di PAOLA GUALFETTI

1MONTEFALCO – Nella cittadina umbra di Montefalco, “stupor mundi”, questa mattina il collega giornalista Gilberto Scalabrini ha presentato nella sala consiliare del comune il magazine speciale da lui diretto, pubblicato in occasione dell’apertura dell’AGOSTO MONTEFALCHESE, dedicato in particolare alla FUGA DEL BOVE con ampi servizi fotografici e contributi storici.

Pagine da collezione da lui gestite in collaborazione di “penne esperte “, fotografi d’arte e grafici superbi per questo 46esimo appuntamento con la storia.
Sono scesa in piazza al termine della presentazione per cercare di sentire l’atmosfera di una sfida – la corsa dei tori- unica e incruenta, come sta scritto.

E lì ho trovato giovani, tanti giovani, alle prese con corone di fiori da attorcigliare intorno a colonnine doriche, di pietra, disposte ad arco, come si conviene ad una festa di nozze. E in effetti i montefalchesi festeggiavano appunto la ricorrenza annuale di uno sposalizio agostano con la loro città.

All’ interno della piazza che, a cerchio, i loro padri avevano adornato di storici edifici, di chiesa, oggi teatro, di palazzo comunale, banchetti rovesciati, anch’essi posti in cerchio, aspettavano le luci della sera per essere capovolti dagli ospiti di questo scorcio di agosto.

La festa, appunto, nel cuore del popolo, avviata dalla piazza dove ogni vessillo rionale era superato da quello tricolore che sventolava, su, in alto, nella torretta del palazzo comunale, sovrana del cerchio della piazza. Nella sala consiliare, decorata al millimetro, i montefalchesi sono riusciti a piantare un crocifisso ligneo, piccolo – quasi una stonatura sembrerebbe, ma solo ad occhi senza cuore, senza storia. Un impegno visibile con la loro civiltà.

Le danze di colori e volteggi i turisti di oggi le possono solo immaginare, i montefalchesi in attesa solo ricordare.
Ho percorso la cittadina e l’ombra del grande pittore Benozzo Gozzoli ti precede ad ogni passo, mentre la patrona, santa Chiara da Montefalco, è nell’aria, anche se non ha un rione che porti il suo nome, riservato solo ai suoi amici, santi come lei, ma uomini.

Tant’è, ma Lei, a festa finita, resta pur sempre la patrona indiscussa. Forse gli unici ignari di tanti fremiti di gioia e di festa restano, anche se protagonisti, solo i tori per la corsa e i bovi per la fuga. Dal 1 al 19 agosto.
In alto i calici, a Montefalco più di ogni altro centro del mondo! (296)

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Written by Gilberto Scalabrini