“Dodici giornali sottobraccio”. Venerdi’ la conferenza stampa di presentazione nella sala consiliare del comune

ariodante-picutiFOLIGNO – “Dodici giornali sottobraccio” è il nome del premio giornalistico dedicato ad Ariodante Picuti, indimenticabile Presidente Onorario della Giostra della Quintana di Foligno.

Il premio sarà presentato in conferenza stampa venerdì 3 agosto, alle ore 11 nella Sala consiliare del Comune di Foligno alla presenza del sindaco Nando Mismetti. L’iniziativa nasce dalla volontà dell’Ente Giostra di ricordare un personaggio fondamentale nella storia della grande Festa di Foligno ed è stata accolta con piacere dalla famiglia Picuti.

Il premio, che avrà cadenza annuale, è organizzato dall’Ente Giostra, dal Comune di Foligno e dall’Ordine Regionale dei Giornalisti dell’Umbria. Il Comitato organizzatore è composto da Roberto Conticelli, Presidente dell’Ordine dei Giornalisti dell’Umbria, Domenico Metelli, Presidente dell’Ente Giostra, Giovanni Picuti e Mauro Silvestri.

“Ariodante Picuti – ricorda Roberto Conticellialdilà dei propri meriti politici e sociali, è stato soprattutto un grande comunicatore dell’Umbria. Lo ha fatto attraverso la tradizione della Quintana, ma mai rinchiudendosi entro gli spazi, per forza di cose angusti, di un singolo evento e di una sola città.

L’avvocato Picuti, che ogni mattina era solito acquistare dodici quotidiani e negli anni giovanili ha praticato anche il mestiere di cronista, ha celebrato l’Umbria nella sua interezza e lo ha fatto con il proprio agire e con l’esempio della propria esistenza.

Con il mondo dell’informazione e con i suoi esponenti, Ariodante ha saputo mantenere nel corso dei decenni un rapporto dinamico e costruttivo fatto di spunti, incoraggiamenti e consigli, un’interlocuzione costante che ha positivamente contribuito alla crescita del territorio.

Per questo – conclude – la Quintana, sua creatura prediletta, intende varare un Premio Giornalistico che tramandi la figura, i gesti e i pensieri di un grande umbro, appunto l’avvocato Ariodante Picuti”. (195)

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Written by Gilberto Scalabrini