Il Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Perugia ha consegnato il bene al Comune di Spello in esecuzione del decreto di dissequestro dell’Autorità giudiziaria

1SPELLO – La statua lignea raffigurante il Bambino appartenente alla “Madonna in trono” torna nella disponibilità della comunità di Spello: nella giornata di ieri, il Nucleo Tutela Patrimonio Culturale (TPC) di Perugia guidato dal maggiore Guido Barbieri, in ottemperanza delle direttive da parte dell’Autorità giudiziaria, ha consegnato il bene al Comune di Spello.

L’opera del XIII secolo facente parte della collezione della Pinacoteca Civica e Diocesana di Spello, dopo essere stata trafugata nel 2008 è stata ritrovata lo scorso mese di agosto all’interno della Chiesa Collegiata di Santa Maria della Reggia di Umbertide. La statua, subito affidata Nucleo al TPC di Perugia per le verifiche necessarie, ieri è stata presa in consegna dal sindaco Moreno Landrini in attesa di essere sottoposta a intervento di restauro, per essere poi consegnata definitamente alla comunità.

“Il Comune conserverà il prezioso bene culturale che presenta un forte valore devozionale per la nostra città – commenta il sindaco Landrini -; da sempre è infatti il simbolo della Pinacoteca Civica e Diocesana di Spello che custodisce una collezione espressione della nostra storia attraverso preziose testimonianze artistiche espressione della vita e della devozione religiosa degli spellani nel corso dei secoli”. La scultura in legno policromo opera di un artista anonimo, raffigura la Madonna, coronata e seduta su di un trono dall’alto schienale, con il braccio destro sollevato e il sinistro proteso verso il Bambino.

È interamente coperta da un manto blu, decorato da stelle in rilievo, sotto il quale si intravede una veste rossa. Questa Madonna ha un particolare iconografico poco comune, cioè il Bambino presentato semi alzato e quasi sul punto di scivolare, piuttosto che seduto al centro delle ginocchia della Vergine; egli sostiene con la mano sinistra un piccolo globo e indossa una tunica verde.

Proveniente dalla locale Chiesa di Santa Barbara, mostra numerose affinità con altre Madonne lignee del centro Italia. È infatti il prototipo di un gruppo di sculture contraddistinte dalla fissa solennità delle pose, dalla linearità dei tratti e dalla vivacità dei colori: l’oro e il rosso, utilizzati per dipingere le vesti, ulteriormente arricchite da decorazioni a losanghe e cerchietti in lamina metallica. (131)

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Written by Gilberto Scalabrini