La Cgil insiste sulla necessità di costruire, “tutti insieme”, un progetto “che abbia cura delle persone e del territorio

dsc_0162PERUGIA – “Nella nostra regione la ricostruzione costituisce una sfida importante, che dobbiamo saper cogliere e vincere, superando ritardi e ritrosie. Si tratta di un punto prioritario per costruire il futuro dell’Umbria che attende risposte che non possono essere ulteriormente dilazionate”. Ad affermarlo in una nota è Filippo Ciavaglia, segretario generale della Cgil di perugia.

“Quindici comuni con danni strutturali gravi, un’area territoriale di 1.410 kmq con 57.500 abitanti che attendono e giustamente pretendono risposte concrete – continua il segretario della Camera del Lavoro – La parte della nostra regione colpita dal sisma rappresenta un elemento fondamentale della nostra identità e della nostra ‘anima’ di umbri”.

Ecco perché la Cgil insiste sulla necessità di costruire, “tutti insieme”, un progetto “che abbia cura delle persone e del territorio, con l’obiettivo di ricostruire gli edifici pubblici e privati, ma anche un tessuto economico e sociale, imperniato sulla coesione”.

“Solo così possiamo sconfiggere il mostro dello spopolamento, che aleggia sempre di più anche sui nostri territorio – sottolinea Ciavaglia – e per questo, come Cgil provinciale di Perugia condividiamo pienamente la richiesta d’incontro formulata dai segretari nazionali di Cgil, Cisl e Uil (Fracassi, Cuccello e Veronese) e indirizzata al commissario straordinario per la ricostruzione e per il sisma, Piero Farabollini. Incontro che dovrà dare risposte sullo stato della ricostruzione, sulle nuove emergenze, sugli ammortizzatori sociali e sull’applicazione del Durc di congruità.

Come Camera del Lavoro – conclude Ciavaglia – sosterremo questo percorso con tutte le iniziative che si renderanno necessarie, forti anche della rete di solidarietà che si è creata all’interno della Cgil e che ha visto le strutture di Bologna, Firenze e Piemonte ‘adottare’ le Camere del Lavoro dei territori umbri colpiti dal sisma”. (174)

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Written by Gilberto Scalabrini