori sanitari di entrambe le regioni. La cosa interessante sta anche nel fatto che i pazienti umbri gestiti ad Ancona verranno seguiti in Umbria, prima e dopo il trapianto, attraverso protocolli concordati”.

Barberini ha inoltre sottolineato che “questa intesa s’inserisce nel percorso di collaborazione avviato, da tempo, con regioni vicine per dare risposte più efficaci ai bisogni di salute dei cittadini, superando i confini istituzionali, mettendo al primo posto le esigenze dei pazienti e a sistema risorse e competenze. Rientrano in questo ambito l’accordo già siglato con le Marche per l’elisoccorso e la centrale unica dell’emergenza e la convenzione attivata con Toscana e Marche per il trasporto areo di organi, pazienti ed équipe mediche per le attività di prelievo e trapianto di organi”.

L’assessore ha infine fatto il punto sul tema delle donazioni di organi: “L’Umbria è molto impegnata nella promozione della cultura della donazione, attraverso una serie di progetti come ‘Una scelta in comune’, che consente ai cittadini di manifestare una dichiarazione di volontà sulla donazione di organi e tessuti, al momento del rilascio o del rinnovo della carta d’identità. L’iniziativa ha coinvolto direttamente i Comuni della regione, con 76 realtà attive su 92 e finora sono state raccolte circa 40mila adesioni positive”. (117)

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Written by Gilberto Scalabrini