1ORVIETO – Cinque giorni intensi e ricchissimi di eventi, 100 quelli nel calendario del Festival che si è conclusi ieri pomeriggio con il bagno di folla per con la proiezione del Film “Sulla mia Pelle” – vincitore del Premio Antigone- di Alessio Cremonini, che -come scrive Susanna Marietti (Antigone) “con aderenza ai fatti e delicatezza, ma anche con grande spessore artistico ha saputo far entrare lo spettatore dentro il corpo stesso di Stefano Cucchi, sviscerando una vicenda che riguarda ogni cittadino e contribuendo così a un percorso di verità.

2Ilaria Cucchi, presente a Orvieto nella giornata di apertura del Festival, è stata testimone dell’assegnazione del premio, ricevendo contestualmente da Antigone – dalle mani dell’avvocato Paola Bevere, presidente di Antigone Lazio – una pergamena di ringraziamento per il coraggio e la determinazione con cui ha portato avanti una battaglia che tutela ciascuno di noi”.
Sabato sera in un Cimema Corso affollato si è svolta la cerimonia di premiazione dei documentati vincitori, scelti dalle due giurie composte da Wilma Labate, Nicolò Fabi, Concita De Gregorio, Federico Ruffo e Claudio Falconi per i lungometraggi e da Vincenzo Madaro, Teresa Paoli, Samad Zarmandili, Emanuele Nespeca e Louis Siciliano per i corti.

3Nelle motivazioni per i lungometraggi forniteci dalla giuria leggiamo: Il documentario vincitore “Alla salute” di Lila racconta un viaggio, personale e universale, nell’esperienza profonda della malattia. Con un linguaggio ironico, sempre lieve e a tratti crudele, mette in scena un sud del mondo, in cui l’apertura e la comunità sono parte integrante della cura. Utilizzando un grammatica di ripresa social, capovolgendo l’estetica del selfie in modo puntuale e sensibile, raccontano Il cancro, un tabù che ciascuno di noi conosce, e che continua a suscitare  paura, pudore e vergogna.

4Ultimo passo di una strada intrapresa già quasi 40 anni fa, con minor levita, da Wenders. Attraverso la parola, che ci rende umani, Difino e Lila mostrano con coraggio, realismo e ironia la fatica necessaria per affrontare l’impresa di approdare alla altra sponda del mare e del male Oltretutto, Difino, chef in cucina e nella vita, ci ricorda che il cibo, prima di essere spettacolo, è la primitiva forma di cura e cultura condivisa, di cui come italiani siamo felicemente portatori sani.

Menzione speciale giornalistica va MY WAR DI Julien Fréchette, un opera che documenta, in maniera pulita distaccata e scevra da ogni forma di giudizio, un fenomeno complesso duro e sconosciuto a larga parte del grande pubblico.

Seguendo la vita di persone che si arruolano e combattono come volontari una guerra lontana, restituisce allo spettatore il bisogno attualissimo di aderire ad una causa, esorcizzando un vuoto generazionale esistenziale e sociale, in un tempo in cui, la ferocia e la violenza sono la norma. All’unanimità NINO MONTELEONE vince il premio come migliore attore protagonista in BE KIND, con l’augurio che sia il suo esordio per la sua carriera da regista. Il suo sguardo intenso e candido lo guiderà lontano.

Per i cortometraggi invece: Per l’incisività e la poesia nel trattare una tematica universale come quella del lavoro sommerso attraverso la riuscita alchimia tra immmagini, suoni e una drammaturgia rigorosa, il premio come miglior cortometraggio Breathing di Farshid Ayoobinejad. La menzione speciale per il messaggio di profonda umanità e positività che scaturisce da questa storia è per Anniversary di Angelica Germana Bozza.

Un grazie a questo trio di personaggi, per la tragica ironia con cui cercano di tenere vivo il sogno del cinema: Alessio Giustini Silvano Carpinelli e Federico Sangiusti del film Sinno’ me moro.
The March of Hope vince il premio Giammanco del Centro Studi Americanistici “Circolo Amerindiano” onlus. Ai vincitori sono andate opere realizzate dagli artisti Carlo Rocchi Bilancini, Luigi Caflisch e Michele Ciribifera.

