Alla ricerca artistica contemporanea in Umbria: Sale del Castello di Colle del Marchese con Myriam Laplante Arrone _ Presso il museo della ceramica di Casteldilago con Andrea Abbatangelo

1CASTEL RITALDI – #CHIAVEUMBRA è una mostra d’arte contemporanea diffusa in ambienti poco noti e scarsamente accessibili del territorio olivato umbro che pur ne rappresentano la vera essenza e ne palesano, in qualche modo, l’identità paesaggistica e antropologica. Nasce nel 2014 come spin-off delle manifestazioni legate a Frantoi Aperti. Ne rappresenta il versante di ricerca e sperimentazione con lo scopo di individuare inedite chiavi di lettura di questo territorio.

Per la IV edizione, gli artisti selezionati sono stati invitati a riflettere sul rapporto civiltà/natura con opere stampa, che si integrano ad altri mezzi espressivi, per sollecitare riflessioni d’ordine estetico, emotivo e personale.

Per il II weekend #CHIAVEUMBRA vi invita in 2 luoghi dell’Umbria più profonda. Luoghi carichi di echi della storia, per lo più lontani dalle rotte del turismo di massa ove potrete liberamente entrare solo per questo weekend. Vi espongono altrettanti artisti.
Comune di Castel Ritaldi con Myriam Laplante
Fraz. Colle del Marchese, Sale del castello
11 novembre, ore 10:00-18.00
In “Frantoiotipico”, per informazioni 334.8681080 – 328.4658880

L’opera di Myriam Laplante è inserita nel piccolo borgo/castello di Colle del Marchese. Una perla dell’Umbria minore immersa tra dolci colline di olivi. Ad essere aperte del tutto eccezionalmente dopo anni, due sale del vecchio castello immediatamente sopra all’oleificio cooperativo. Nobiltà, produttività, storia, arte si uniscono a regalare un’esperienza multidimensionale unica nel suo genere sebbene nella spontaneità e semplicità che connota la nostra terra.
Le opere della Laplante che qui vengono ripresentate appartengono per lo più al ciclo The Hunt del 2002. La serie, ispirandosi appunto ai dipinti di caccia che sovente adornavano case nobiliari come quella in cui oggi è ospitata e che conserva proprio una tela con il con medesimo soggetto a tamponare il camino, riproduce in chiave vagamente favolistica e surreale uno dei riti che storicamente hanno connotato la vita aristocratica nella storia.

I ritratti “dei cani da caccia”, in soluzione singola o nell’atto di catturare la preda nel suo habitat naturale, presentandosi in modo quasi farsesco come maschere carnascialesche, invitano a riflettere sulla crudeltà di certe pratiche e l’incongruità di certi riti. Allo stesso tempo, l’opera in ingresso Sad Sort, ricorda le crudeltà inverse con cui la natura ricambia talora l’uomo.
Comune di Arrone con Andrea Abbatangelo

Museo privato della maiolica di Casteldilago +0744388710; 3357529230
11 novembre (10.00-13.00/14.00-18.00)
In “Amor d’olio”

Il piccolo e incantato paese di Casteldilago, ospita sconosciuto ai più un delizioso museo della maiolica. Gli oggetti qui conservati sono stati rinvenuti in un “butto” e sono stati puliti, conservati e catalogati da Timothy Clifford, studioso inglese ed ex direttore della galleria nazionale di Scozia, lui stesso abitante di Casteldilago. I proprietari dell’osteria dello Sportello hanno messo in piedi questo delizioso museo, ricco di stanze e stanzette labirintiche.

Interviene per #chiaveumbra Andrea Abbatangelo, un artista che mixa nel suo lavoro utopia e concretezza donando ad opere strutturalmente pregnanti l’afflato del sogno. Qui presenta un  lavoro specificatamente dedicato alla ceramica. Sono tre semplici scatti fotografici che tuttavia lo vedono personalmente impegnato nella produzione di opere in terracotta. Il lavoro è parte della serie Papaver Rhoeas, un progetto del 2016 nato durante la residenza artistica Bridge Art fatta da Abbatangelo a Noto. L’intento era misurarsi e portare l’attenzione sull’impatto della produzione artistica sull’ambiente.

Abbatangelo ha quindi realizzato direttamente tutta la filiera della produzione della terracotta partendo dal recupero dell’argilla naturale nei campi fino alla cottura all’aperto. Questi scatti che potremmo dire d’archivio, in questo contesto restituiscono anche una testimonianza di alcuni processi alla base dei reperti nel museo conservati e tuttavia ci pongono interessanti quesiti sulle pratiche che l’uomo compie grazie, ma anche contro, la natura.

Per chi teme di perdersi, luoghi sono raggiungibili anche grazie ad un servizio navetta messo a disposizione da Frantoi Aperti.
Per approfondimenti vi invitiamo a consultare la pagina: https://www.facebook.com/Chiaveumbra e ad apportare il vostro contributo su Istagram mettendo l’hastag #chiaveumbra e #chiaveumbra2018 (78)

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Written by Gilberto Scalabrini