1GUBBIO – E’ stata inaugurata presso la Chiesa di Santa Maria dei Laici detta ‘dei Bianchi’ in   Piazza 40 Martiri, la mostra fotografica con il titolo «COSÌ, CON UN BACIO, IO MUOIO», dedicata ai 50 anni del film ‘ROMEO E GIULIETTA’, che FRANCO ZEFFIRELLI girò nel 1968, ottenendo un consenso straordinario.   Erano presenti, tra gli altri, il sindaco Filippo Mario Stirati, l’assessore Augusto Ancillotti e il vice sindaco di Pienza Giampiero Colombini.

Il progetto, promosso dal Comune in collaborazione con l’associazione culturale ‘La Medusa’, è stato sviluppato d’intesa con le città di Pienza e Tuscania, e in accordo con la ‘Fondazione Zeffirelli’ di Firenze, per celebrare il grande regista e in segno di riconoscenza per la straordinaria promozione che fece della città di Gubbio.

Dopo il taglio del nastro, l’assessore Ancillotti ha ricordato come Gubbio sia stata ‘lanciata’ sulla scena internazionale proprio dal film di Zeffirelli: « E’ stato un evento di importanza fondamentale, in cui ‘la più bella città medievale’ è stata protagonista di riprese eccezionali, che hanno dato seguito ad altre occasioni di promozione, anche perchè Zeffirelli ha girato qui anche l’altro capolavoro del 1972 ‘Fratello sole, sorella luna’. E poi sono venute serie di nuove produzioni di vari registi, fino alla popolare fiction ‘Don Matteo’, girata per 10 anni di seguito a Gubbio ».

Il vice sindaco di Pienza Colombini, ideatore dalle celebrazioni comuni alle tre principali città di ‘Romeo e Giulietta’, ha ricordato come «la versione cinematografica è seguita a quella teatrale sempre per la regia di Zeffirelli, con Giancarlo Giannini e Annamaria Guarnieri, la quale prestò la voce alla giovane Olivia Hussey nella versione italiana della pellicola cinematografica. Ora continueremo a lavorare insieme tra Comuni per promuovere iniziative e incontri, durante il periodo di apertura della mostra, che già Pienza ha allestito nel mese di luglio ».

Il sindaco Stirati ha affermato che « Gubbio ha più di un motivo per essere grata al Maestro Zeffirelli e per tributare profondo affetto a quello che dal 2016 è a tutti gli effetti un ‘eugubino’ doc, avendo ricevuto la cittadinanza onoraria dal Consiglio Comunale deliberata nel dicembre 2015. Abbiamo colmato una lacuna imperdonabile visto l’affetto che Zeffirelli ha sempre riservato alla nostra città. Lui stesso ha avuto modo di dire, quando lo abbiamo raggiunto nella splendida casa-museo di Roma, che la città lo aveva profondamento colpito, tanto da essersi sentito ‘marchiato’ da tanta bellezza. E Gubbio ha davvero trovato in lui un interprete mirabile che l’ha fatta conoscere al mondo intero ».

I Comuni di Gubbio, Pienza e Tuscania, dove furono girate la maggior parte delle scene, hanno dato vita concordemente al progetto, per dare il giusto risalto ad un’opera realizzata con grandi mezzi e alta professionalità. Centrale la città di Gubbio per i duelli di spade ambientati nel centro storico, dove si svolge anche il dialogo tra Mercuzio e Benvolio dalla Loggetta del Palazzo dei Consoli, e dove sono stati ripresi scorci di vita cortese a Palazzo Ducale, tafferugli tra le due fazioni e il duello tra Tebaldo e Romeo. Il film è divenuto il capostipite di un ‘genere’, destinato a fare scuola in Italia e all’estero, ricco di intuizioni e di tecniche allora d’avanguardia in campo cinematografico.

Tre i temi principali dell’opera cinematografica, costruita sull’omonimo testo teatrale di William Shakespeare secondo la sensibilità del regista: la conflittualità e la sanguinosa divisione tra fazioni, l’amore come sentimento eterno, il dramma e la morte dei giovani protagonisti. Girato in lingua inglese, il film ‘Romeo e Giulietta’ fu salutato dalla stampa e critica internazionale come un capolavoro assoluto, ottenendo un enorme successo di pubblico nel mondo (quasi 40 milioni di dollari d’incasso negli Stati Uniti). Impeccabile la ricostruzione d’epoca e bellissima la colonna sonora composta da Nino Rota, sul testo ‘Ai giochi addio’ della scrittrice Elsa Morante. La mostra resterà aperta fino al 6 gennaio, ingresso libero. (46)

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Written by Gilberto Scalabrini