Il 6 settembre, alle 21,15, nella chiesa della Madonna del Pianto il concerto “Dallo Stile galante al Romanticismo”; Il 12 settembre “Le forme musicali barocche dal ‘600 al ‘900” con Ottorino Baldassarri,

1FOLIGNO – Segni Barocchi Festival sposta la propria attenzione su uno strumento basilare del mondo musicale con due concerti per organo, programmati al Santuario della Madonna del Pianto. Il 6 settembre, alle 21,15, ci sarà il concerto “Dallo Stile galante al Romanticismo”, concerto per organo e voce (Josef Miltschitzky, organo – Susanne Jutz-Miltschitzky, soprano), con musiche di Brevi, Büx, C. de Jong, Rheinberger, Schumann, Speth, Terziani, Zöschinger.

Protagonisti del concerto, uniti nella vita e nell’arte, sono Josef Miltschitzky, organista titolare della Basilica di Ottobeuren (Germania), e la cantante Susanne Jutz-Miltschitzky, il cui interesse per il repertorio antico si è tradotto in un maggiore approfondimento della vocalità del repertorio barocco, al quale dedica attualmente la maggior parte dell’attività. Insieme hanno tenuto numerosi concerti in Germania, Inghilterra, Francia, Italia, Lussemburgo, Lettonia, Lituania, Olanda, Austria, Svizzera, Ungheria, Repubblica Ceca e Bielorussia.

Il 12 settembre, alle 21,15, sarà la volta del concerto “Le forme musicali barocche dal ‘600 al ‘900” di Ottorino Baldassarri, con musiche di Bach, Duruflé, Reger, Vivaldi. Ottorino Baldassarri è diplomato in Pianoforte presso il Conservatorio “Morlacchi” di Perugia e successivamente in Organo e Composizione organistica presso il Conservatorio “Cherubini” di Firenze.

Ha partecipato a numerose rassegne e concorsi, ha tenuto varie registrazioni per la RAI, la Radio Vaticana, la Radio Svizzera (RSI) e la Radio Tedesca (DDR). Ha coperto la cattedra di organo e composizione organistica al Conservatorio “Morlacchi” di Perugia, “Rossini” di Pesaro e “Santa Cecilia” di Roma. Dal 1980 al 1997 è stato organista titolare alla Basilica Patriarcale di San Francesco di Assisi. L’ingresso ai due concerti è gratuito. (172)

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Written by Gilberto Scalabrini