Diritti a Orvieto è stato promosso, organizzato, comunicato da due realtà che, nel cinema in generale e nel documentario sociale in particolare, trovano la loro ragione: Teatri di Nina e Own Air, con il patrocinio della Regione Umbria, con il contributo e la collaborazione del Comune di Orvieto, della Fondazione TeMa e dell’Associazione Antigone.

Tante le novità che hanno animato la terza edizione del festival: dai workshop dedicata ai temi fondamentali per la realizzazione di un film o documentario, tenuti da tre esperti di livello internazionale, al dopo-Festival momento conclusivo di ogni giornata in cui insieme ai registi e al pubblico abbiamo trascorso un piacevole tempo insieme con musica e degustazioni del territorio.

Non solo film in concorso a Orvieto ma anche tante proiezioni speciali quest’anno.
Si è partiti con “Tilla4marathon” progetto di beneficenza a sostegno dei bambini in Uganda mediante lo sport e con “Sembra mio figlio” di Costanza Quatriglio presentati durante l’inaugurazione del Festival. Abbiamo ospitato gli amici di Molise Cinema con la pellicola “Due piccoli italiani” Paolo Sassanelli “Arrivederci Saigon” di Wilma Labate, “Terre di musica” di e con “Il Parto delle Nuvole Pesanti”, “Ubuntu note sul perdono” al quale è seguito un dibattito partecipatissimo con Jacopo Fo, “Lievito madre” di Concita De Gregorio anche lei presente al festival, e “Fuori fuoco” è un progetto di documentario che parte dall’idea innovativa di instaurare una collaborazione tra una casa di produzione cinematografica e alcuni detenuti.

Anche la presentazione del libro di Federica Angeli “A mano disarmata” è stata ricca di emozione e molto partecipata da un pubblico attento e presente. Con la giornalista di Repubblica, che dal 2013 vive sotto scorta in seguito alle minacce ricevute dopo la sua inchiesta sulla criminalità organizzata a Ostia, ha dialogato il giornalista Stefano Corradino di Rai News 24.

Sempre giovedì 1 novembre è stata la volta de il convegno “Rights On Air – Diffondere i Diritti” con la traduttrice Ilaria Piperno, Domenico Chirico, direttore dei programmi dell’Associazione Un ponte per… e Luigi Manconi, sociologo, coordinatore dell’UNAR – ufficio per la promozione della parità di trattamento e la rimozione delle discriminazioni, coordinati da Annalisa Camilli, giornalista de L’ Internazionale. L’incontro si è concentrato sulla traduzione e sui suoi effetti.

Altro importante momento di riflessione sul versante delle idee e del dialogo è stato il convegno “Diritti Umani. Così vicini, così lontani” di sabato 3 novembre in mattinata con la partecipazione di Elena Carletti, sindaco di Novellara, (Reggio Emilia), comune della rete di Cittaslow e incubatole di un progetto di integrazione e inclusione all’avanguardia, Antonio Stango, presidente della Federazione Italiana Diritti Umani, Gian Carlo Bruno, ricercatore di diritto internazionale del CNR e Antonio Pavolini, esperto di new media e tra i fondatori dell’Aaron Swartz Day Italia, moderati dalla giornalista Valentina Parasecolo.

Hanno fatto il pieno anche lo spettacolo MISSALAIKA, opera-concerto, quasi rock, scritta e interpretata da Arturo Annecchino con la Synphònia Band, con la special guest Ivanka Mazurkijević, sabato 3 novembre alTeatro Mancinelli. E poi ancora “Acqua di Colonia prima parte: Zibaldino Africano”, spettacolo teatrale sull’Italia colonialista di Elvira Frosini e Daniele Timpano andato in scena al Mancinelli venerdì 2 novembre e il “Don Chisciotte Visionario” un progetto di Condominio Belluca in scena al Palazzo dei Sette sempre sabato 3 novembre.

Infine grande successo anche per le sei esposizioni a cura di Auro e Celso Ceccobelli con opere di Luigi Caflisch, Emiliano Pinnizzotto, Carlo Rocchi Bilancini, Paola Biganti, Michele Ciribifera e Luca Manfredi che sono rimaste aperte per tutta la durata del Festival. (113)

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Written by Gilberto Scalabrini